Storia della Chiesa di Ivrea. Secoli XVI-XVIII PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Complesso monumentale di Santa Sofia. Salito al trono nella primavera del 758, il duca longobardo Arechi II avviò un vasto progetto di mecenatismo, che attraverso monumenti di prestigio cercò di sviluppare uno stile solenne e ricercato all’altezza delle storia della Chiesa di Ivrea. Secoli XVI-XVIII PDF ambizioni. 760, anno in cui la chiesa accolse le reliquie dei XII Fratelli Martiri.


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Nello stesso atto, la fondazione della chiesa viene motivata da Arechi a favore della sua redenzione e a vantaggio della salvezza del suo popolo e della sua patria. La chiesa assume funzione pubblica e nazionale, diventando, quindi, tempio nazionale dei Longobardi. Inoltre, il tempio nazionale, dopo la sconfitta di Desiderio, ospitò le reliquae langobardorum gentes, elevandosi anche a sacrario della stirpe. Arechi vi annesse anche un monastero femminile benedettino, alle dipendenze di Montecassino, retto dalla sorella Gariperga. La chiesa subì gravi danni durante il terremoto del 5 giugno 1688 e poi ancora a causa del sisma del 14 marzo 1702: a causa del primo crollarono le aggiunte medievali e la cupola primitiva.

La chiesa di Santa Sofia presenta piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di 23,50 m di diametro. L’esagono interno è poi circondato da un anello decagonale con otto pilastri di pietra calcarea bianca e due colonne ai fianchi dell’entrata, ognuno dei quali disposto parallelamente alla corrispondente parete. Lo stesso argomento in dettaglio: Affreschi di Santa Sofia. Degli affreschi originari, dai colori vivaci, che una volta ricoprivano tutto l’interno della chiesa, sono rimasti alcuni frammenti nelle due absidi laterali: l’Annuncio a Zaccaria, Zaccaria muto, l’Annunciazione e la Visitazione alla Vergine. La facciata presenta, dal restauro settecentesco, degli spioventi ricurvi. Giuseppina Bartolini Luongo, Benevento, storia, arte e folklore, pp.

Waitz, in “Scriptores Rerum Langobardicarum et Italicarum saec. La chiesa di Santa Sofia, collana “I monumenti” n. 386 della Gazzetta di Benevento, anno 2008. Pierluigi De Vecchi-Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia, pp.

Elio Galasso, Il chiostro di Santa Sofia a Benevento: il simbolico, il mostruoso, l’ambiguo, Benevento, Museo del Sannio, 1993, pp. Mario Rotili, L’Arte nel Sannio, E. Marcello Rotili, Benevento romana e longobarda. Napoli, La Stampa di Ercolano, 1986. Alfredo Zazo, Curiosità storiche beneventane, ed.

Pluteo con grifoni dell’oratorio di san michele alla pusterla, inizio VIII secolo, pavia, museo civico malaspina, 177×66 cm. Immagini di arte longobarda: su it. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 10 feb 2019 alle 23:04. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

Pianura Padana, intorno al 590 a. Il primigenio insediamento celtico che diede origine a Milano fu in seguito, da un punto di vista topografico, sovrapposto e sostituito da quello romano. Medhelan, che fu conquistata dai Romani nel 222 a. Nel toponimo Mediolanum, da cui deriva “Milano”, i linguisti riconoscono, tradizionalmente, un termine composto formato dalle parole medio e planum, ovvero “in mezzo alla pianura” o “pianura di mezzo”, con planum divenuto lanum per influsso della lingua celtica. Europa celtica, soprattutto in Francia, tutte accomunate dalla medesima etimologia. Lo stesso argomento in dettaglio: Fondazione di Milano.