Progetti di restauro architettonico e dei monumenti PDF

Le prime notizie circa la presenza di una cappella S. Salvatoris de Colle veteri si hanno fin dall’inizio del Progetti di restauro architettonico e dei monumenti PDF secolo visto che tale cappella venne confermata il 27 novembre 1115 da parte di papa Pasquale II a Teuzzone Arciprete di Colle e Pievano d’Elsa.


Författare: Tancredi Carunchio.

Nel saggio introduttivo sono esposte sia le origini sia i principi di una metodologia che, di volta in volta, ha dovuto adattarsi ai casi diversi presentati dalla molteplicità dei casi offerta dagli organismi architettonici, senza tuttavia concedere deroghe al rigore consolidato della disciplina del Restauro dei Monumenti. Vi si trova pertanto illustrato il percorso didattico della fase iniziale della conoscenza a quello delprogetto, insieme all’esposizione delle motivazioni di fondo, di carattere più propriamente culturale e filosofico. Oltre alla Didattica, è sottolineata l’importanza della Ricerca nell’ambito del processo conoscitivo e quella della Sperimentazione nella rappresentazione virtuale dei possibili processi di futura trasformazione dell’architettura, pur nell’ambito della conservazione dei suoi caratteri di autenticità. L’intenzione di questo volume è, infine, quella di portare il dibattito al di fuori degli scambi di opinione che si svolgono nel “segreto”d delle Commissioni di Laurea, non per mettere in discussione i fondamenti disciplinari del Restauro, ma per stabilire nuove relazioni e contatti gra Restauro e Progettazione.

L’Alberto qui citato divenne in seguito il santo patrono di Colle ma durante il suo plebanato si distinse per il notevole attivismo che portò la chiesa del castello di Colle prima ad affiancare e poi a sostituire nel ruolo l’antica pieve a Elsa. Il pievano e arciprete Alberto morì il 17 agosto 1202 ma i suoi successori mantennero intatto il prestigio della carica che ricoprivano sia all’interno della diocesi di Volterra sia nella vita del comune di Colle. Il capitolo della pieve viene citato per la prima volta il 18 settembre 1242 ma doveva essere preesistente e aveva un notevole prestigio visto che il canonico Simone venne nominato legato pontificio l’11 febbraio 1237. Tra gli arcipreti del XIV secolo sono da segnalare Ruggero al quale successa Albizo di Scolajo dei Tancredi che l’8 settembre 1326 venne nominato anche capitano di Colle dando così inizio ad una specie di signoria ecclesiastica sul castello che non fu priva di fatti scandalosi e finita il 10 marzo 1330 con la sua esecuzione capitale. Di fronte alla facciata della pieve di San Salvatore a partire dal 14 febbraio 1334 venne costruito il campanile che ancora il 10 agosto 1355 risultava privo delle campane.

Subito dopo si resero necessari dei lavori adeguamento al nuovo status. Nel 1602 le autorità colligiane decisero di abbattere la vecchia pieve per sostituirla, nello stesso luogo, con una nuova cattedrale. Il 21 novembre 1940 con il Regio Decreto n. Nel 1986, con la soppressione della diocesi, diventa concattedrale dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino.

Massima testimonianza della antica pieve dei Santi Giovanni Battista, Faustino e Giovita, detta anche pieve di S. Alberto, sono i resti della facciata, larga 18 metri, visibili sul fianco sinistro della nuova cattedrale. La chiesa aveva una struttura basilicale, probabilmente a tre navate, realizzata con conci di arenaria disposti a corsi orizzontali e paralleli. Le pietre qui usate sono perfettamente squadrate grazie all’uso di strumenti allora in uso nell’area pisana, e pisano è infatti Bonamico, qui attivo. Le colonne in facciata hanno fusti monolitici e poggiano su basi ad anello ed hanno capitelli a due ordini sovrapposti di foglie acquatiche e palmette. Il secondo ordine della facciata era scandito da due lesene in tre ampie specchiature. Il resto dell’originario edificio è visibile nella tavoletta della Biccherna del 1479 che raffigura l’assedio di Colle Val d’Elsa e l’ingresso del Duca di Calabria.

L’area presbiteriale, completata dal coro nella porzione absidale, è sovrastata da un tamburo privo di cupola, sostenuto da quattro pennacchi. All’altare maggiore è collocato il Crocifisso in bronzo fuso anch’esso opera di Pietro Tacca su modello del Giambologna. Nella collocazione originaria sono ancora gli stalli lignei del coro, realizzati nel 1628 da Silvestro Ceramelli. Nel transetto di sinistra si trova la tela raffigurante l’Ultima Cena realizzata nel 1636 da Ottavio Vannini e nel battistero vi sono due tele di Cosimo Gamberucci entrambe del 1619.

A metà della navata centrale si trova il pulpito in marmo con bassorilievi risalenti al XIV secolo e al 1465. Sulla cantoria lungo la parete destra del presbiterio, si trova l’organo a canne della concattedrale. Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con unica tastiera di 47 note con prima ottava scavezza e pedaliera a leggio scavezza di 8 note. L’intitolazione della pieve, poi eretta in collegiata, risulta dalla bolla di Clemente VIII che istituì la diocesi di Colle di Val d’Elsa. Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1894 al 30 giugno 1895. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1932. Pietro Guidi, Martino Giusti, Rationes Decimarum Italiae.

Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1942. Franco Cardini, Alta Val d’Elsa: una Toscana minore? Mariacristina Galgani, Luca Trapani, La Cattedrale di Colle di Val d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Pro Loco, 2001. Luca Trapani, Sul titolo della chiesa concattedrale di Colle di Val d’Elsa. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 22 ott 2018 alle 14:30.