Nel castello PDF

Questo sito nacque intorno al I secolo d. Nel 1276, Guglielmo VII marchese di Monferrato fece abbattere l’ormai fatiscente e primitiva struttura romana, per farne una residenza fortificata. Per quanto riguarda invece nel castello PDF Real Chiesa di San Lorenzo, sebbene il Guarini ne progettò una sua facciata, questa non fu mai costruita. La chiesa infatti, si presenta ancor oggi senza facciata, in modo da continuare la naturale simmetria della piazza.


Författare: Anna Milbourne.

Com’era la vita al castello? È facile scoprirlo sollevando le alette, aprendo le finestrelle e curiosando attraverso i fori. Un delizioso libro illustrato, divertente e istruttivo. Alette da sollevare, finestrelle da aprire e fori da esplorare per soddisfare la curiosità dei più piccini. – Età consigliata: da 2 anni.

Nel 1583, fu chiamato Ascanio Vittozzi a disegnare la forma di quella che sarà l’attuale Piazza la quale, a causa del Castello centrale, prese questo nome. Il disegno previde un’area di circa 40. Fu lo stesso Vittozzi a progettare i primi due palazzi perimetrali con portici, cioè quelli occidentali, adiacenti a via Dora Grossa: il primo, a sinistra della via, divenne proprietà di Filippo San Martino di Agliè, marchese di San Germano. Vitozzi morì nel 1615, e la direzione dei lavori di costruzione del resto di Piazza Castello passarono a Carlo di Castellamonte, che, nel 1619, fece costruire i porticati sul lato meridionale, a causa dell’apertura della Via Nuova, ovvero l’attuale via Roma. L’antica manica muraria nord-occidentale sopracitata, che connetteva Palazzo Madama a Palazzo Reale e adibita a pinacoteca, subì degli ingenti danni da parte di un incendio nel 1667. Ricostruita, subì un secondo incendio nel 1679, e venne nuovamente rimaneggiata. Nel 1673, il figlio di Carlo, Amedeo di Castellamonte, fece inoltre costruire un lungo porticato settentrionale lungo via Po, per permettere ai reggenti di viaggiare sino al fiume senza prendere una goccia di pioggia.

Altri importanti interventi alla Piazza furono eseguiti con l’arrivo a Torino dell’architetto di corte Filippo Juvarra. Lo Juvarra progettò inoltre tutto l’edificio settentrionale, adibito ad uffici di Regia Segreteria, oltre che sede dell’Archivio di Stato e dell’Armeria Reale, nel periodo 1732-1733. Durante l’occupazione francese napoleonica del 1801-1814, fu completamente abbattuta la parte della manica di collegamento tra il Palazzo Madama e la Piazzetta Reale, quindi anche l’alta muratura che divideva la suddetta Piazzetta. Dioscuri a “guardia” del Palazzo Reale, entrambe opere di Abbondio Sangiorgio. Nel 1873-1874 fu realizzata, sotto i portici di sud-est, l’elegantissima Galleria Subalpina, su disegno dell’architetto Pietro Carrera.

Nel 1885-1897 infine, fu costruita, a sud-ovest della Piazza, la diagonale via Pietro Micca, che confluisce in Piazza Solferino, rompendo così definitivamente l’ortogonia del primitivo impianto viario romano. Già nei primi anni del XX secolo la Piazza, precedentemente battuta solo da carrozze e cavalli, era invece percorsa da tram e da automobili. Nel 1997 la Piazza fu parzialmente chiusa al traffico automobilistico, che fino ad allora girava, in senso antiorario, intorno al Palazzo-Castello: furono quindi pedonalizzati i lati occidentale e settentrionale. Nel 2005, fu sfruttata la parte nord-occidentale della piazza per montare un palco temporaneo in occasione della prima tappa del Festivalbar. Lo spazio di fronte a Palazzo Madama resta, ancor oggi, luogo di vari eventi e manifestazioni di spicco della città. Secondo il progetto della Regione, la piazza sarà interessata dai lavori sotterranei della cosiddetta Linea 2 di metropolitana, il cui primo lotto prevede la realizzazione della fermata Castello. Piazza Castello è il centro storico e politico di Torino e, come già detto, nel periodo della permanenza in città della Corte sabauda, fu il luogo più importante del loro Regno.

Statua dell’Alfiere dell’Esercito Sardo, davanti a Palazzo Madama. Monumento equestre al Cavaliere d’Italia, posto sul lato meridionale di Palazzo Madama, ovvero quello esposto verso Via Roma-Via Accademia delle Scienze. Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, in direzione Via Po. Dove, Come, Quando – Guida di Torino ’98-99, p. Roberto Dinucci et alias, Guida di Torino, Torino, Edizioni D’Aponte, p.