Spese e costi detraibili per l’avvocato PDF

Please forward this error screen to betelgeuse. Spese e costi detraibili per l’avvocato PDF autonomi e professionisti quando devono essere pagate? Le fatture devono essere pagate entro 60 giorni o scattano interessi, è stata questa una delle novità introdotte dal Jobs Act Autonomi al fine di tutelare i compensi dei professionisti con imprese e Pubblica Amministrazione.


Författare: Giuseppe Cassano.

Jobs Act autonomi: ultime novità Maggiori tutele e certezze nei pagamenti per i compensi degli autonomi, grazie, infatti, alle novità introdotte dal cd. Jobs Act automomi, nelle transazioni commerciali tra professionisti, con le imprese, o con le PA, scattano i nuovi termini di pagamento delle fatture. Se poi nel contratto, vengono firmate delle clausole che allungano i termini di pagamento per saldare la fattura, allora scatta la richiesta di risarcimento danni per il professionista. Maternità delle lavoratrici autonome: inserita nel Jobs Act al passaggio alla Camera, la possibilità che previo parere positivo da parte del committente, la lavoratrice autonoma, possa essere sostituita da un collega di fiducia in possesso dei necessari requisiti professionali. 409 del Codice di procedura civile in materia di collaborazioni coordinate e continuative: la norma chiarisce che la collaborazione deve intendersi coordinata quando “nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti” il collaboratore “organizza autonomamente l’attività lavorativa”. In questi casi non scatta la subordinazione. Smart working – lavoro agile: possibilità di svolgere la prestazione di lavoro all’interno e all’esterno dell’impresa, ed entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, con strumenti tecnologico.

Il limite massimo di deduzione è pari a 5000 euro l’anno. Bandi e appalti pubblici aperti anche ai professionisti e non solo alle aziende. L’accesso ai bandi, è senza obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio. Per maggiori infomazioni leggi, bandi pubblici professionisti.

Aumento No tax-area autonomi da 4. 800 a 8 mila euro, e agevolazioni progressive per la fascia di reddito che va dagli 8 mila ai 20 mila euro, con risparmi di imposta stimati tra gli 600 e gli 800 euro all’anno. Ecco invece le novità flat tax professionisti 2019. Fatture autonomi e professionisti da pagare entro il termine di 60 giorni dalla loro emissione da parte di professionisti, artigiani, cococo, fatta eccezione per le prestazioni effettuate ne confronti dei privati. Il pagamento delle fatture autonomi e professionisti 2019, deve avvenire obbligatoriamente entro 60 giorni se il termine non è concordato, entro 30 giorni dalla fattura o dalla prestazione, se successiva al ricevimento della fattura. Nel caso in cui poi, la fattura emessa dal professionista non dovesse essere pagata entro 60 giorni o 30 giorni, scattano gli interessi di mora concordati o automatici. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo di approfondimento su calcolo interessi di mora su fatture pagate in ritardo.

Se poi nel contratto, vengono firmate delle clausole che allungano i termini di pagamento per saldare la fattura oltre i 60 giorni, allora scatta la richiesta di risarcimento danni per il professionista e le altre tutele previste dai casi di abuso di dipendenza economica. Va ricordato che la garanzia sui pagamenti delle fatture, non si esercita nei confronti dei privati ma solo di imprese e Pubblica Amministrazione, pertanto, se un avvocato fa una consulenza legale ad una società che non provvede a saldare la parcella fatturata entro 60 giorni, l’avvocato può chiedere il risarcimento dei danni mentre se la consulenza è svolta nei confronti di un privato cittadino, non vi sono tutele. Iscriviti alla newsletter per ricevere le ultime novità via email. Abolizione buoni lavoro Inps prima del referendum voucher: perché? A partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovranno essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, tramite una procedura online accessibile dal sito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015, in base alla previsione contenuta nel Decreto Legislativo n. 2015, definisce le suddette modalità e individua il modulo delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la loro revoca, gli standard, le regole tecniche per la compilazione del modulo e per la sua trasmissione al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

Restano fuori, dal campo di applicazione della norma, il lavoro domestico, i casi di risoluzione a seguito di conciliazione stragiudiziale e le ipotesi di convalida presso le DTL previste dall’art. Rispetto alle commissioni di certificazione costituite presso le DTL sono stati forniti alcuni chiarimenti sulla loro attività di assistenza con la Nota direttoriale del 24 marzo 2016. Per procedere senza l’assistenza dei soggetti abilitati, è necessario avere il PIN dispositivo dell’INPS. Se ancora non si è in suo possesso, è possibile richiederlo collegandosi al portale dell’Istituto o recandosi presso una delle sue sedi territoriali. Si potrà così accedere al form online per la trasmissione della comunicazione. Mentre, per i rapporti instaurati prima del 2008, si dovranno indicare alcuni dati del datore, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o PEC . Il modello salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla marca temporale.

Tali dati saranno richiesti qualora si decidesse di revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale già inoltrate, entro 7 giorni dalla comunicazione. Dimissioni – Validità ed efficacia Nell’ordinamento giuridico italiano, le dimissioni si configurano come una facoltà del lavoratore, che può essere esercitata senza alcun limite, con il solo rispetto dell’obbligo di dare il preavviso previsto dai contratti collettivi. Le dimissioni consistono in un atto volontario del lavoratore. L’atto ha effetto al momento in cui viene a conoscenza del datore di lavoro. Non rileva in alcun modo l’eventuale dissenso del datore. La legge italiana non prevedeva forme particolari per le dimissioni, che potevano, quindi, essere presentate anche oralmente. I requisiti di forma sono, però, spesso dettati dai contratti collettivi, che possono imporre l’onere della forma scritta a tutela del lavoratore.