Percorsi archeologici nel Lazio PDF

Il tempio di Giove Anxur è un tempio romano costruito su un’imponente sostruzione del I secolo a. Romani mons Neptunius, 227 m s. Ausoni, che giunge fino al mar Tirreno, chiudendo a sud la pianura pontina. Sulle sue pendici meridionali percorsi archeologici nel Lazio PDF sorto il centro ausonio di Tarracina, poi volsco con il nome di Anxur e conquistato definitivamente dai Romani alla fine del V secolo a.


Författare: Forma Urbis.

Alla seconda metà del II secolo a. In epoca sillana, agli inizi del I secolo a. Appia e il nuovo grande tempio, edificato su una scenografica terrazza di fondazione in opera incerta, con portico retrostante. Dopo l’epoca romana il santuario fu distrutto e incendiato e i resti furono noti in epoca medioevale con il nome di “palazzo di Teodorico”. Nell’alto Medioevo nella zona del cosiddetto “piccolo tempio” si insediò un monastero benedettino dedicato a San Michele Arcangelo, dal quale l’intero colle prese il nome attuale. L’area venne definitivamente abbandonata alla fine del XVI secolo, con lo spopolamento della città di Terracina. Al 1894 risalgono i primi scavi, condotti dallo studioso locale Pio Capponi, seguiti da altri scavi di Luigi Borsari nel 1896.

Feronia, forse introdotto nella regione già all’epoca dell’occupazione volsca nel V secolo a. La parte alta del santuario corrispondeva alla zona militare, dotata di una cinta di mura con nove torri circolari che proteggeva il santuario e lo collegava all’acropoli della città. L’edificio sorgeva su un alto podio, a cui si accedeva con una scalinata frontale di dodici scalini, che forse ospitava al centro l’altare. Il pronao, profondo quasi quanto la cella, aveva sei colonne corinzie in calcare sulla fronte e quattro sui lati.

All’interno era un mosaico in tessere bianche, bordato da una semplice fascia nera, e sul fondo era il podio per la statua della divinità. Alle spalle del tempio la terrazza, ricavata in parte nella roccia, era chiusa verso nord da un portico con lo stesso orientamento dell’edificio sacro. Questo, costruito contro la roccia della collina, era sopraelevato con tre gradini e dotato in origine di un colonnato, forse corinzio. L’interno doveva essere dipinto e costituiva luogo di sosta per i pellegrini.

Sul fianco occidentale del tempio si trovava il santuario oracolare: una roccia naturale isolata, con cavità all’interno collegate tra loro, che permettevano di far arrivare il soffio di aria all’esterno. Dalla terrazza sul lato est una scala permette di raggiungere i tre ambienti coperti a volta al livello inferiore, i quali danno accesso alla facciata del basamento di sostruzione della terrazza. Alle spalle del corridoio si apre una grotta naturale, a un livello inferiore, successivamente regolarizzata, probabilmente collegata con il santuario oracolare. Nella parte più alta della terrazza, verso ovest, resta traccia di un più antico muro di sostruzione in opera poligonale, che apparteneva alla più antica fase del santuario, costituita da due terrazzamenti a livelli diversi, poi sostituiti dalla grandiosa sostruzione sillana per l’erezione del tempio. Verso ovest un terrazzamento si pone all’arrivo dell’antica strada proveniente dalla città, che vi passava davanti. Vi si trovano nove ambienti voltati, costruiti in un’opera incerta, più irregolare e probabilmente più antica di quella del terrazzamento del tempio e aperti con arcate allungate, fiancheggiati da avancopri più sporgenti. Allo stesso modo alle spalle di questi ambienti si apre un corridoio coperto a volta, attualmente in parte crollato.