Sulle sponde dello Ionio: Grecia Occidentale e greci d’Occidente PDF

Il bacino del mar Mediterraneo in una elaborazione da foto satellitari. In alto a destra sulle sponde dello Ionio: Grecia Occidentale e greci d’Occidente PDF bacino del Mar Nero. Il mar Mediterraneo, detto brevemente Mediterraneo, è un mare intercontinentale situato tra Europa, Nordafrica e Asia occidentale connesso all’Oceano Atlantico.


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La rivista “Il Politico” si pubblica dal 1950 (fondatore Bruno Leoni) quale continuazione degli “Annali di Scienze Politiche” fondati nel 1928. Ogni fascicolo, di circa 180 pagine, contiene articoli, note e rassegne di scienza politica, di diritto, di politica economica, di sociologia, di storia e di politica internazionale. Alla rivista si affianca la collana dei “Quaderni della rivista Il Politico”. Vi collaborano, oltre ai docenti dell’Università di Pavia, studiosi delle principali università italiane e straniere.

La popolazione presente negli stati bagnati dalle sue acque ammonta a circa 450 milioni di persone. Atlantico, attraverso lo stretto di Gibilterra. Le maree sono molto limitate anche a causa dello scarso collegamento con l’oceano, che limita la massa d’acqua complessiva investita dal fenomeno. C nei mesi estivi, a seconda delle zone. All’azione del mar Mediterraneo come serbatoio termico è in buona parte dovuto al clima mediterraneo, generalmente caratterizzato da inverni umidi ed estati calde e secche. Potenziale distribuzione di ulivi nel bacino del Mediterraneo. Indicatore biologico del bacino del Mediterraneo.

Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre. Il mar Mediterraneo attraverso la storia dell’umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Baḥr al-Abyaḍ al-Mutawassiṭ, ossia “Mar Bianco di Mezzo”, ha evidentemente ispirato la dizione turca di Akdeniz, “Mare Bianco”. Mediterraneo orientale, molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea. Il Mediterraneo occidentale comprende due bacini principali, quello algero-provenzale e il bacino tirrenico.

In alcuni tratti costieri, tipicamente alle foci dell’Ebro e del Rodano la piattaforma continentale raggiunge anche i 60 km di larghezza, con un massimo di 72 km presso il Golfo del Leone. La larghezza minima si ha invece tra Genova e Tolone, dove il fondale è caratterizzato da ampi e profondi canyon. Poche e di modeste dimensioni sono le piane abissali fra le quali si trovano la piana di Corsica, la piana di Orosei, la piana di Olbia, la piana abissale tirrenica e il rialzo pliniano. Il bacino è praticamente chiuso, è messo in comunicazione con i bacini adiacenti da pochi stretti passaggi. Il canale di Sicilia, dal fondale basso e caratterizzato dalla presenza di banchi che possono ridurre la profondità a poche decine di metri, lo mette in comunicazione con il Mediterraneo Orientale. Lo stesso argomento in dettaglio: Mare Adriatico, Mare Ionio, Mare Egeo, Mar Libico e Mar di Levante. Fanno parte del Mediterraneo orientale il bacino del mare Adriatico, il mar Ionio, il mar Egeo, il mar Libico e il bacino del mar di Levante.

Otranto che separa l’Adriatico dallo Ionio. Libia e della Tunisia fino all’Albania, Grecia e all’Italia meridionale. Nello Ionio si trova la piana abissale più estesa del Mediterraneo. Creta che si estende dal Golfo di Argolide a Rodi. Il Mar Libico si estende dalla costa sud di Creta fino alle sponde della Libia. Capo Ra’s al-Hilal, in Libia con l’isola di Gavdos presso Creta. Lo stesso argomento in dettaglio: Isole del mar Mediterraneo.

Il Bacino del mar Mediterraneo è composto da un complesso sistema di strutture generate dall’interazione tra la Placca euroasiatica e la Placca africana. Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi di salinità del Messiniano. Non esiste tuttora una singola teoria complessiva per descrivere la storia di questo sistema, e numerosi modelli sono stati proposti. Baleari e il bacino Mediterraneo occidentale. Questo apporto di grandi quantità d’acqua provoca forti correnti durante tutto l’anno, favorendo la pulizia dei bassi fondali dello Stretto che, diversamente, nel corso dei millenni si sarebbe inevitabilmente chiuso. Le correnti superficiali mediterranee si originano tutte dall’afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza gli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario. Mediterraneo dopo aver lambito le coste del Marocco.

I bassi fondali del canale di Sicilia fanno sì che la corrente algerina si biforchi nuovamente, una parte risale infatti verso il Tirreno dando origine a una corrente ciclonica che in parte lambisce le coste liguri e si riunisce con la corrente ligure-provenzale catalana. Nell’Adriatico, nello Ionio e nell’Egeo vi sono altre correnti minori di tipo ciclonico. Oltre alle citate correnti costiere vi è la corrente centro-mediterranea che scorre sopra la dorsale mediterranea in direzione Creta e Cipro. Lo strato d’acqua compreso fra i 200 e i 600 metri è interessato da un movimento in senso opposto a quello delle correnti di superficie. Questa corrente è divisa in un ramo principale che percorre l’intero Mediterraneo e due rami secondari che attraversano l’uno il Golfo della Sirte e l’altro, più cospicuo, lo Ionio fino a entrare nell’Adriatico dove incontra le fredde acque invernali per poi uscire nuovamente dallo stretto di Otranto.

Il ramo principale si dirige invece verso il canale di Sicilia dove, a causa dei fondali bassi e della portata della corrente di superficie, deve dividersi in due stretti passaggi laterali situati a quote diverse. L’acqua proveniente dal più settentrionale si dirige verso il Tirreno dove fa un lungo giro antiorario e in gran parte esce per ricongiungersi col ramo secondario e risalire verso la Sardegna per poi seguire la costa francese e spagnola e uscire dallo Stretto di Gibilterra. Dalle analisi degli oceanografi pare che una goccia d’acqua entrata dallo stretto di Gibilterra impieghi circa 150 anni per compiere tutto il “giro” e ritornare, profondamente modificata nella composizione, all’oceano Atlantico. Le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure provenzale e lo Ionio.

In entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito a un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento. Nel primo caso il maestrale raffredda rapidamente le acque al centro del Golfo del Leone. In seguito all’aumento di densità l’acqua si dirige verso il fondo, sino ai 2000 metri di profondità, contribuendo al lento ricambio delle acque profonde. Nel bacino orientale è la Bora che abbassando la temperatura delle acque nel mare Adriatico origina una corrente diretta verso sud che si inabissa oltre il canale di Otranto e contribuisce al ricambio delle acque profonde dello Ionio. Lo stesso argomento in dettaglio: Clima mediterraneo, Clima subtropicale, Depressione mediterranea e Medicane. Il clima di gran parte dei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo è caratterizzato da estati calde e asciutte con piovosità concentrata nel periodo autunnale e invernale. Di seguito viene riportato un grafico che riferisce la temperatura del Mediterraneo presso varie città marittime che vi si affacciano.