Ragione filosofica e fede religiosa PDF

Libertinismo spirituale: un movimento settario interno al cristianesimo, con riferimenti a Gioacchino da Fiore, presente alle origini e durante la Riforma, che sosteneva che ai salvati è impossibile peccare e che dunque ogni comportamento è lecito. Libertinismo sessuale: la caratterizzazione polemica da parte degli ragione filosofica e fede religiosa PDF del Libertinismo, cioè in genere tutte delle confessioni religiose, fu quella di descrivere il libertinismo come una teoria nata per giustificare le perversioni sessuali e l’immoralità.


Författare: Dario Antiseri.

È possibile costruire un’etica e una bioeticadopo la dissoluzione delle grandi ideologie metafisichee politiche del ’900? Qual è lo spazio propriodella fede cristiana e della razionalità filosofica?Come comportarsi di fronte a questioni comel’eutanasia e l’aborto? A queste e altre domandecercano di rispondere Antiseri e Vattimo,in un incontro-scontro che parte dal presuppostocondiviso di una razionalità mai assolutae sempre fallibile.

Questa critica ebbe un buon successo, come dimostra il fatto che nel linguaggio corrente “libertino” oggi è usato prevalentemente con quest’ultimo significato. Questa “controffensiva” fu peraltro capace di dar vita a personaggi artistici di grande rilievo, come per esempio il Don Giovanni. XVIII secolo, “libero pensiero” e “libero pensatore”. Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino. Prima pagina manoscritta del De tribus impostoribus di J. L’origine della parola è antica: risale alle sette del “libero spirito” nate nel XIII secolo in Italia, Francia e Germania.

Il libertinus in età repubblicana indicava il figlio dello schiavo affrancato ma durante l’Impero i due termini coincidono. Il termine è poi attestato con certezza nel 1525 circa per denominare quella che è definita come una “setta”, a Lilla e a Parigi, diffusasi con la protezione dalla stessa sorella del re Francesco I: Margherita d’Angoulême. Anche nella cupa e severa Ginevra comparvero i libertini, fortemente combattuti da Calvino con gli scritti e con il rogo. Nel Seicento i nemici di questa corrente di pensiero non usano più il termine libertino per indicare genericamente i sostenitori di costumi riprovevoli giustificati da motivazioni religiose, ma genericamente coloro che si sono allontanati dalla “vera fede” e che sono caduti nella “dissolutezza” morale. Non sempre il termine veniva interpretato negativamente ma poteva anche significare “esprit fort”, uno spirito forte: una mente che tendeva all’estremizzazione ma convinta delle sue posizioni. Una di queste definizioni non escludeva l’altra, anzi autori cristiani sostenevano come un comportamento licenzioso spesso portasse all’abbandono della fede e viceversa come un atteggiamento di critica o incredulità nei confronti della Chiesa fosse causa di depravazione morale. Cattolici e protestanti sostenevano che la decadenza della morale e in particolare la sessualità senza regole era l’effetto della mancanza di fede.

La licenziosità morale veniva in genere riportata al naturalismo metafisico rinascimentale come già si è detto, ma in particolare i cattolici accusavano la teoria della predestinazione calvinista come causa del comportamento libertino. Ma in vero anche la teoria della “facile devozione” dei gesuiti, antitetica a quella calvinista, poteva portare alla stessa conclusione. Si è sempre voluto sostenere un nesso tra libertinismo filosofico e quello morale per cui si attribuiva al primo la causa del secondo e talora gli avversari della dottrina in questione usavano questa pretesa conseguenza morale per discreditarla. Questo mondo è una miseria, e l’altro non è che una chimera. Io affiderò la mia vita alla fortuna pregando il buon Dio che sia così fino alla fine quando un Diavolo mi trascini via. I progressi della scienza ma soprattutto il disgusto per gli orrori di cui si erano macchiati sia i cattolici che i protestanti nelle fanatiche guerre di religione, allontanavano sempre di più dalla fede gli spiriti moderati e pacifici. Naturalmente i libertini si opponevano ai tentativi d’ingerenza della Chiesa romana nel regno di Francia e questo può spiegare il fatto che essi vennero in genere tollerati e non subirono persecuzioni in uno Stato, sostanzialmente laico, che applicava molto blandamente le leggi che punivano le offese alla religione come la bestemmia e l’ateismo.

Al contrario vi sono quelli che con stringenti argomentazioni razionali tratte dallo scetticismo concludono che l’unica verità è nella Rivelazione ma essi non hanno nessun interesse per le verità religiose per cui le affermazioni di fede dei libertini sembrano essere più che altro strumenti per evitare persecuzioni e tribolazioni. Libertini furono nel 600 filosofi, letterati, magistrati, uomini politici che agendo in segreto o in ristretti circoli aristocratici, con pubblicazioni anonime e clandestine cercarono d’influenzare il potere politico rimanendo nascosti alla pubblica opinione. Il libertinismo filosofico erudito, che viene considerato come un periodo di congiunzione tra l’età rinascimentale e l’illuminismo, può essere inteso come il complesso delle dottrine degli “spiriti forti” o “liberi pensatori” del Seicento che, in Italia Francia, Paesi Bassi e Germania, avanzavano un pensiero spregiudicato, spesso condannato dalle Chiese. La sua era una tipica posizione libertina che scetticamente contestava ogni tipo di giustificazione razionale delle verità cristiane e nello stesso tempo dichiarava in buona fede, sia pure superficialmente, la sua fede cristiana. Così, nonostante la sua sincera buona fede, non gli si credette, e dopo di lui, specie nel Settecento, il termine “libertino” venne definitivamente assimilato a quello di “depravato”. Lo stesso argomento in dettaglio: Pierre Gassendi.