Sogno o son Expo? – 09 Fa’ la cosa giusta PDF

Storia di un burattino è un romanzo per ragazzi scritto da Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista toscano Carlo Lorenzini. Il personaggio – burattino umanizzato nella tendenza a nascondersi dietro facili menzogne e a cui cresce il naso in rapporto a ogni bugia che dice – è divenuto successivamente protagonista anche nel mondo del cinema e sogno o son Expo? – 09 Fa’ la cosa giusta PDF fumetti. Sulla sua figura sono stati inoltre realizzati album musicali e allestimenti teatrali in forma di musical.


Författare: Alberto Forni.

Collodi inizialmente pubblicò l’opera a puntate, quasi per caso e senza troppa voglia, sulla prima annata del 1881 del Giornale per i bambini diretto da Ferdinando Martini, un periodico settimanale supplemento del quotidiano Il Fanfulla, nella quale furono pubblicati i primi otto episodi. Particolare interessante, nell’ultimo episodio dell’anno si legge: Continuazione e fine. L’intenzione di Collodi era infatti quella di concludere il racconto con il burattino che, impiccato, stirò le gambe e, dato un gran scrollone, rimase lì come intirizzito. In seguito alle proteste ansiose e rammaricate dei piccoli lettori, il giornale convinse Collodi a continuare la storia. La prima edizione in volume venne pubblicata, con alcune modifiche, nel 1883 dalla Libreria Editrice Felice Paggi con le illustrazioni di Enrico Mazzanti. Un calcolo delle copie di Pinocchio vendute in Italia e nel mondo è impossibile, anche perché i diritti d’autore caddero nel 1940, e a partire da quella data chiunque poté riprodurre liberamente l’opera di Collodi.

Benché sia stato scritto nel 1881, il romanzo è ambientato nel passato, presumibilmente all’epoca del Granducato di Toscana, come si può notare anche dai riferimenti ai quattrini, soldi e zecchini d’oro che vengono citati nella storia. Alcune fonti ambienterebbero le avventure di Pinocchio nella zona a nord di Firenze, in particolare nelle località di Castello, Peretola, Osmannoro e Sesto Fiorentino. C’era una volta un pezzo di legno. Mastro Antonio, detto mastro Ciliegia per via del suo naso grande, tondo e sempre paonazzo, è un falegname che tiene nella sua bottega un pezzo di legno da cui, ritenendolo di scarso valore, intende ricavare una gamba di tavolino. Pinocchio, il quale, ancor prima di essere finito, inizia a parlare e dimostra di essere un bricconcello, deridendo il falegname che pure lo stava costruendo.

Pinocchio torna da solo dentro casa, dove incontra un Grillo-parlante filosofo, che lo ammonisce per il suo comportamento disubbidiente: indispettito, gli lancia contro un martello e lo uccide all’istante, andando oltre le sue stesse intenzioni. Affamato, rovista la casa in cerca di qualcosa da mangiare: trova un uovo, ma quando lo rompe ne esce un pulcino. Pinocchio s’incammina verso la scuola, ma durante il tragitto viene attratto da una musica, proveniente dal Gran Teatro dei Burattini: incuriosito, decide di non andare a scuola e di vendere l’abbecedario per procurarsi i soldi del biglietto per lo spettacolo. I burattini sul palcoscenico scorgono Pinocchio nel pubblico e interrompono la recita per festeggiarlo. Mentre fa ritorno a casa Pinocchio s’imbatte in due loschi individui, il Gatto e la Volpe, ai quali racconta incautamente delle monete d’oro ricevute. I due lo convincono a sotterrarle nel vicino Campo dei miracoli, dicendogli che una volta seminate si sarebbero trasformate in un albero carico di zecchini d’oro.