Località in movimento. Governare i sistemi locali nella società dell’informazione PDF

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Författare: Luca F. Garavaglia.

L’avvento della società dell’informazione, caratterizzata da un intenso scambio locale-globale e dall’inspessirsi di reti che consentono agli attori sociali di relazionarsi e interagire non più solo su base territoriale, ma anche nello “spazio dei flussi”, ha accelerato i processi di trasformazione della società e dell’economia in atto su scala locale, causando frammentazione e rendendo sempre più ardui i tentativi delle architetture di government prodotte dagli Stati nazionali di contenere le dinamiche locali all’interno di confini amministrativi (orizzontali e scalari) prefissati. Questo saggio intende avviare una riflessione sui confini operativi dei sistemi locali, analizzando le nuove modalità fluide in cui si esprime il rapporto tra l’attività umana e i luoghi e i nuovi equilibri di regolazione che, spontaneamente o intenzionalmente, si stanno saldando nel territorio, al fine di individuare forme di governance che sostengano l’azione collettiva e rafforzino le identità locali messe a rischio dall’accresciuta mobilità delle persone, delle filiere e delle conoscenze.

Si caratterizzò come un movimento nazionalista, autoritario e totalitario. Il fascismo si autodefiniva ed è considerato da alcuni come alternativo al capitalismo liberale. Una spinta decisiva alla nascita del fascismo è dovuta anche al fenomeno, conseguenza della prima guerra mondiale, dell’arditismo e del reducismo. Il richiamo ai fasci va inoltre letto come un esempio del fascino che il mito di Roma esercitava sul fascismo, il quale di fatto tentò una restaurazione degli antichi fasti imperiali romani e giustificò la sua politica espansionistica alla luce di una missione civilizzatrice del popolo italiano, erede di Roma. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del fascismo italiano e Cronologia del fascismo italiano. Lo stesso argomento in dettaglio: Biennio rosso in Italia e Periodo interbellico.

Lo stesso argomento in dettaglio: Benito Mussolini, Fasci italiani di combattimento e fascio littorio. In questo clima nacque il fascismo, ufficialmente il 23 marzo 1919 a Milano. Il programma di questo gruppo fu essenzialmente volto alla valorizzazione della vittoria sull’Austria Ungheria, alla rivendicazione dei diritti degli ex-combattenti, al “sabotaggio con ogni mezzo delle candidature dei neutralisti”. Lo stesso argomento in dettaglio: marcia su Roma. Le violenze durante il convulso periodo del biennio rosso in Italia – di cui gli esempi più famosi furono l’Occupazione delle fabbriche condotta dalle Guardie Rosse e l’assalto all’Avanti! La violenza crebbe considerevolmente negli anni 1920-22 fino alla marcia su Roma nel 1922. Lo stesso argomento in dettaglio: delitto Matteotti, governo Mussolini e Partito Nazionale Fascista.

Matteotti veri e propri connotati dittatoriali. L’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva chiesto l’annullamento delle elezioni per le gravi irregolarità commesse, provocò una momentanea crisi del governo Mussolini. L’episodio dimostrava che la “normalizzazione” dello squadrismo annunciata da Mussolini non era riuscita e che un’opposizione legale non era gradita. I partiti d’opposizione reagirono abbandonando il Parlamento: fu la “Secessione aventiniana”, così chiamata in analogia con la decisione della plebe dell’antica Roma di ritirarsi sul colle dell’Aventino per protesta contro i soprusi dei patrizi.

Nel 1938 Mussolini fece promulgare da re Vittorio Emanuele III le leggi razziali antisemite, che non avevano precedenti in Italia. I testi teorici fondamentali del fascismo sono essenzialmente due: il Manifesto degli intellettuali fascisti e La dottrina del fascismo. Il 1º maggio del 1925, il filosofo Benedetto Croce, inizialmente favorevole al fascismo, pubblicò il Manifesto degli intellettuali antifascisti che ebbe tra i firmatari molti altri intellettuali. Secondo l’ideologia fascista, una nazione sarebbe una comunità che richiede dirigenza forte, identità collettiva e la volontà e capacità di esercitare la violenza per mantenersi vitale.

Il Fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Pur avendo all’inizio tutelato gli interessi della borghesia industriale, Mussolini respinse ogni ipotesi di collusione con essa. Nel corso dei due decenni di governo, detti ventennio, il fascismo cercherà anche di imporre la propria visione antropologica al popolo italiano attraverso politiche educative, culturali, eugenetiche e infine attraverso una legislazione razzista e antisemita. L’esperienza bellica sarà disastrosa per il regime e per il paese.

Negli ultimi venti mesi di esistenza il fascismo fu coinvolto nella guerra civile con le formazioni partigiane che fiancheggiavano l’avanzata alleata. In queste circostanze il fascismo, che propugnava la necessità di uno Stato forte e totalitario, l’esigenza dell’ordine e del rispetto della proprietà, la lotta al bolscevismo, apparve come una concreta possibilità di salvezza alla borghesia, sia dal punto di vista economico sia da quello ideologico. Le squadre, che, a detta di Mussolini, giunsero a raccogliere 300. 000 aderenti, fornirono il nerbo della forza eversiva con la quale, il 28 ottobre 1922 il Fascismo marciò su Roma convincendo il sovrano Vittorio Emanuele III a consegnare le redini del governo. Con il congresso di Roma del 9 novembre 1921 il fascismo si trasformò da movimento in partito. In seguito alla marcia su Roma del 28 ottobre del 1922, il re Vittorio Emanuele III incaricò Benito Mussolini di formare un nuovo governo.

Mussolini si presentò alle Camere con un governo di coalizione formato soprattutto da esponenti liberali, cattolici e da alcuni esponenti moderati dal Partito Fascista, e ottenne la fiducia. Con l’arrivo al potere, Mussolini intraprese una politica di riassetto delle casse dello Stato, di liberalizzazioni e riduzioni della spesa pubblica. Venne riformata la scuola dietro impulso del filosofo Giovanni Gentile. La cosiddetta “crisi Matteotti” che ne seguì mise il governo Mussolini di fronte a un bivio: continuare a governare in modo legalitario, rispettando quantomeno nella forma lo Statuto, oppure imprimere una svolta autoritaria.

Mussolini, premuto dai ras dello squadrismo, optò per la seconda scelta. Mussolini respinge l’accusa di essere mandante dell’omicidio di Matteotti ma rivendica la “responsabilità politica storica e morale” degli avvenimenti e del clima di violenza di quei mesi. 24 dicembre 1925 – Tutti i poteri vengono affidati a Mussolini: il capo del governo viene dichiarato non più responsabile di fronte al Parlamento, ma solo nei confronti del sovrano. 31 ottobre 1926 – Mussolini subisce un attentato da parte di Anteo Zamboni in seguito al quale vengono abolite la libertà di stampa per l’antifascismo, i partiti e le organizzazioni antifasciste e si dichiarano decaduti i deputati della Secessione dell’Aventino. Lo stesso argomento in dettaglio: città di fondazione nel periodo fascista, campi per l’internamento civile nell’Italia fascista e Patti Lateranensi. La propaganda venne sviluppata sia per mettere in luce le realizzazioni del regime, e sia per esaltare la personalità di Mussolini, come richiamandone i luoghi natali: Predappio e Forlì, che diviene nota come la “Città del Duce”.