Primordia – Il cavaliere PDF

Figlio di poveri contadini, raggiunse la meta del sacerdozio superando molte difficoltà, tra le quali ci primordia – Il cavaliere PDF problemi nello studio, soprattutto nell’apprendimento del latino. Beatificato nel 1905 da papa Pio X, è stato proclamato santo da papa Pio XI nel 1925 e dichiarato patrono dei parroci.


Författare: Julie Amelie Windgale.

Francesco, detto il minore, partito per la guerra e mai più ritornato. Nonostante questo, il fanciullo continuava a trascorrere nella povertà e nel duro lavoro i suoi primi anni d’infanzia. Il bambino conduceva il gregge accompagnato anche dagli altri fratelli, e insieme andavano nei valloni di Pré-Cusin e di Chante-Merle. In seguito alla sanguinosa repressione della rivolta lionese, soffocata dai rivoluzionari Collot d’Herbois e Fouché, le misure anticlericali furono inasprite anche a Dardilly.

Dopo la prima comunione, Giovanni Maria si dedicò principalmente al lavoro dei campi trascurando, per necessità familiari, lo studio alla scuola di Dumas. Il suo dissenso si protrasse per circa due anni, finché giunse notizia al giovane, ormai ventenne, e alla madre che don Carlo Balley, curato di Ecully ospitava in casa propria giovani desiderosi di intraprendere la strada per il sacerdozio. Giovanni Maria avrebbe così trovato risposta alle proprie aspirazioni e nello stesso tempo evitato un crollo economico per la già povera famiglia. Don Carlo Balley, nato a Lione il 30 settembre 1751 e morto a Ecully nel 1817 in fama di santità, canonico regolare della congregazione di Francia, o di santa Genoveffa, era fra i missionari che, durante il regime del Terrore, si rifugiavano nelle case per celebrare e predicare alla gente del popolo. Nel 1807 ricevette il sacramento della cresima ad Ecully insieme alla sorella Margherita dalle mani del cardinale Joseph Fesch, zio di Napoleone Bonaparte. Nonostante i ripetuti tentativi di don Balley, che aveva pregato i superiori di iscrivere l’alunno sulla lista ufficiale dei seminaristi, per legge esenti dal servizio militare, il giovane Vianney era costretto a entrare come recluta in una caserma di Lione.

Inutile anche l’intervento del padre, che sborsò trecento franchi a un giovane perché sostituisse il figlio in guerra. Venne ospitato per circa due anni in casa della vedova Claudina Fayot che, con i quattro figli, accudì il nuovo arrivato il quale, per celare la propria identità, aveva adottato il nome di Jerome Vincent. Finalmente, scongiurata la sciagura civile, il giovane Vianney poté tornare ai suoi studi presso la canonica di Don Balley che personalmente si prese cura della sua formazione e lo condusse alla prima tappa del cammino sacerdotale: la tonsura, avvenuta il 28 maggio 1811. Nell’ultimo semestre del 1812 il giovane era finalmente pronto a fare un altro grande passo: lasciare la canonica di Balley per raggiungere il seminario minore di Verrières, dove avrebbe intrapreso gli studi filosofici.

Dopo cinque o sei mesi di simili fallimenti i direttori furono costretti a dimetterlo. Fu un colpo piuttosto duro per il giovane seminarista e i compagni, a lui molto affezionati, che lo costrinse a bussare alla porta del Petit-College di Lione per assumere i panni di fratello laico, come l’amico Giovanni Dumond, divenuto fratel Gerardo, a cui si era rivolto. Dopo la prima messa, celebrata il 14 agosto nella cappella del Seminario Maggiore, e la solennità dell’Assunta, Giovanni Maria tornò ad Ecully dove accolto da un entusiasta don Balley ricevette il suo primo mandato: assistere il padre spirituale quale vicario parrocchiale. Gli anni di sofferenze finirono presto per minare la salute di don Balley che, a 65 anni, fu costretto a letto per un’ulcera ad una gamba che lo portò in poco tempo alla gangrena e alla morte, avvenuta il 17 dicembre 1817 assistito dal suo giovane vicario, dal quale poté ricevere il viatico e l’estrema unzione.