Le storie delle fate PDF

Stereotipo moderno dell’illustrazione del leprechaun secondo la cultura popolare del XX secolo. Un leprechaun conta il suo oro in un’incisione del 1900 circa. Ci sono diverse teorie sull’etimologia del nome. Una delle maggiormente accreditate le storie delle fate PDF che deriva dal gaelico moderno, dove la parola leipreachán significa “piccolo spirito”, a sua volta derivato da luchorpán, cioè “spiritello acquatico”.


Författare: Mariagrazia Bertarini.

Apri questo libro e… scopri la magia delle fate! Le fate sono dappertutto: tra le stelle o tra le onde del mare, nei boschi di montagna o nei prati in campagna, sopra i petali di un iore o su un morbidissimo cuscino: ce n’è una anche accanto a te! E ci sono fate piccole e grandi, dolci e birichine, timide e chiacchierone, mingherline e cicciottelle… Oh! Quante sono! Se vuoi conoscerle tutte, ascoltare le loro storie, imparare le loro magie e giocare insieme a loro, questo splendido libro con la copertina che brilla è quello che stavi aspettando. Età di lettura: da 4 anni.

Un’altra provenienza del termine potrebbe essere da luch-chromain, “piccolo storpio Lugh”, dove Lugh è il nome del capo del mitico popolo gaelico dei Túatha Dé Danann. La parola “Leprechaun” compare per la prima volta nella lingua inglese nel 1604 nell’opera di Thomas Middleton e Thomas Dekker The Honest Whore, come lubrican. Whom by preposterous charms thy lust has raised. Coi secoli nella lingua inglese sono state identificate alcune grafie alternative, come leprechawn, lepracaun o lubberkin. I leprechaun sono considerati parte del “popolo delle fate” e la tradizione vuole che abitassero l’isola prima dell’arrivo dei Celti.

Per questo sono spesso associati a luoghi dove sono presenti i cosiddetti “anelli magici”, luoghi spesso caratterizzati dai ruderi di costruzioni di epoca pre-celtica. Nell’iconografia classica vengono rappresentati come uomini anziani, dediti alle burle e agli scherzi. Si dice che non possano scappare se li si guarda fissi, ma se ci si distrae svaniscono immediatamente. Sono spesso dipinti come creature innocue e schive, che vivono in solitudine in località sperdute, sebbene alcuni credano che vivano in compagnia di altri spiritelli.

Un leprechaun mentre suola delle scarpe, in un’incisione del 1858. In precedenza l’immagine dei leprechaun era meno omogenea. Tra le credenze più diffuse c’è quella secondo cui, come gli gnomi, siano estremamente ricchi e che siano soliti occultare tesori in località nascoste, rivelate solo a coloro che riescono a catturare e interrogare il leprechaun con domande specifiche. Si dice che abbiano numerosi tesori seppelliti durante i periodi di guerra. Il leprechaun gli assicura che il tesoro è seppellito in un campo dietro una particolare pianta. Il contadino lega un nastro rosso alla pianta e strappa alla creatura la promessa che non toglierà il nastro, poi va a prendere un badile. Al suo ritorno, vede che ogni albero nel campo ha un nastro identico, rendendo impossibile il recupero del tesoro.

Lo prende in mano e si fa guidare sul posto, ma all’improvviso sente un rumore alle sue spalle. Il leprechaun le urla di scappare, perché è inseguita da un nugolo di vespe, ma appena la ragazza si volta, lo spiritello sparisce nel nulla. In altre storie si dice che cavalchi i cani da pastore nella notte, lasciandoli stremati e sporchi la mattina dopo. Il leprechaun in origine aveva diverse caratteristiche a seconda della zona di provenienza delle opere. Prima del XX secolo era solitamente vestito di rosso, non di verde. Altra caratteristica tipica dei leprechaun è la borsa che portano a tracolla, che contiene un unico scellino che ricompare subito dopo essere stato speso.

Un Clurichaun con un boccale di vino. Il claurichaun è spesso confuso col Leprechaun. Alcuni commentatori attribuiscono ad Allingham la traccia iniziale per l’immagine odierna di queste creature. Lo stereotipo moderno di queste creature è praticamente invariabile: è quello di un uomo alto meno di un metro, con una giacca a falde color verde smeraldo, che indossa un cappello a tricorno o un cilindro, un grembiule da lavoro in pelle, un panciotto di lana, pantaloni alla zuava, calze al ginocchio, scarpe di pelle con fibbie d’argento e redingote. Il leprechaun è accomunato al Clurichaun e un’altra creatura chiamata far darrig dall’abitudine di essere un solitario.