Sviluppo rurale e occupazione PDF

Questa voce o sezione sull’argomento urbanistica è priva o carente di note sviluppo rurale e occupazione PDF riferimenti bibliografici puntuali. L’urbanizzazione è il processo di sviluppo e organizzazione che porta un centro abitato ad assumere le caratteristiche tipiche di una città. L’urbanizzazione viene in genere definita principalmente in relazione a due categorie interpretative: da un lato quella demografica, legata a fenomeni quali l’aumento della popolazione nella aree definite urbane e la proportion urban, dall’altro quella territoriale, basata su indicatori quali il consumo di suolo, la diffusione e la concentrazione.


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La condizione indispensabile che ha reso possibile questa nascita è stata la rivoluzione neolitica, costituita dal momento di passaggio da un’economia basata sulla raccolta, la caccia, la pesca, ad un’economia fondata sull’agricoltura e la pastorizia. La principale conseguenza della rivoluzione fu il forte aumento di produzione alimentare per ogni singola superficie di terra, che creava un’eccedenza di produzione alimentare disponibile allo scambio ed un aumento della densità di popolazione. Per mantenere un’economia basata sull’agricoltura bisogna adottare la sedentarietà ed abbandonare il nomadismo. Un centro urbano vero e proprio presuppone non solo un’eccedenza di produzione agricola, ma la possibilità di scambiare questo sovrappiù.

Le possibilità di scambio sono direttamente proporzionali all’ammontare di questo sovrappiù rispetto alla superficie. L’agricoltura mette in moto un processo di urbanizzazione, giocano un ruolo fondamentale la fertilità del suolo e l’efficacia dei sistemi agricoli. Medio Oriente abbiamo Gerico verso il 7800 a. Catal Huyuk verso il 6500 a. India si sono sviluppate verso il 2500 a. Cina sono comparse nel periodo tra il 2000-1500 a. America precolombiana nel periodo tra il 1500-800 a.

Africa Nera nel periodo tra il 1000-500 a. L’urbanizzazione vera e propria è una rivoluzione collocata tra il 3500 e il 2700 a. Pakistan dal 2100 al 1750 a. India dal 1000 al 400 a. Cina dal 1400 al 1100 a.

Giappone dal 650 al 700 d. Africa dal 2600 al 2400 a. Europa dal 1200 al 1000 a. Zone come l’area tropicale dell’Africa nera e dell’Asia e l’Europa settentrionale e orientale sono aree in cui l’urbanizzazione è comparsa solo a partire dall’anno 100 d. Anche nell’America precolombiana le civiltà urbane sono tardive: i Maya, raggiungono un sistema urbanizzato solo dopo il 200 d. Una costante nella storia dell’urbanizzazione è l’alta mortalità infantile, ricorrente in tutti i paesi sviluppati del Terzo Mondo.

Se da una parte si registrava un’alta mortalità urbana, dall’altra il flusso migratorio della popolazione dalla campagna alla città compensava le perdite subite. La rivoluzione industriale è una delle tappe fondamentali nella storia dell’urbanizzazione e compie un innalzamento del limite superiore raggiunto dalle città. La sua diffusione si colloca agli inizi del 1800, con conseguente sconvolgimento dei livelli di urbanizzazione. Dopo il 1910 la maggioranza della popolazione nei paesi sviluppati risiede nelle città, evidenziando anche quelle che sono le differenze tra i paesi del Terzo Mondo. La mancanza di regolamentazioni e il basso livello dei salari delle zone rurali permetteva maggiore libertà e risparmio economico alle imprese. La rivoluzione industriale ha quindi amplificato la città come mercato di innovazioni e sviluppo tecnologico, ma analizzando anche i retroscena, è stata una delle principali cause dell’alto tasso di mortalità urbana, soprattutto infantile. Agli inizi della rivoluzione, nelle grandi città, gli operai provenienti dalle campagne in cui il progresso della produttività agricola aveva ridotto la proporzione di uomini necessari nelle imprese, erano sfruttati più del dovuto, costretti spesso a vivere insieme alle proprie famiglie in ambienti malsani e opprimenti, con un’alta esposizione alle malattie.

La città ha svolto un ruolo di appoggio fondamentale per la colonizzazione, ricoprendo il ruolo di punto di penetrazione principale, contribuendo così agli effetti negativi sulle strutture economiche e sociali dei paesi del Terzo Mondo. Si registra il declino della maggior parte delle città basate sulla produzione di industrie tradizionali, l’espansione di grandi città portuali, in primo piano quelle europee. La rapida diffusione dell’istruzione nell’ambiente rurale divide le generazioni, spingendo i più giovani a lasciare la campagna e ad inserirsi nella società moderna. Analizzando le conseguenze del fenomeno dell’inflazione, si presentano come principali l’aumento delle dimensioni delle città principali e l’apparizione delle prime metropoli. I paesi in via di sviluppo a economia di mercato, a seguito dell’ingente crescita demografica nelle città, soffrono di un enorme deficit di produzione alimentare a causa della stasi ad un basso livello di produttività agricola. L’urbanizzazione non è stato quindi un elemento sufficiente a comportare uno sviluppo significativo delle tecniche agricole alimentari. Un’altra conseguenza importante è il deficit di impieghi urbani, dagli anni ’60 la disoccupazione ha raggiunto percentuali elevate colpendo limitando soprattutto la popolazione giovane e favorendo di conseguenza il lavoro in nero, causa del sotto-impiego.