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La storia del doping inizia nell’antichità, all’epoca delle prime Olimpiadi nella Grecia classica. Le sostanze utilizzate per il doping sono varie e legate allo sviluppo un uomo purché sia PDF sintesi chimica, della farmacologia e della scienza medica. La lotta contro il doping degli atleti di alto livello iniziò con la morte del ciclista danese Knud Enemark Jensen durante le Olimpiadi di Roma del 1960. Sono varie le possibili origini della parola doping.


Författare: Gianna Schelotto.

Una donna ha bisogno di un uomo come un pesce della bicicletta.” Così negli anni Settanta gridavano le femministe che erano scese in piazza per cambiare il mondo. Sono passati quattro decenni da quella straordinaria stagione di mutamenti. Le donne di oggi – almeno alle nostre latitudini – sono più libere, più consapevoli, più autonome, più sicure di sé. Ma non sembra che siano più felici. Il passaggio culturale da “zitelle” tristi e inacidite a “single” dinamiche e capaci di godersi la vita sembra aver lasciato aperto un bisogno, una ferita. Le donne infatti – molto più spesso degli uomini – si affamano, si abbuffano, vomitano, desiderano irrefrenabilmente la “roba d’altri” (si tratti di oggetti, o di amanti), inseguono in modo compulsivo uomini riluttanti o fuggitivi. È proprio di quest’ultimo “sintomo” – la ricerca disperata di un uomo a qualsiasi costo – che si occupa questo libro. Il fenomeno è trasversale, colpisce le giovani e le cinquantenni, le belle e le brutte, le casalinghe e le manager. Si tratta di un disturbo che ricorda molto da vicino la bulimia: ciò che conta è mangiare, non importa cosa, non importa quanto. Nella bulimia sentimentale il meccanismo è identico: si vuole un uomo non per amore, per simpatia o per attrazione sessuale. Si vuole un uomo per convincersi di valere qualcosa, un uomo purché sia, per riempire antichi e profondissimi sensi di estraniazione e di vuoto.

Una di queste è il lemma dop, bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze cerimoniali nel XVIII secolo del sud dell’Africa. Fino al 1889 la parola dope era usata relativamente alla preparazione di un prodotto viscoso e denso di oppio da fumare e durante gli anni novanta del XIX secolo allargò il proprio significato ad indicare qualsiasi sostanza narcotico-stupefacente. Nonostante i controlli, l’uso di sostanze e terapie dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico, ma anche in quello dilettantistico e perfino amatoriale. Attorno al fenomeno del doping c’è un giro d’affari che in Italia è stimato in diversi milioni di Euro. Il miglioramento della performance atletica può essere raggiunto con diete adatte, allenamenti continui e duro lavoro. In realtà fin dalle competizioni più antiche il potenziamento dell’efficienza è stato realizzato ricorrendo a un’ampia varietà di tecniche di doping.

La conoscenza e l’abuso delle tecniche di miglioramento della performance è andato aumentando con l’incremento del denaro profuso nei premi e dalle sponsorizzazioni. Questa voce o sezione sull’argomento sport ha un’ottica geopolitica limitata. Contribuisci ad ampliarla o proponi le modifiche in discussione. Negli ultimi anni in Italia e altri paesi il doping è diventato un reato penale.

Il reato di “frode sportiva” è stato introdotto con l’art. 14 dicembre 2000 la legge n. 376 “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping”, che consente un’individuazione precisa del fenomeno doping e permette di colpire più efficacemente una pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. La definizione di doping è data dall’art. 3 la legge istituisce presso il Ministero della sanità la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, stabilisce nell’art. 4 che il controllo sanitario sulle competizioni e sulle attività sportive individuate dalla Commissione è svolto da laboratori accreditati e pagati dal CIO, ma sottoposti alla vigilanza dell’Istituto superiore di sanità. L’uso terapeutico di alcune delle sostanze, comprese nella lista di quelle dopanti, per la cura di patologie di cui un atleta può essere affetto è invece ovviamente permesso.

In presenza di condizioni patologiche dell’atleta documentate e certificate dal medico, all’atleta stesso può essere prescritto specifico trattamento purché sia attuato secondo le modalità indicate nel relativo e specifico decreto di registrazione europea o nazionale ed i dosaggi previsti dalle specifiche esigenze terapeutiche. Disposizioni analoghe per l’uso terapeutico dei farmaci negli sportivi sono stabilite anche dalla World Anti-Doping Agency. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la decisione della sezione V, 18 gennaio 2018 n. Lo stesso argomento in dettaglio: Doping del sangue.