La vita e nient’altro PDF

Freud l’aveva definita una talking cure, e forse è per questo che la psicoanalisi ha sempre avuto una relazione così la vita e nient’altro PDF con la parola scritta. Questo fatto è ancora più evidente quando si parla di Lacan che infatti scrisse relativamente poco durante la sua vita. La storia diede ragione a Wahl, e infatti gli Scritti del 1966 segnarono il definitivo successo pubblico di Jacques Lacan. Da un insegnamento quasi clandestino, per iniziati e psicoanalisti in formazione, che lo vide protagonista durante gli anni Cinquanta, la figura di Lacan diventò grazie a questa raccolta di testi quella di un intellettuale di fama mondiale.


Författare: Bobin Christian.

La produzione scritta di Lacan però non si ferma nel 1966. Anzi, nei quindici anni successivi verranno redatti alcuni tra i testi in assoluto più importanti del suo insegnamento, come Lituraterra, Lo stordito, la Proposta del 9 ottobre 1967 sullo psicoanalista della Scuola o la conferenza Joyce il Sintomo. Per riuscire a contestualizzare questa svolta dell’insegnamento di Lacan è necessario fare un passo indietro, e ritornare proprio al 1966 e alla pubblicazione degli Scritti. Scritti è dunque quello dell’inconscio strutturato come un linguaggio.

Questa teoria tuttavia porrà svariati problemi già negli immediati anni a seguire. Il problema del rapporto, sempre sul filo del paradosso, che un soggetto insatura con la catena significante segnerà il grande tema lacaniano delle identificazioni simboliche che attraverserà l’insegnamento di Lacan per molti anni. Althusser, una causa che non ha priorità logica ma che è sincronica alla struttura stessa. L’incontro decisivo è quello con la scrittura cino-giapponese, la cui pratica calligrafica permette di ripensare in modo assai innovativo la relazione tra lettera e significante. Lacan riarticola, a partire da uno studio intenso della lingua cinese che durerà per svariati anni sotto la supervisione del sinologo François Cheng, il rapporto tra soggetto, linguaggio, struttura e godimento. La frontiera, certo, separando due territori, simbolizza che sono la stessa cosa per chi la valica, che hanno una misura comune.

Il bordo del buco di sapere, ecco ciò che essa delinea. La frontiera infatti può tracciare una linea su un territorio dividendo ciò che sta da una parte e ciò che sta dall’altra. A è definito per non essere B, e B è definito dal fatto di non essere A. Allo stesso modo la frontiera mette in luce una relazione di reciprocità tra i due territori da lei individuati.

Un esempio di bordo lo si ha nella figura topologica del nastro di Moebius dove due superfici stanno su due facce diverse eppure l’una è in continuità dell’altra. Lacan, come spesso aveva fatto durante il suo insegnamento, più che introdurre dei nuovi concetti cambia radicalmente il principio della loro relazione. Vanno letti in questo senso alcuni tra gli incontri più interessanti di questi anni: quello con l’opera di Marguerite Duras, con James Joyce, e soprattutto con il pittore cinese Shitao. Se la struttura significante non era fatta da nient’altro che da differenze, e quindi necessitava di un elemento esterno e fondativo per renderla stabile, qui si è all’interno di una logica completamente differente. La questione fondamentale è allora quella di opporre la logica della frontiera che taglia e separa a quella del bordo che invece assume fino in fondo la continuità topologica dei registri.

Poco dopo Lituraterra Lacan articolerà questo problema portandolo oltre la suggestività metaforica della pittura di Shitao verso una formulazione più rigorosa. Tuttavia Lacan non si fermò neanche questa volta. Giacomo Contri, Avvertenza del curatore in Jacques Lacan, Il seminario. Ancora 1972-1973, testo stabilito da Jacques-Alain Miller, edizione italiana a cura di Giacomo Contri, trad. Sergio Benvenuto e Mariella Contri, Einaudi, Torino 1983, pp. Ferdinand de Saussure, Corso di linguistica generale, Laterza, Roma-Bari 1978, p. Sul rapporto tra Lacan e la scrittura si veda Matteo Bonazzi, Scrivere la contingenza.

Esperienza, linguaggio, scrittura in Jacques Lacan, Edizioni ETS, Pisa 2009. Jacques Lacan, Altri scritti, Einaudi, Torino 2013, p. Jacques Alain-Miller, I paradigmi del godimento, Astrolabio, Roma 2001. Il rapporto tra Lacan e la scrittura, la calligrafia e la pittura cinese è stato oggetto del convegno Lacan e la Cina organizzato all’Universitià di Milano-Bicocca e all’Università Statale di Milano il 17-18 ottobre 2013 dal gruppo di ricerca Orbis-Tertius, insieme all’Istituto Confucio di Milano, alla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e all’Istituto Freudiano. Le langage pictural chinois, Paris, Seuil 2001, p.