Lo stesso vento PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Pressione atmosferica. Analisi superficiale della grande tempesta del 1888. Le aree con una maggior concentrazione di isobare indicano lo stesso vento PDF più forti.


Författare: Valerio Aiolli.

Il vento è causato dalle differenze di pressione atmosferica che spingono l’aria da zone di alta pressione a zone di bassa pressione per effetto della forza di gradiente. I venti definiti da un equilibrio di forze fisiche vengono usati nella scomposizione e analisi dei profili del vento. Sono utili per semplificare l’equazione del moto atmosferico e per ricavare dati qualitativi sulla distribuzione orizzontale e verticale dei venti. Il vento termico è la differenza nel vento geostrofico tra due livelli dell’atmosfera.

Esiste solo in un’atmosfera con gradienti di temperatura orizzontali. La direzione del vento generalmente viene espressa in base alla direzione da cui soffia. Ad esempio un vento settentrionale soffia da nord verso sud. Per misurare i venti in quota vengono usate radiosonde che vengono monitorata con il GPS, navigazione radio o il radar. Lo stesso argomento in dettaglio: Scala di Beaufort. Tradizionalmente la scala di Beaufort fornisce una descrizione empirica dell’intensità del vento basata sulle condizioni del mare.

Originariamente composta da 13 livelli, negli anni quaranta ne sono stati aggiunti altri 5, tutti relativi agli uragani, arrivando così a 17. La direzione del vento è data dalla direzione verso cui è rivolto l’ardiglione. Quindi, un vento nord-orientale sarebbe illustrato da una linea che si estende verso nord-est, con il numero di bandiere a indicare la velocità del vento situate sull’estremità nord-orientale dell’ardiglione. Questa voce o sezione sull’argomento meteorologia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

I venti si classificano in costanti, periodici, locali e ciclonici. I venti costanti sono quelli che soffiano tutto l’anno sempre nella stessa direzione e nello stesso senso. Tra questi vi sono gli alisei, che si generano nelle zone anticicloniche tropicali e convergono verso quelle equatoriali. I venti extratropicali spirano nelle fasce equatoriali dove, per effetto del riscaldamento, si formano masse ascendenti di aria calda e umida.

Si dicono venti periodici quelli che invertono periodicamente il loro senso. Il periodo può essere stagionale, importanti sono monsoni o etesi o anche semplicemente diurno come nel caso delle brezze. I venti locali, tipici delle zone temperate dove soffiano irregolarmente quando si vengono a creare zone cicloniche e anticicloniche sono moltissimi e spesso legati alla nomenclatura locale, a seconda delle zone in cui si generano. I venti che eventualmente presentassero contemporaneamente le due caratteristiche di alta frequenza e velocità, sono detti prevalenti. La direzione, la durata e la velocità del vento sono in generale rappresentati su diagrammi polari. Queste considerazioni un tempo erano valutate con grandissima attenzione e tenute in conto non solo per quanto riguarda gli aspetti della navigazione o la protezione di determinate colture agricole, ma persino nella costruzione delle città.

Non sono rari gli esempi di interi centri storici di molte città, soprattutto costiere, che portano nella disposizione planimetrica dei loro edifici il segno indelebile di questi criteri costruttivi. Lo stesso argomento in dettaglio: Circolazione atmosferica. Direttamente sotto la cresta tropicale c’è la zona delle calme equatoriali, le cosiddette latitudini dei cavalli o doldrums, dove i venti sono meno intensi. Molti dei deserti del globo cadono vicino alla latitudine media della cresta subtropicale, dove le correnti discensionali riducono l’umidità relativa della massa d’aria.