Psicologia sociale delle relazioni familiari PDF

Questa voce o sezione sull’psicologia sociale delle relazioni familiari PDF psicologia è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. La psicologia sociale è una disciplina abbastanza recente che studia l’interazione tra individuo e gruppi. Gli psicologi sociali tipicamente spiegano il comportamento umano in termini di interazione tra stati mentali e situazioni sociali immediate.


Författare: Laura Migliorini.

Oggi la famiglia è un organismo “flessibile”, adattabile, al crocevia di profondi mutamenti, individuali e psicologici, ma anche sociali e demografici. Nuove modalità di relazione, non più caratterizzate da legami prevalentemente stabili e di sangue bensì da una gamma sfumata e diversificata di rapporti interpersonali, “sfidano” la natura tradizionale del gruppo familiare e lo chiamano a mobilitare la propria capacità di adattamento a tutto campo. Laura Migliorini e Madia Rania sviluppano un’analisi della famiglia secondo una prospettiva psicosociale: il gruppo familiare non è più inteso come “progetto'” di vita univoco, ma aperto a contraddizioni e a percorsi imprevedibili.

A quanto pare, gli psicologi sociali preferiscono le ricerche empiriche in laboratorio. Le loro teorie tendono ad essere specifiche e focalizzate, piuttosto che globali e generali. Sociale” è un dominio interdisciplinare che fa da ponte tra la psicologia e la sociologia. Lo stesso argomento in dettaglio: Psicologia generale e Psicologia clinica. La psicologia sociale comprende tutti gli studi rivolti a chiarire il fenomeno dell’influenza sociale. Si estende all’indagine dei comportamenti dei diversi gruppi sociali e degli individui come membri di tali gruppi.

Le ricerche della psicologia sociale forniscono elementi che permettono di proporre dei termini come massa, gruppo, ruolo, e delle modalità di comportamento come il conformismo. Lo stesso argomento in dettaglio: Sigmund Freud e Psicoanalisi. La psicoanalisi, di cui padre fondatore è Sigmund Freud, si differenzia dai modelli psicologici dominanti in quanto considera la comprensione della vita cosciente dell’uomo come subordinata alla comprensione della sua vita psichica inconscia. Sulla base di queste premesse Freud costruisce un sistema teorico articolato e una tecnica terapeutica, la psicoanalisi. Questa continua lotta tra bisogni e desideri inconsci e la loro attuazione nella realtà, è regolata dal modo in cui si articola la struttura della personalità. La personalità viene infatti vista come formata da tre istanze: L’Es, L’Io e il super Io.

Freud ipotizza un continuo conflitto tra individuo e la società fin dalla nascita. Lo stesso argomento in dettaglio: Psicologia e Sociologia. Malgrado a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento sia possibile rintracciare un’origine comune, col tempo, la psicologia sociale si differenzia in psicologica e sociologica. La prima è quella che finisce con il prevalere ai giorni nostri ed essa pone grande enfasi sulla sperimentazione. Nel 1879 Wundt aveva fondato il primo laboratorio di psicologia sperimentale, segnando così la nascita della materia. Negli Stati Uniti, invece, dal 1910 si stabilizza il paradigma del comportamentismo sulla base delle tesi di John Watson e Skinner. Il primo meccanismo di condizionamento è quello studiato da Ivan Pavlov, ed è detto il condizionamento classico.

Egli postulò che non esiste una psicologia dei gruppi che non sia essenzialmente una psicologia degli individui. Sempre negli anni quaranta, viene importata negli Stati Uniti la Psicologia della Gestalt che apre la strada all’importanza dell’elaborazione percettivo-cognitiva degli stimoli da parte degli individui. La mente viene quindi studiata in base alla sua capacità innata di strutturare attivamente la realtà. Kurt Lewin, allievo di Kohler, trasferì i principi della Gestalt allo studio dei gruppi ed elaborò la teoria del campo. Lewin estese le sue ricerche anche su altre questioni politico-amministrative, giungendo alla conclusione che il coinvolgimento dei cittadini alle problematiche generali portava una loro maggiore collaborazione e quindi maggior successo, rispetto alla semplice propaganda o coercizione. A partire dagli anni 1960 si impongono nella psicologia sociale i modelli cognitivisti.