Quale sinistra? PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti partiti politici italiani e storia d’Italia non cita le fonti necessarie o quale sinistra? PDF presenti sono insufficienti. La Sinistra, detta in seguito storica per distinguerla dai partiti e movimenti di sinistra che si sarebbero affermati nel corso del XX secolo, è stata uno schieramento politico dell’Italia post-risorgimentale.


Författare: Bucci Tonino.

La danno per scomparsa. Le sigle della sinistra radicale sono ridotte a minuscoli gruppi politici, divisi tra loro da pregiudiziali ideologiche, quando non consunti dall’autoreferenzialità. Colpita in primo luogo dalla crisi dei circoli e dei tradizionali canali di militanza di partito, la sinistra radicale soffre ormai da un decennio a questa parte di una frattura fra il proprio linguaggio e il senso comune. I due autori provano a comprendere i motivi delle difficoltà della sinistra italiana. La marginalità della sinistra è da attribuire, in parte, a una crisi generale della sfera pubblica. Il rovesciamento del ruolo della politica nell’esistenza degli individui ha cambiato anche il linguaggio e le modalità degli antagonismi sociali, che la sinistra non riesce più a intercettare. Si tratta di ricostruire il senso della propria presenza nella società. Da qui l’esigenza di ripartire da un nuovo tipo di relazione fra sociale e politico, che tenga conto anche dall’attuale processo di integrazione europea. Nello scenario di oggi, restituire senso alla parola sinistra significa oggi restituire senso alla parola politica e alla parola democrazia. Prefazione di Matteo Pucciarelli.

Il primo leader storico della Sinistra storica fu il piemontese Urbano Rattazzi, il quale nel 1852 realizzò insieme all’allora leader della Destra storica, Camillo Benso di Cavour, il cosiddetto “Connubio”. Il primo presidente del consiglio a capo di un governo solo della Sinistra storica fu Agostino Depretis, incaricato dal Re, pochi giorni dopo le dimissioni del Governo Minghetti II, ultimo esponente della destra storica al governo. Depretis formò un governo che, oltre all’appoggio della Sinistra, schieramento di cui faceva parte, si reggeva anche sull’appoggio di una parte della Destra, quella che aveva contribuito alla caduta del governo Minghetti. Nella sua azione di governo, Depretis cercò sempre ampie convergenze su singoli temi con settori dell’opposizione, dando vita al fenomeno del trasformismo. Gli esponenti della Sinistra storica erano perlopiù esponenti della media borghesia, in maggior parte avvocati. Tentarono di riconciliare la politica col paese reale democratizzando e modernizzando lo stato e il paese.

La volontà della Sinistra storica era quella di ampliare il suffragio fino all’universalità basandosi non più tanto sul censo dei cittadini, quanto sulla loro istruzione. La Sinistra storica prese provvedimenti anche in campo amministrativo, un decentramento dei poteri, e in campo sociale, con l’introduzione di prime misure a difesa dei lavoratori. La Sinistra storica, in politica interna, ebbe come obiettivo l’abolizione dell’impopolare tassa sul macinato e in generale una politica di sgravi fiscali e di investimenti nello sviluppo industriale del paese. La Sinistra perseguì una politica protezionista. In Italia il principale ispiratore della nuova politica tariffaria in materia di commercio estero fu Luigi Luzzatti. Nel 1887, per fronteggiare la grande depressione, si diede vita a quel “blocco agrario-industriale”, come lo chiama Antonio Gramsci, tra la classe liberale e progressista del Nord con gli agrari e i latifondisti reazionari del Meridione.