Nello studio del pittore Emilio Vedova PDF

Clara nacque – figlia unica – da genitori appartenenti a due famiglie aristocratiche in un palazzo di via Arena, a Bergamo Alta. Il padre, Giovanni Battista Carrara-Spinelli, discendeva dai Carrara di Bergamo, e più nello specifico dai Carrara-Spinelli di Clusone, nello studio del pittore Emilio Vedova PDF spettò a partire dal 1721 il titolo di conte.


Författare: Luigia Da Re.

Luigia Da Re (1963). Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha realizzato numerosi progetti cinematografici. Ha collaborato con il Maestro Emilio Vedova e la moglie Annabianca dall’anno 1990 all’anno 2006.

La madre Ottavia Gàmbara vantava tra i propri antenati personaggi di chiara fama quali la cinquecentesca poetessa Veronica Gàmbara, due cardinali e la beata Gàmbara Costa. Chiarina, come veniva chiamata da piccola, fu battezzata con questo nome in onore della nonna materna Chiara Trinali, poetessa di ispirazione vittorelliana. All’età di nove anni Clara subì un primo trauma: la madre abbandonò la casa per andare a vivere con un altro uomo, e il conte decise di trasferirsi a Milano per evitare i pettegolezzi. Ottavia affidò la figlia alla contessa Mosconi a Verona. Clara sviluppò una sorta di adorazione per la madre, che ogni tanto veniva a trovarla, dimostrando quindi di non nutrire alcun rancore per la sua condotta.

Ottavia però presto morì, causando alla figlia un altro grave dolore. Dopo la morte della madre Clara si trasferì a Milano per completare gli studi, e qui sposò il 10 marzo 1832 Andrea Maffei, avvenente poeta trentino molto conosciuto in città e in particolare negli ambienti mondani, di sedici anni più vecchio. Andrea non tardò a trascurare la gracile e fedele moglie per i salotti, i caffè e altre donne, anche se la nascita di una figlia parve cementificare, momentaneamente, il loro rapporto. Le fu dato nome Ottavia, come la madre di Clara, ma morì appena nove mesi dopo la nascita, gettando la contessa in uno stato di profondo sconforto.

Il marito fece allora convenire nella propria casa alcuni poeti e intellettuali in voga nel tentativo di consolarla. Tommaso Grossi e Massimo d’Azeglio erano i frequentatori più assidui, e rimasero ben presto affascinati dalla delicatezza della contessina, come Clara continuava a essere chiamata in ragione della giovane età. La prima fase fu però quasi esclusivamente artistica. Il pittore veneziano Francesco Hayez frequentava quotidianamente la casa dopo il lavoro nello studio, verso sera, trovando nella conversazione numerosi spunti per le proprie opere. In breve tempo la fama del salotto si diffuse in tutta la città e anche fuori dai confini meneghini. Il merito era in gran parte di Clara: l’amabilità con cui teneva assieme la conversazione la rese amata da tutti.

Discreta e intelligente, faceva sempre in modo che ogni ospite si trovasse a proprio agio, prodigando di volta in volta le maggiori cure a chi ne avesse più bisogno, sacrificando la propria centralità per il bene collettivo. Avvertita nel febbraio 1837 dall’amica Fanny Sanseverino Porcìa dell’arrivo di Honoré de Balzac a Milano, lo accolse con tutti gli onori nella propria casa. Quello con il romanziere francese fu un rapporto particolare. Balzac entrò a far parte della cerchia degli intimi, di coloro, cioè, che erano ammessi nel salotto anche nelle ore mattutine, in un contesto del tutto informale.