SuperDio PDF

Il padre era un militare di carriera siciliano originario di Mineo trasferitosi a Brescia, mentre la madre era una bresciana di Bovegno in alta Val Trompia. Il 23 dicembre 2015 il Consiglio Comunale di Bovegno gli ha conferito la cittadinanza onoraria con la seguente motivazione: “Discendente per parte di madre da antica famiglia bovegnese, ha contribuito con la sua opera in maniera rilevante al pensiero filosofico occidentale superDio PDF, sulle orme degli antichi filosofi greci.


Författare: Franco Sardo.

Le spiegazioni della crisi del nostro tempo rimangono molto in superficie anche quando vogliono andare in profondità. Ha 150 anni su per giù. Ma soprattutto ha alle proprie spalle una storia di frazionamento politico-economico-sociale, dove si sono imposte forze che hanno avuto nel mondo un peso ben maggiore di quello dell’Italia unita. Una tara storica, come prima le dicevo. L’evasione fiscale è un furto ai danni di tutti.

Severino affronta l’antico problema radicalizzato da Platone e Aristotele e ripreso poi in epoca moderna da Heidegger: il problema dell’essere. Per Severino, tutte le filosofie costituitesi precedentemente sono caratterizzate da un errore di fondo: la fede nel senso greco del divenire. Severino, riflettendo sull’opposizione assoluta tra essere e non-essere, dato che tra i due termini non vi è nulla in comune, ritiene evidente che l’essere non può non rimanere costantemente uguale a se stesso, evitando di rimanere alterato dall’altro da sé. Severino sceglie una via differente, portando il suo pensiero a delle tesi estreme. Dato che l’essere è, e non può mai diventare un nulla, ogni essente è eterno.

Ogni cosa, ogni pensiero, ogni attimo sono eterni. Il divenire temporale non può, quindi, che rappresentare l’apparire successivo degli eterni stati dell’essere, così come i fotogrammi di una pellicola si susseguono sino a formare lo svolgimento completo di un film. Gli enti entrano ed escono da quello che Severino chiama cerchio dell’apparire. La dimostrazione severiniana dell’eternità di tutti gli essenti, si basa sostanzialmente sul principio di non contraddizione, ma non nella versione che ne dà Aristotele nel De Interpretatione. Bisogna invece “ritornare a Parmenide”, correggerne – con Platone – l’esito aporetico, dimostrando che l’evidenza fenomenica non è in contrasto col principio di non contraddizione, ma scoprendo anche che il divenire così come Platone lo pensa, come uscire dal nulla e ritornare nel nulla, non appare affatto, non è affatto evidente. Per Heidegger, l’essere non è un ente tra gli enti.

Esso rappresenta piuttosto l’apparire ontologico degli enti, e per questo motivo viene definito un transcendens rispetto all’ente. Severino rigetta la concezione heideggeriana, affermando che la totalità dell’essere è costituita dalla totalità degli enti. L’essere che appare e scompare non è lo stesso essere immutabile, ma è anch’esso eterno. Entrambi esistono, ma in differenti dimensioni.