Storia della colonna infame PDF

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Författare: Alessandro Manzoni.

Il supplizio della ruota era una forma di tortura e di pena capitale usato nel Medioevo e nei secoli seguenti. Il condannato era legato per i polsi e le caviglie ad una grande ruota e con una mazza gli venivano rotte le ossa di braccia e gambe. In altre circostanze la persona che aveva commesso il crimine era legata sulla ruota che veniva fatta girare per indurre nausea e vomito. Se la rotazione era veloce e prolungata il suppliziato poteva soffrire di disturbi circolatori. Questa forma di tortura raramente si rivelava mortale. In alcuni casi sotto la ruota del supplizio venivano messe delle punte su cui gli arti del condannato, durante la rotazione, venivano lacerati, inducendo così la morte per dissanguamento. Al supplizio della ruota era stata destinata santa Caterina d’Alessandria, ma, secondo la tradizione, lo strumento di tortura venne miracolosamente rotto, e a tale figura è legata la ruota nell’iconografia cristiana.

Evento significativo per la discriminazione inflitta all’imputato a causa della sua fede religiosa, il quale ha innescato il pensiero di intellettuali del secolo come Voltaire. Maria Teresa d’Austria: Constitutio Criminalis Theresiana. Manzoni Alessandro, Storia della colonna infame, 1840. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 16 nov 2018 alle 16:56.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La Storia della colonna infame è un saggio storico scritto da Alessandro Manzoni legato al periodo storico in cui è ambientato il romanzo I promessi sposi. La vicenda narra del processo intentato a Milano, durante la terribile peste del 1630, contro due presunti untori, ritenuti responsabili del contagio pestilenziale tramite misteriose sostanze, in seguito ad un’accusa – infondata – da parte di una “donnicciola” del popolo, Caterina Rosa. Solo nel 1778 la Colonna Infame, ormai divenuta una testimonianza d’infamia non più a carico dei condannati, ma dei giudici che avevano commesso un’enorme ingiustizia, fu abbattuta. Nel Castello Sforzesco di Milano se ne conserva la lapide, che reca una descrizione, in latino seicentesco, delle pene inflitte. Questa voce o sezione sull’argomento opere letterarie è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali.

Alessandro Manzoni realizzò la Storia della colonna infame in un arco di tempo piuttosto lungo. Caratteristica inconfondibile dell’autore è stata la perenne insoddisfazione e la conseguente rivisitazione di tutte le sue opere, atteggiamento che lo porterà a escludere la vicenda della colonna infame con l’intenzione di pubblicarla come appendice storica nella seconda edizione del romanzo. Il brano era infatti decisamente troppo lungo per essere inserito all’interno del romanzo. Con questa tragica vicenda, Manzoni vuole affrontare il rapporto tra le responsabilità del singolo e le credenze e convinzioni personali o collettive del tempo. Benedetto Croce fu molto severo verso il Manzoni.