Sesso è una parola buffa PDF

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Författare: Cory Silverberg.

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Oltre ai papiri, buona parte della scrittura antica si svolgeva per incisione d’altri materiali tanto che si dovrebbe includere tra gli scrittori autori di epigrafi, iscrizioni su monete, e sigilli. Lo strumento dello scrittore influenza anche la velocità di scrittura oltre a tutta una serie di abitudini e rituali, più o meno scaramantici, che ognuno si è solito costruire per lavorare. Si dice che Shakespeare non correggesse mai, e che scrivesse talmente veloce da non usare punteggiatura per non dover interrompere il flusso. Lev Tolstoj spese 6 anni per scrivere Guerra e pace in almeno 8 stesure, con la moglie Son’ja che ricopiava ogni pagina in bella, essendo tra l’altro una delle poche a saperne decifrare l’urgente pessima grafia. Joseph Conrad continuò a scrivere con la penna a immersione dal pennino metallico anche dopo l’invenzione della stilografica, con in più la tendenza a conservare, dopo l’uso, penne rotte e pennini spuntati per ragioni affettive. Tolkien scrisse Il Signore degli Anelli in 12 anni, usando il retro dei fogli dove i suoi studenti facevano i compiti, e una penna a immersione. John Cheever scrisse una larga parte della sua opera in mutande, dopo aver raggiunto vestito di tutto punto in ascensore la cantina ed essersi nuovamente spogliato.

Pare che avesse paura di interrompere il rituale perché non svanisse l’ispirazione. Se Tolstoj lasciava entrare e uscire i figli dal suo studio mentre lavorava, Jung imponeva silenzio fino alle altre stanze. Inventate da Lewis Waterman nel 1883, ma inaffidabili per le continue macchie o per l’ostruzione del canale di discesa dell’inchiostro, per almeno altri dieci anni. Inventata da László József Bíró solo nel 1938. Il calcolo lo fa Peter Ackroyd, nella biografia Dickens, del 1990.

Scrisse o, meglio, dettò La Certosa di Parma, ossia 560 pagine nell’edizione de “I Meridiani”, in meno di 52 giorni, dal 4 novembre, data d’inizio, al 26 dicembre, data di consegna, del 1838. Tatiana Tolstoj, Anni con mio padre, trad. Lo racconta la figlia Susan in Home Before Dark, 1984. L’autore di Lolita inoltre scriveva su cartoncini da catalogo, come si può vedere dalla pubblicazione dell’incompiuto L’originale di Laura, a cura del figlio Dmitri, Adelphi, Milano, 2009. Eskin, Georges Simenon, edizione italiana a cura di Giovanni Da Campo, Marsilio, Venezia 1996. Il quale arriva a raccontare come il protagonista di Martin Eden, in qualche modo modellato su di sé, vedesse gli editori rifiutare ogni suo manoscritto fino a quando si decise di sottoporre alla loro attenzione un dattiloscritto. Famoso anche per il rullo di carta continuo su cui scrisse On the Road, e sulla sua trovata di comparare per affinità il ticchettio dei tasti con la musica bebop.