Un libro nel cuore PDF

Questo libro è particolarmente dedicato ai un libro nel cuore PDF delle scuole elementari, i quali sono tra i 9 e i 13 anni, e si potrebbe intitolare: Storia d’un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d’una scuola municipale d’Italia. Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l’abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Il libro fu un grande successo perché i personaggi dei racconti provenivano da varie parti d’Italia, dando un forte spunto alla Unità tra le varie regioni del Regno a livello culturale oltre che politico.


Författare: Roberto Piumini.

Senti? La luna tace,/ però forse ti chiama./ Senti? Il cuore è quieto, /ma ha voglia di partire./ Senti? Ti sembra pace,/ ma è il mare che ti ama./ La luna sa un segreto,/ e te lo vuole dire./ Senti? Ce un libro muto/ che vuole andare via./ Senti? Ti chiede aiuto/ là, dalla libreria.” Disegni e filastrocche per giocare con la lettura. Età di lettura: da 6 anni.

Il successo fu tale che De Amicis divenne lo scrittore più letto d’Italia. Il romanzo è strutturato come il diario di un ragazzo di famiglia borghese, Enrico Bottini, che riporta sulla pagina episodi e personaggi della sua classe scolastica durante un anno in terza elementare, nell’anno scolastico 1881-82 presso una scuola di Torino e intervallato da “racconti mensili” del maestro elementare su varie storie sempre interpretate da fanciulli. In particolare l’osservazione del non rispetto dell’età minima per l’accesso alla scuola sarebbe del tutto inspiegabile per i ragazzi in regola con gli studi, come Enrico e Derossi che dovrebbero avere otto-nove anni, cosa che invece non si verifica. Un ragazzo di umili origini, figlio di contadini padovani i quali, volendo risollevarsi dalla miseria, lo vendono a una compagnia di saltimbanchi che lo portano in giro per l’Europa. Riuscito poi a fuggire, si imbarca su un battello diretto a Genova.

Qui conosce tre stranieri, ai quali racconta la sua triste storia. Questi, impietositi, gli offrono delle monete, che egli però restituisce loro sdegnosamente quando li sente criticare con asprezza gli italiani. Questa voce o sezione sull’argomento opere letterarie è ritenuta da controllare. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Ufficiale dell’esercito piemontese, temendo di incontrare austriaci lungo il cammino, chiede al ragazzo di salire su un albero a far da vedetta. Il ragazzo scopre così un drappello di austriaci poco lontano ma, disgraziatamente, anche gli austriaci lo notano iniziando a bersagliarlo con i fucili. Si è avanzata l’ipotesi che il protagonista del racconto fosse identificabile con Giovanni Minoli, un orfano di 12 anni che lavorava come contadino alle dipendenze di una famiglia residente a poche decine di metri dall’albero di cui si parla nel racconto.

Uno scolaro di Firenze, Giulio, vive in una famiglia numerosa e povera. Il padre, per mantenerla, fa l’operaio di giorno e dei lavori straordinari di copisteria di notte. Egli ripone grandi speranze nel figlio e tiene molto al suo profitto scolastico, aspettandosi che, finita la scuola, trovi un buon lavoro che gli consenta di aiutare la famiglia. Un piccolo reparto di soldati piemontesi, durante la prima guerra d’Indipendenza nel 1848, incalzato dagli austriaci, si rifugia in un casolare. Ciccillo, un ragazzo campano, vien mandato dalla madre in un ospedale di Napoli per vegliare sul padre malato. Il giovane chiede informazioni sul suo “tata”, ovvero su suo padre, e i medici lo mandano al capezzale di un moribondo.

Di lui, Ciccillo si occupa amorevolmente e piange calde lacrime quando apprende il responso medico sulle sue condizioni di salute. Quando ormai ha perso ogni speranza, il piccolo sente la voce di un uomo che saluta la suora congedandosi. Un ragazzo romagnolo, Ferruccio, una sera torna a casa più malandato del solito perché ha passato un pomeriggio con i suoi amici. Ad aspettarlo, trova solo la sua anziana nonna, perché gli altri familiari sono partiti e non torneranno prima della mattina successiva. Marco, da Genova, si imbarca alla volta di Buenos Aires per raggiungere sua madre, emigrata in Argentina per lavoro. Enrico Bottini, io narrante e protagonista della storia: è un personaggio senza nessuna “caratteristica” particolare, che non parla quasi mai del suo profitto scolastico. Silvia Bottini, la sorella maggiore di Enrico.

Garrone, quasi quattordicenne, lo studente enorme di statura e buono d’animo che difende i più deboli, definito “anima nobile” dal maestro, in quanto si assume una colpa che non è sua. Verso la fine del libro sarà protagonista di una tragedia, la morte della madre. Lui, Derossi, Nobis e Crossi sono gli unici compagni dei quali vengono citati anche i nomi di battesimo. Ernesto Derossi, di dodici anni, il più bravo e più bello della classe, è un vero portento ma parte della sua gentilezza può derivare anche dal fatto che è lieto, non ha preoccupazioni finanziarie in quanto di famiglia ricca. Stardi, piccolo e tozzo: considerato inizialmente duro di comprendonio, supererà le sue difficoltà grazie all’enorme impegno nello studio, che ne farà a fine anno uno dei migliori della classe.

Ha una sorella più piccola alla quale vuole un gran bene, sentimento che si vedrà quando la difenderà da Franti, scatenando una rissa che finirà con la vittoria di Stardi. Carlo Nobis, figlio di papà, superbo e arrogante, inizialmente invidioso di Derossi. Coretti, figlio di un veterano delle guerre d’indipendenza che ha partecipato insieme al nuovo re d’Italia Umberto I al quadrato di Custoza, ora rivenditore di legna, orgoglioso di aver potuto stringere la mano del Re che passava in carrozza. Luigi Crossi, figlio di un’erbivendola, con un braccio paralizzato.

Tutti, a cominciare da lui, credono che suo padre sia scappato in America. Tuttavia, Enrico e Derossi, sulla base di forti indizi, sospettano che il genitore abbia trascorso in carceri italiane tutto il periodo di assenza. Alcuni atteggiamenti e discorsi di quest’ultimo suggeriscono la correttezza di questa tesi. Pietro Precossi, il figlio di un fabbro ferraio dapprima alcolizzato e violento, che si disintossica quando scopre che il figlio ha vinto un premio scolastico.

Votini, il figlio di un ricco, profondamente vanesio ma dotato di umanità e bontà come confessa lo stesso protagonista. Garoffi, con il naso a becco di civetta, definito “sempre a trafficare” e continuamente impegnato in compravendite di vario tipo. Avevo ancora mia madre l’anno scorso: mi è morta. Non ho più che voi al mondo, non ho più altro affetto, altro pensiero che voi. Voi dovete essere i miei figliuoli”. Come accennato, definisce un'”anima nobile” l’alunno Garrone, al quale l’accomuna anche la perdita della madre. Enrico nella prima superiore: muore sei capitoli prima della fine del libro, a giugno.