Le confessioni PDF

XIII libri di Agostino d’Ippona, padre della Chiesa, scritta nel 398. Magnus es, Domine, et laudabilis valde: magna virtus tua et sapientiae tuae non est numerus. Tagaste, e degli anni dei suoi studi e poi di professione come retore le confessioni PDF città di Cartagine.


Författare: Agostino (sant’).

Lo stile delle confessioni è inoltre elevato: nell’opera Agostino esibisce tutte le sue abilità di retore e di grande conoscitore delle Sacre Scritture. L’autore inoltre alterna espressioni concise e rapide ad un periodare articolato e complesso, ricco di figure retoriche, lasciandoci spesso un’impressione di artificio, che riflette indubbiamente la sua abilità di retore consumato e una consuetudine contratta dalla predicazione religiosa. Ne risulta uno stile disuguale, vivo, drammatico, perfettamente aderente al tessuto narrativo. Crescendo Agostino incomincia a frequentare la scuola, ma non è uno studente modello: i maestri lo picchiano in continuazione perché vuole sempre giocare. A sedici anni Agostino interrompe i suoi studi a Madaura e torna a Tagaste. Qui prova per la prima volta i piaceri dei sensi.

Una notte, poi, ruba alcune pere con un gruppo di amici per il solo gusto di infrangere la legge. Segue una lunga riflessione sull’assurdità del suo gesto. Agostino si reca a Cartagine, dove si appassiona agli spettacoli teatrali e all’amore carnale. Lì legge l’Ortensio di Cicerone e incomincia ad amare la filosofia. Sfoglia la Bibbia, ma la trova troppo rozza, così aderisce alla setta dei manichei. Intanto sua madre ha un sogno profetico e decide di andare a vivere assieme a lui. Rattristata dalla sua passione per il manicheismo implora un vescovo di parlare col figlio, ma quello rifiuta perché è inutile.

Agostino è ormai un seguace dei manichei. Si è unito stabilmente a una donna, insegna retorica a Tagaste e partecipa a gare letterarie. Si appassiona all’astrologia, ma ne viene distolto da Vindiciano, governatore di Cartagine. Il Santo in questo periodo è molto amico di un giovane che ha studiato assieme a lui. Questi, però, muore all’improvviso e Agostino, distrutto dal dolore, si trasferisce a Cartagine. A Cartagine arriva Fausto, un famoso vescovo manicheo. Agostino è tormentato da dubbi religiosi perché le sue nozioni di astronomia sono contraddette senza ragione da Mani.

Così si rivolge a Fausto, ma questi è totalmente ignorante in materia e lo ammette con sincerità. Qualche tempo dopo Agostino decide di trasferirsi a Roma, in modo da sfuggire all’indisciplina degli studenti cartaginesi. Sua madre vorrebbe seguirlo, ma lui la lascia indietro con l’inganno. Monica raggiunge Agostino a Milano e diventa una devota di sant’Ambrogio.

Il vescovo talvolta parla con Agostino, ma non ha il tempo di risolvere tutti i suoi dubbi. Agostino nel frattempo rivaluta la Bibbia e prosegue la sua carriera di retore. Un giorno, prima di pronunciare un panegirico davanti all’imperatore, incontra un mendicante ubriaco e capisce che quello, a differenza di lui, è felice. Agostino riflette su Dio e conclude che le tesi dei manichei sono assurde. Poi volge la sua mente al problema del male: perché un Dio buono ha permesso che il male esistesse? Legge alcuni testi neoplatonici e grazie ad essi e alla Provvidenza comprende che il male non è una sostanza, ma un traviamento della volontà, che si allontana da Dio. Agostino va da Simpliciano, un dotto sacerdote, e questi gli narra la conversione di Mario Vittorino, celebre intellettuale romano.

Agostino, che non ama più il suo incarico di maestro di retorica, pensa di imitare subito Mario Vittorino, ma in lui c’è un conflitto tra due tendenze diverse della stessa volontà. Agostino espone i motivi che lo hanno spinto a scrivere le Confessioni. Poi dice che ha sempre amato Dio e che lo ha cercato nel Creato, ma Dio non è uno degli elementi, che però rimandano costantemente a Lui. Descrive quindi in modo minuzioso la memoria e i suoi contenuti. Osserva che tutti gli uomini desiderano la felicità, ma pochi la trovano, perché solo in Dio c’è la vera gioia. Agostino prega Dio perché gli dia la sapienza per comprendere le Sacre Scritture.