Zadig e altri racconti filosofici PDF

Zadig e altri racconti filosofici PDF Diderot, 1767, ritratto da Louis-Michel van Loo. Il est très important de ne pas prendre de la ciguë pour du persil, mais nullement de croire ou de ne pas croire en Dieu.


Författare: Voltaire.

Il primo volume della traduzione integrale dei romanzi e racconti di Voltaire, in cinque tomi, curata dallo storico della filosofia francese Lorenzo Bianchi. Particolare attenzione viene data alla particolarità del linguaggio filosofico di Voltaire, ammantato da uno stile letterario degno di un grandissimo scrittore. Il filosofo Paolo Flores D’Arcais sottolinea, nella sua prefazione, l’attualità del pensiero di Voltaire e ribadisce la necessità che le idee dell’illuminista francese tornino a circolare nel dibattito sull’etica moderna.

Quarta di copertina

Prefazione di Paolo Flores D’Arcais. Primo dei cinque volumi dell’intera raccolta di tutte le opere filosofiche di Voltaire.

Dio non lo è per nulla. Sarà Diderot, dirigendo l’opera, raccogliendo finanziamenti e scrivendo circa 1500 voci, spesso anonime, che porterà avanti quasi da solo l’impresa, sino all’uscita degli ultimi volumi nel 1772. Oltre al colossale lavoro enciclopedico e alle pubblicazioni anonime per aggirare la censura, Diderot scrisse numerose opere filosofiche e teatrali, romanzi, articoli e saggi su disparati argomenti, occupandosi di arte, storia, politica e società. La famiglia, borghese e cattolica, relativamente benestante, avrebbe voluto avviarlo alla carriera ecclesiastica o a quella giuridica, ma il giovane Denis non pareva interessato né all’una né all’altra.

Fu anche scrivano pubblico e precettore, frequentando, come molti altri giovani anticonformisti, i salotti e i caffè letterari in cui circolavano le idee illuministiche e libertine. A Parigi conobbe, nel 1742, un altro provinciale come lui, il ginevrino Jean-Jacques Rousseau, con cui costruì un intenso quanto burrascoso rapporto. Il sodalizio tra alti e bassi si romperà a un certo punto perché Rousseau si sentì “tradito” dagli amici illuministi che non condividevano le sue idee e i suoi atteggiamenti. In questo periodo, con l’editore André Le Breton, comincia a prendere forma il progetto dell’Encyclopédie. Diderot frequenta il salotte di madame Geoffrin, assieme a Voltaire e d’Alembert.

La Lettera sarà inviata anche a Voltaire, che l’apprezzerà, pur non condividendo la tendenza materialista di Diderot. Prima cercò di attribuire i Pensieri alla sua amica Madame de Puisieux, poi dovette ammettere di averli scritti e promettere di non scrivere più contro la religione e la morale, limitandosi da allora ad esporre gli argomenti più pericolosi del suo pensiero velatamente o in maniera superficiale o ricorrendo ad inserirli nelle voci dell’Enciclopedia meno sospette. Si racconta che mentre andava a trovare Diderot in prigione, durante questo periodo, Rousseau ebbe l’idea della sua prima opera, il Discorso sulle scienze e le arti, che rimarrà legata nell’aneddotica, a questa particolare circostanza. La vita privata di Diderot fu intensa e libera, focalizzata intorno a centri affettivi di grande importanza come la famiglia. Je baise votre front, vos yeux, votre bouche et votre menotte sèche qui me plaît tout autant qu’une potelée.

Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona. Dal 1745 Diderot fu coinvolto attivamente nell’ambizioso progetto dell’Encyclopédie, di cui diverrà due anni dopo direttore, con d’Alembert condirettore per la parte matematica. Diderot, da questo periodo in poi, partecipò anche alla stesura o alla revisione delle opere, pubblicate anonime, del barone d’Holbach, animatore di un circolo culturale scettico e materialista, ma frequentato da personalità di diverso tipo. Nel 1752, l’abbé de Prades, uno dei redattori dell’Enciclopedia, venne accusato dalle autorità ecclesiastiche di promuovere il materialismo ateo e dare adito ai sovvertitori della società.

Una cena di filosofi o La santa cena del patriarca di Jean Huber. Prospetto, scritto da lui stesso e considerato il manifesto programmatico degli Enciclopedisti, lanciò una sottoscrizione per la vendita dell’opera. Nel 1756 incontra di nuovo Rousseau, prima che quest’ultimo, a causa dell’articolo enciclopedico sulla sua città, Ginevra, litigherà, sentendosi offeso, prima con gli autori dello scritto, d’Alembert e Voltaire, e poi con Diderot stesso, rompendo ogni rapporto con gli enciclopedisti. Nel mese di gennaio 1757, il fallito tentativo del servitore di un parlamentare, lo squilibrato Robert François Damiens, di assassinare Luigi XV venne attribuito, dagli avversari di Diderot e d’Alembert, all’influenza delle nuove idee, che sono accusati di diffondere.