Napoleone e il bonapartismo nella cultura politica italiana PDF

Questa voce o sezione sull’argomento politica è ritenuta da controllare. Questa voce o sezione sull’argomento politica non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. In questo senso la dittatura coincide spesso con l’autoritarismo napoleone e il bonapartismo nella cultura politica italiana PDF con il totalitarismo. Sua caratteristica è anche la negazione della libertà di espressione e di stampa.


Författare: .

Il mito di Napoleone non si spense con la sua morte. Le ripercussioni sulla politica italiana, in particolare, ebbero una durata sorprendente: dalla costruzione della nazionalità negli anni del Risorgimento, fino alla personalizzazione del fatto politico esplicita nel fascismo e mai del tutto scomparsa.

Il termine dittatura ha origine nella Repubblica romana, dove indicava l’ufficio del dittatore e la durata di quell’ufficio. Infatti la carica dell’antico dittatore romano – che assumeva il potere prevalentemente in tempo di guerra – era circoscritta nel tempo durando circa sei mesi. Nell’epoca moderna, a Ginevra, il riformatore Giovanni Calvino organizzò una teocrazia dittatoriale fondata su un rigido moralismo e un fanatismo che non lasciava scampo a nessuno e i suoi successori non furono da meno. Gran Bretagna tra il 1645 e il 1658, nata dalla ribellione al Sovrano Carlo I, giustiziato nel 1649 con l’accusa di immoralità, tirannia, tradimento e omicidio. L’accezione negativa di dittature è nata con la Rivoluzione francese: il Terrore instaurato da Robespierre fu chiamato Dittatura con riferimento a un regime politico tirannico. L’idea di dittatura rivoluzionaria confluì nella visione marxista di “dittatura del proletariato” , tipica della fase di transizione tra capitalismo e comunismo , volta a preparare il superamento dello stato. Il comunismo autoritario aveva in sé delle forti connotazioni dittatoriali, che hanno trovato applicazione nel bolscevismo e soprattutto nello stalinismo.

Lo stesso argomento in dettaglio: Totalitarismo. Le dittature della storia moderna si classificano in base a due variabili: l’intensità e l’ideologia. L’intensità prende in considerazione la raffinatezza e l’efficacia del potere, il rapporto tra forza e consenso, il grado di pluralismo, il ricorso alla mobilitazione di massa. In base all’intensità generalmente si distingue tra Autoritarismo, Cesarismo e Totalitarismo. Nell’Autoritarismo ovvero la dittatura della repressione: il mantenimento e consolidamento del potere si basa in via prevalente o esclusiva sulla repressione, poiché, instaurandosi in società tradizionali, il regime non vive la necessità di coinvolgere le masse tramite ricorso frequente e costante alla propaganda.