Teatro della Tosse 1975-2015. Quarant’anni di… PDF

La pagina corrente utilizza i frame. Polistrumentista dal percorso articolato ed eterogeneo è considerato uno degli autori più importanti di tutto il panorama cantautorale italiano. In alto una veduta panoramica di Genova, città natale del cantautore. La madre, Germana, lavora come teatro della Tosse 1975-2015. Quarant’anni di… PDF al Teatro dell’Opera.


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Un libro iconografico che racconta un’avventura teatrale lunga quarant’anni. Genova, autunno 1975. In un vecchio locale in Salita della Tosse prende forma una creatura eccentrica. È il Teatro della Tosse, che con un antigrazioso “Ubu re” inizia il suo cammino fuori dai binari della tradizione. Emanuele Luzzati, Tonino Conte e Aldo Trionfo sono gli artefici di quella rivoluzione cittadina, destinata a impattare presto sul teatro italiano e a rinnovarsi fino a oggi. Dagli allestimenti pionieristici alle grandi ospitalità internazionali, dagli spettacoli negli spazi di archeologia industriale alle produzioni fuori dal teatro nei borghi d’Italia e di Liguria, il libro ripercorre quarant’anni di storia attraverso i bozzetti e i figurini di Emanuele Luzzati, gli scatti di grandi fotografi come Giorgio Bergami e Tommaso Le Pera e documenti d’archivio che escono per la prima volta dalla Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. La veste grafica del libro – vero oggetto d’arte – è affidata a Studio Firma, l’agenzia di comunicazione fondata nel 1956 da Dario Bernazzoli, Marco Biassoni, Flavio Costantini ed Ettore Veruggio.

Il padre, Aldo, abbandona la famiglia quando lui ha appena un anno. L’unica cosa positiva di mio padre – ricorderà in seguito l’artista – è che è stato partigiano a diciassette anni. Fossati cresce all’interno di un clima culturale incline alla musica: suo cugino è uno stimato direttore d’orchestra, mentre lo zio pratica lo strumento del clarinetto. Il percorso musicale del giovane Fossati è assai eterogeneo: tra i quindici e i sedici anni suona l’organetto, passando poi alla chitarra elettrica, con cui ha rapporti discontinui, e a diciotto anni inizia a studiare flauto traverso. In alto Ivano Fossati assieme alla band dei Delirium. L’anno seguente lascia il complesso dei Delirium per intraprendere la carriera solista.

Subito dopo parte per il servizio militare, da cui è congedato dopo un anno e mezzo perché inadatto alla vita militare. L’esordio sulla lunga distanza avviene un anno dopo, con la pubblicazione dell’album Il grande mare che avremmo traversato. La tematica del viaggio – che diverrà uno dei temi principali del canzoniere di Fossati – è il leitmotiv di un disco che, per quanto acerbo, testimonia le prime qualità autoriali dell’artista. Sopra un giovane Fossati negli anni settanta.

Le varie sperimentazioni del Fossati autore portano l’artista a toccare numerosi stilemi, che vanno dal pop classico alle influenze progressive, mostrandone il fermo tentativo di trovare una propria linea espressiva. Il primo momento di rottura avviene nel 1977. Se i primi album appaiono ancora istantanee sfocate, assai distanti dagli standard dei successivi decenni, la capacità di Fossati di comporre melodie si manifesta nella scrittura per altri artisti. In questo periodo la sua penna dà vita a numerose ballate portate al successo da alcune delle interpreti più conosciute e preparate. In alto un’immagine di Ivano Fossati. Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, Fossati mette a fuoco una scrittura peculiare, capace di dosare l’attitudine rock ad una vena propriamente intimista. Il successivo Panama e dintorni continua il percorso già tracciato nell’album precedente, avvalendosi degli arrangiamenti del tastierista soul-jazz Steve Robbins, che collaborerà nei decenni successivi con altri artisti come Robert Palmer, Sting e Irene Cara.

Nel 1982 scrive e compone la hit Non sono una signora, contenuta nel disco Traslocando di Loredana Bertè, il primo di tre LP prodotti dall’artista per la cantante calabrese. Con l’uscita dell’album Ventilazione, datato 1984, l’artista porta a termine la propria sperimentazione ritmica e musicale. In alto un’esibizione di Fossati al Club Tenco, nel 1988. Nel 1986 il compositore genovese volta pagina. Abbandonate le sonorità rock e progressive degli anni precedenti, si cala con sicuro mestiere in una veste “cantautorale” a lui più congeniale. In tal modo, inizia a sfornare una serie di album ad alta introspezione storica e psicologica.