Virtù e morale. Libero pensiero di Antonio Rosmini PDF

Formatosi agli studi umanistici, li integrò con una conoscenza logico-matematica e filosofica, e con una pratica empirica della fisica. Attraverso studi ed esperienze personali, ritenne di aver individuato le linee direttive di una realtà originaria del pensiero per dimostrare la vacuità discorsiva della dialettica. Lo incontrò per la prima volta nel 1930. Il tradizionalismo di Evola era fortemente critico riguardo l’insegnamento di Virtù e morale. Libero pensiero di Antonio Rosmini PDF, malgrado il mantenimento di buoni rapporti con alcuni antroposofi italiani.


Författare: Mario Pangallo.

Una società ‘liquida’ pensa di poter adattare i comportamenti umani alle esigenze economiche del mercato, alle personali preferenze degli individui, alle dinamiche dei rapporti interpersonali ‘a tempo limitato’. La persona umana viene considerata incapace di prendere impegni di lunga percorrenza. L’uomo e la donna vengono considerati alla stregua dei beni di consumo: l’essere umano si sceglie, si usa e si elimina dalla propria vita. Questo avviene perché si è persa la verità sulla persona, la sua identità, lo specifico e l’unicità dell’essere personale. Rosmini, partendo dalla definizione di ‘persona’ e di ‘diritto’, introduce nella reale dimensione della creatura umana, recuperando la singolarità della conoscenza, la complessità della razionalità, la potenza della volontà e la unicità della libertà. Ogni soggetto umano è in grado così di determinare perseveranti scelte di bene e concreti propositi di bontà: è questo il percorso della virtù. La virtù qualifica la crescita e la perfezione della persona. Recuperando l’oggettività della morale, il filosofo trentino ripone nell’alveo della dignità personale sia la bontà di ogni libera scelta fondata sulla conoscenza e preferenza della verità, sia la determinazione soggettiva della volontà che consente ad ogni umano individuo di governare e dirigere la propria vita nella dimensione etica dell’agire. La grandezza della persona si configura così nella dinamica della virtù.

Negli ultimi vent’anni della sua vita teneva regolarmente riunioni presso il suo studio romano sito in via Cadolini. Scaligero iniziò a scrivere per la stampa fascista fin da giovane età. Molti dei suoi primi saggi apparvero nel 1931, salutando il fascismo come il portatore ‘di quella spiritualità luminosa che è la principale caratteristica delle civiltà superiori’. Pubblicò in organi di stampa fascisti nel 1932 e 1933. I suoi primi articoli impiegano una terminologia esoterica, e l’argomento spirituale fu un elemento consistente in tutta la sua opera. Non politico, anzi apolitico per temperamento, tuttavia, giovanissimo, nel periodo fascista credetti poter immettere nella forma politica la mia visione del mondo: questo spiega la categoria in cui qualcuno ancora oggi tenta recludermi: categoria che io non rinnego per debito di lealtà e di verità, ma che non mi ha mai contenuto, né mi ha mai impedito di essere quello che realmente volevo.

L’uomo conosce e in qualche modo domina il mondo, mediante il pensiero. La contraddizione è che egli non conosce né domina il pensiero. Il pensiero permane un mistero a se stesso. L’esercizio detto della “concentrazione” del pensiero assume per Scaligero una valenza fondante e si pone come conditio sine qua non dell’esperienza sovrasensibile. Scrisse numerosi di libri nei quali la tematica del  pensare  e del pensiero vivente  occupano una parte preponderante. Sono stato sempre grato a Evola e Guénon di avermi dato modo di superare la barriera critica da loro eretta riguardo alle dottrine dello Steiner. Invero, superando simili barriere, io avrei potuto nell’avvenire riconoscerle quando mi sarebbero state prospettate da altri e dar modo loro di superarle, in quanto costoro si rivolgessero a me: e ciò mi sembrava un dovere, soprattutto trattandosi di giovani.

Massimo Scaligero, Dallo yoga alla Rosacroce, pag. Questa voce o sezione sull’argomento filosofia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il primato gnoseológico ed ontologico attribuito alla coscienza pensante da Gentile, diviene in Scaligero, in senso esoterico e non più filosofico, il primato dell’Io come soggetto capace di pensare l’assoluto e di realizzarlo in sé. Il chitarrista, compositore e musicoterapeuta Luciano Tancredi ha composto su testo di Massimo Scaligero Bianca è la luce dell’isola e Stella Maris. Nicola Gelo ha dedicato la sua composizione Au-delà a Massimo Scaligero. Nel 2018 è stato prodotto il film Oltre, con regia Davide Cincis, dedicato alla vita ed al pensiero di M.

Angelo Iacovella, Uno sguardo a Oriente, introduzione a Julius Evola, Oriente e Occidente: Le collaborazioni a East and West, 1950-1960, Mediterranee, 2001, pp. Prospettive di ricerca di Manola Ida Venzo, cfr pag. Lo si voglia o no, la verità che non ha niente a che spartire con una “dialettica” qualsiasi, é che al di fuori del riallacciamento ad un’organizzazione tradizionale non c’é iniziazione, e senza preventiva iniziazione nessuna realizzazione metafisica é possibile: questi non sono “miraggi” o illusioni “ideali”, o varie speculazioni del “pensiero”, ma realtà assolutamente positive. L’Archetipo, mensile di ispirazione antroposofica fondato da Marina Sagramora. 7 , “Metafisica e Dialettica”, risposta all’articolo di Massimo Scaligero ” Esoterismo moderno. La propaganda antisemita del fascismo nel 1938. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’11 feb 2019 alle 13:37.