Pensare come Steve Jobs PDF

La creatività è un tentativo di pensare come Steve Jobs PDF un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti. La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte.


Författare: Carmine Gallo.

L’innovazione è l’ingrediente segreto della ricetta Apple: anticipare le richieste del mercato, creare prodotti di culto, vendere sogni. Su questo presupposto Steve Jobs ha costruito non solo un’azienda, ma una filosofia di vita. Carmine Gallo ci spiega come funziona questo pensiero rivoluzionario, illustra i sette principi che hanno ispirato il guru di Cupertino e come ognuno di noi può sbloccare il proprio potenziale creativo. Una guida per chi vuole imprimere una svolta di successo alla propria vita imparando dal più grande maestro l’arte di… «pensare differente».

Questa sezione sull’argomento linguistica è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Il verbo italiano “creare”, al quale il sostantivo “creatività” rimanda, deriva dal “creare” latino, che condivide con “crescere” la radice KAR. I primi studi sul fenomeno risalgono agli anni venti. L’atto del creare è stato a lungo percepito come attributo esclusivo della divinità: Catullo, Dante, Leonardo, infatti, non avrebbero mai definito se stessi dei creativi. Perché gli uomini che si sono distinti nella filosofia, nella politica, nella poesia, nelle diverse arti sono tutti dei melanconici e alcuni fino al punto da ammalarsi delle malattie dovute alla bile nera?

Questo è un passaggio che per noi non è facile da capire, visto che quando diciamo “malinconia” pensiamo a scoramento, impotenza, indecisione. Tra le moltissime definizioni di creatività che sono state coniate si segnala per semplicità e precisione quella fornita dal matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Le categorie di “nuovo” e “utile” radicano l’attività creativa nella società e nella storia. Infine, le categorie di nuovo e utile ampliano la sfera delle attività creative a tutto l’agire umano a cui sia riconosciuta un’utilità economica – estetica o etica – e che sviluppi uno dei tre possibili gradi di novità: applicazione nuova di una “regola” esistente, estensione di una regola esistente a un campo nuovo, istituzione di una regola del tutto nuova. L’obiettivo è “accrescere la consapevolezza dell’importanza della creatività e dell’innovazione in quanto competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico”. L’ambito individuale dello studio della creatività si concentra quindi sulle capacità dell’atto creativo addebitabili a differenze individuali, che possano essere anche affinate tramite la pratica e l’insegnamento. Sarnoff Mednick pose l’accento sull’aspetto ricombinatorio: il cervello contiene informazioni memorizzate in forma isolata, mentre determinati stati mentali potrebbero favorire associazioni nuove tra gli elementi esistenti.

L’ipotesi naturale dopo Bleuler fu che la tendenza a formulare associazioni inusuali fosse alla base di questo disturbo, che egli battezzò schizofrenia. Da altri era stato concluso che una tendenza alla iperinclusività degli elementi, sino alla produzione di collegamenti improbabili, era riportata anche in studi psicometrici condotti su individui creativi. Si poteva immaginare che uno stile di pensiero schizofrenico senza l’angoscia e la destrutturazione della patologia corrispondente potesse essere alla base dell’atto creativo. Islanda una maggiore frequenza di alcune psicopatologie tra quanti venivano citati nel Who’s Who, a causa della loro creatività rispetto agli altri menzionati. Albert Rothenberg fece in seguito riferimento alla presenza di un pensiero allusivo nei soggetti creativi, capace di cogliere associazioni remote e infrequenti senza sentirsi disturbati dalla loro stranezza.

Sebbene si sia ipotizzato che a fronte di maggiori stimoli il creativo disponga di una maggiore fluidità o velocità di pensiero, niente in tal proposito è stato dimostrato. Molto più condiviso dai ricercatori è l’elemento della disinibizione nelle associazioni. Questa di pari passo espone il soggetto a varie forme di psicopatologia. Massimo De Carolis, Il paradosso antropologico.

Paolo Virno, Motto di spirito e azione innovativa. La creatività e le sue prospettive, La Scuola, Brescia, 1972. Il pensiero efficace: metodi e tecniche per la soluzione dei problemi, Franco Angeli, Milano, 1994. La sintesi Magica, Il Pensiero Scientifico, Roma, 1979. Creatività e libertà della persona, Astrolabio, Roma, 1971. Il problema della creatività nella scuola, Società ed.

Come sbloccarla, stimolarla, svilupparla e viverla, Mondadori, Milano, 1990. 1 Between Art and Philosophy, Trópos. Per una bibliografia su creatività e formazione, in Demetrio D. Educazione permanente, Quattro Anni di idee, ricerche, progetti 1992-1996, Cap. Una ricerca sulle professionalità creative, Franco Angeli, Milano, 1987. La creatività”, in: Nuove questioni di Psicologia, Voll. La creatività e le sue prospettive.