Restauri in Toscana tra Settecento e Ottocento PDF

Questa è una voce in vetrina. Il periodo di sviluppo di questo stile corrisponde a quello che gli storici dell’economia definiscono della restauri in Toscana tra Settecento e Ottocento PDF industriale. Sempre in questo periodo comincia il distacco dell’architettura dai problemi della pratica costruttiva. Pur trattandosi di un fenomeno internazionale, l’architettura del neoclassicismo fu caratterizzata da correnti diverse a seconda del periodo e delle diverse tradizioni stabilitesi in precedenza nei vari paesi.


Författare: Roberta Roani.

L’interesse per una più approfondita conoscenza degli eventi legati alla Conservazione e al Restauro avvenuti nel passato e per una riflessione sui suoi fondamenti teorici attuali, sta progressivamente crescendo; questo grazie alla consapevolezza di dover fondare gli studi e l’attività di restauro su basi storiche e teoriche più solide. La collana “Storia e Teoria del Restauro” vuole rivolgersi agli addetti ai lavori e al mondo delle Università, fornendo sia una adeguata sede dove sviluppare la ricerca, sia la possibilità di reperire importanti materiali di studio. La collana è articolata su due serie: gli “Studi”, destinati a presentare studi in forma monografica o antologica e i “Documenti” in cui verranno pubblicati importanti materiali di studio.

Il Neoclassicismo settecentesco fu essenzialmente una reazione al Rococò. Allo sviluppo dell’architettura neoclassica contribuirono tre principali orientamenti. Tra i capisaldi del pensiero del Lodoli c’era l’opposizione all’interpretazione del dogma vitruviano, che aveva offuscato il vero significato dell’architettura: la sua funzionalità. Continuatore del Lodoli fu il Milizia, i cui principi erano quelli del Classicismo, di Vitruvio, della capanna lignea ecc. Fra queste ebbero un grande impatto le Antiquities of Athens di James Stuart che, in parallelo con la progressiva pubblicazione, influenzarono la formazione del nuovo stile architettonico, soprattutto d’oltralpe, e le numerose stampe di Giovanni Battista Piranesi raffiguranti le antichità romane. In questo contesto, gran parte della critica è solita attribuire all’ambiente romano un ruolo di primo piano nella definizione dei nuovi gusti architettonici. Per quanto concerne il codice-stile, la maggiore differenza che si coglie al passaggio tra il Rococò e il Neoclassicismo risiede nella forte prevalenza del “lineare” rispetto al “pittorico”, intesa come il dominio della ragione sul sentimento: “quanto più una linea racchiudeva pochi corpi semplici, disposti frontalmente come in un ideale bassorilievo, tanto più essa, per l’artista neoclassico, poteva esaltare la funzione”.

L’uso degli ordini e di timpani, la simmetria di prospetti e piante, la corrispondenza tra interni ed esterni e il ricorso a volumi chiari e ben definiti nella definizione dei vari corpi di fabbrica, divennero elementi caratterizzanti della composizione architettonica. Le fastose decorazioni pittoriche dei soffitti, che avevano raggiunto l’apice nell’epoca precedente, tramontarono definitivamente. In ogni caso, il maggior influsso esercitato dall’Illuminismo in campo architettonico non è tanto riscontrabile nel linguaggio, ma nella tipologia, poiché alcune tipologie edilizie, come i teatri, le biblioteche, gli ospedali ed altre architetture di pubblica utilità, si prestavano più di altre ai mutamenti. Il Neoclassicismo restò la maggiore corrente in Europa dal secondo decennio del Settecento alla fine dell’Ottocento.