Resistenza nel Gulag PDF

Resistenza nel Gulag PDF Nissim, protagonista delle lotte studentesche del ’68 a Milano, si è sempre occupato della realtà culturale e politica dell’Europa orientale. Ha lavorato per i periodici Panorama e Il Mondo e per i quotidiani Il Giornale e Corriere della Sera. Gariwo, la foresta dei Giusti che ricerca in tutto il mondo i Giusti di tutti i genocidi. Per Mondadori ha pubblicato nel 1995 Ebrei invisibili.


Författare: Marta Craveri.

I cambiamenti che la seconda guerra mondiale determinò nelle politica repressiva sovietica, con particolare riferimento ai campi di sterminio nelle colonie e nei luoghi di deportazione.

Per Bruno Mondadori, insieme ad altri, ha scritto Storie di uomini giusti nel Gulag. Nel 2011 pubblica La bontà insensata, una ricerca sul comun denominatore che unisce tutte le figure che si sono opposte e ancora si oppongono ai genocidi e ai totalitarismi nel mondo. Armin Theophil Wegner, spirito libero che ha saputo vedere il male e ha cercato di contrastarlo ovunque si manifestasse nel mondo. Nissim ha ricevuto numerosi premi internazionali. Nel 2013 ha ricevuto, insieme a un certificato di benemerenza, una targa commemorativa intitolata ai Santi Copatroni d’Europa Cirillo e Metodio, “per i suoi meriti nella diffusione e nello sviluppo della cultura bulgara in Italia”. Gabriele Nissim nella sua attività per la memoria è stato protagonista di numerosi avvenimenti internazionali.

Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-37241-9. Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-47331-2. Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-48966-9. Gabriele Nissim, Milano, Bruno Mondadori, 2004, ISBN 88-424-9189-6. Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2007, ISBN 88-04-57012-1. Collana Saggi, Milano, Mondadori, 2011, ISBN 88-04-60660-6. Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2015, ISBN 88-04-655-20-8.

Si è speso con tenacia e passione per preservare la memoria delle persecuzioni, dei crimini e dei genocidi del Novecento. L’impegno profuso da Gabriele Nissim in questa causa si è concretizzato in un’opera costante per la prevenzione di nuovi crimini contro l’umanità, con la ricerca e la divulgazione delle figure esemplari dei Giusti diretta soprattutto verso i giovani, la creazione di Gariwo e la campagna che ha portato alla proclamazione della Giornata europea dei Giusti. Milano, Ambrogino d’Oro anche a Galliani e Pellegrini. URL consultato il 5 febbraio 2016. URL consultato il 25 gennaio 2018. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 12 mar 2019 alle 12:42. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

Questa voce o sezione sull’argomento storia è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Questa voce o sezione sull’argomento storia è ritenuta da controllare. Durante il periodo degli zar i campi erano probabilmente usati per i detenuti politici anti zaristi e personaggi scomodi. 63 dell’OGPU, ai sensi dell’ordinanza 22, p.

48, del Sovnarkom, in data 7 aprile 1930, e fu rinominato con la sigla Gulag in novembre. Durante la seconda guerra mondiale la popolazione dei campi di concentramento diminuì significativamente a causa della “liberazione” di massa di centinaia di migliaia di prigionieri arruolati e inviati direttamente al fronte, ma soprattutto a causa di una vertiginosa crescita della mortalità nel 1942-43. Con le grandi purghe dello stalinismo, tra il 1937 e il 1953 i reclusi crebbero in modo esponenziale. Lo Stato continuò a mantenere il Gulag per un certo periodo dopo la morte di Stalin nel marzo del 1953. Il successivo programma di amnistia fu limitato a coloro che dovevano trascorrere al massimo cinque anni.

Pertanto furono liberati soprattutto i condannati per reati comuni. 44-16 del Presidio del Consiglio Supremo dell’Urss, per risorgere col nome di KGB. Nel corso degli anni furono coniati diversi acronimi per gli istituti di direzione. Dopo l’iniziale creazione del Gulag nel 1926, man mano le varie organizzazioni confluirono al suo interno sotto il controllo dell’NKVD. In occidente, il termine Gulag era ampiamente diffuso sui giornali fin dagli anni quaranta e, in contesti più limitati, dagli anni trenta. Un nome colloquiale per un incarcerato in un Gulag sovietico era “zeka”, “zek”. Il termine è ancora usato colloquialmente senza alcuna connessione coi campi di lavoro.