Leggende di mare PDF

Jump to navigation Jump to search Il territorio siracusano è interessato da miti e leggende di seguito riportate. Il mito più famoso di Siracusa è quello della ninfa Aretusa. Alfeo allora chiese aiuto agli Dei, che lo trasformarono in un fiume leggende di mare PDF nascendo dalla Grecia e percorrendo tutto il Mar Ionio si unì all’amata fonte.


Författare: Jack La Bolina.

Ancora oggi il mito rivive nell’isola di Ortigia grazie alla cosiddetta Fonte Aretusa, uno specchio di acqua che sfocia nel Porto Grande di Siracusa. Il papiro cresce spontaneo solo in Egitto. I fiumi Ciane e Anapo sono legati da una leggenda, che si ricollega al mito di Persefone e del suo rapimento ad opera di Ade. Fu la ninfa Ciane a reagire al rapimento aggrappandosi al cocchio di Ade nel tentativo disperato di trattenerlo.

Il giovane Anapo, innamorato della ninfa Ciane vistosi liquefare la fidanzata, si fece mutare anch’egli nel fiume che ancor oggi, al termine del suo percorso si unisce nelle acque al Ciane, per versasi nel Porto Grande. Una seconda versione del mito riporta che Cianippo aveva fatto dei sacrifici a tutti gli dei eccetto che a Bacco, e questo dio per punirlo lo fece ubriacare in maniera tale che violentò la figlia Ciane. Ma la figlia durante il rapporto riuscì a prendergli un anello e lo consegnò alla nutrice per fargli comprendere, il giorno dopo, su chi aveva abusato. Diodoro Siculo parlando del viaggio in Sicilia di Eracle racconta del suo arrivo a Siracusa, in cui per onorare Persefone e Ciane sacrificò un toro proprio alla fonte del fiume Ciane, ordinando ai cittadini di compiere ogni anno lo stesso gesto. Adunque Ercole avendo fatto il giro intorno alla Sicilia, siccome si è detto, ed arrivato alla città, che ora è de’ Siracusani , ove intese quanto riguardava il ratto di Proserpina, offrì solenni voti alle dee, ed immolato in Ciane un bellissimo toro, insegnò agli abitanti come dovessero celebrare presso Ciane l’anniversario rito, e la festa solenne di tal sacrifizio. Anche altre fonti sembrano confermare questo sospetto.

Ateneo di Naucrati riporta la leggenda delle sorelle callipigie, due sorelle siracusane che si misero in gara per stabilire quale delle due fosse la più bella. A giudicarle era un giovane che dichiarò vincitrice la sorella maggiore, di cui s’innamorò. La fanciulla più giovane invece si fidanzò con il fratello del giudice. Finzia contesta il dominio tirannico di Dionisio e per questa ragione viene condannato a morte.

Ma il loro amore era contrastato dai genitori di lei che avrebbero preferito un uomo ben più facoltoso. Nascostamente nelle notti di plenilunio si incontravano della grotta della Pillirina e su di un tappeto di alghe trasportare dal mare sin all’interno i giovani si amavano. Casque offert par Hieron le tyran de Syracuse 08828. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 14 feb 2018 alle 17:22.

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Motivo: Lista incompleta e arbitraria di miti collegati alla Sicilia, con l’aggiunta di qualche altra leggenda dalla rilevanza e veridicità tutta da dimostrare. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. I molteplici miti e leggende della Sicilia nel corso dei secoli hanno influenzato la cultura e le tradizioni dell’isola mediterranea. Il mito più famoso di Siracusa è quello della ninfa Aretusa. La ninfa al seguito di Artemide, correndo libera tra i boschi del Peloponneso, fu vista dal giovane Alfeo che si innamorò perdutamente di lei. Alfeo allora chiese aiuto agli Dei, che lo trasformarono in un fiume che nascendo dalla Grecia e percorrendo tutto il Mar Ionio si univa all’amata fonte. La Fonte Aretusa è ancor oggi una delle maggiori attrazioni turistiche dell’isola di Ortigia, a Siracusa.

Porto Grande di Siracusa a poca distanza dalla Fonte Aretusa. Fu la ninfa Ciane a reagire al rapimento aggrappandosi al cocchio di Ade nel tentativo disperato di trattenerlo. Il giovane Anapo, innamorato della ninfa Ciane vistosi liquefare la fidanzata, si fece mutare anch’egli nel fiume che ancor oggi, al termine del suo percorso unisce le sue acque a quelle del fiume Ciane, prima di sfociare insieme nel Porto Grande di Siracusa. Aci è un personaggio della mitologia greca, figlio di Fauno e Simetide. Galatea, a sua volta amata da Polifemo. Cariddi nella mitologia greca era un mostro marino. In principio, Cariddi era una donna, figlia di Poseidone e Gea, dedita alle rapine e famosa per la sua voracità.

Un giorno rubò ad Eracle i buoi di Gerione e ne mangiò alcuni. La leggenda la situa presso uno dei due lati dello stretto di Messina, di fronte all’antro del mostro Scilla. Le navi che imboccavano lo stretto erano costrette a passare vicino ad uno dei due mostri. In quel tratto di mare i vortici sono causati dall’incontro delle correnti marine, ma non sono di entità rilevanti. Secondo il mito, gli Argonauti riuscirono a scampare al pericolo, rappresentato dai due mostri, perché guidati da Teti madre di Achille, una delle Nereidi. La madre Demetra, udito il grido della figlia, la cercò affannosamente per nove giorni e nove notti, facendosi luce con due pini accesi nel cratere dell’Etna. In assenza di Demetra dal suo ruolo, la terra cominciò ad essere sterile ed improduttiva.