La strage degli innocenti PDF

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Författare: Danila Dicati.

Ultimo giorno di guerra, notte tra 24 e 25 aprile 1945, in Polesine, nelle terre tra l’Adige e il Po, i tedeschi in fuga uccidono venti innocenti. E la colpa di questo delitto consumato l’ultima notte di guerra non fu di nessuno, non dei tedeschi che non sapevano più dove scappare, non dei partigiani nascosti. Fu colpa della guerra.

Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Nella tradizione occidentale e cristiana il racconto è divenuto un topos culturale che ha dato luogo nei secoli a moltissime rappresentazioni artistiche. I bambini innocenti che muoiono violentemente, uccisi dalla sete di potere, vittime inconsapevoli di un odio spietato contro chi può ostacolare i piani di potenza e di dominio. Nel XII secolo, a Parigi, il nome degli Innocenti fu dato ad una chiesa e al cimitero adiacente ad essa, entrambi poi rasi al suolo verso la fine del XVIII secolo. La Chiesa cattolica venera i bambini uccisi nella strage come martiri, con il nome di “Santi Innocenti”, fissandone la memoria liturgica al 28 dicembre. 28 dicembre – Festa dei santi Innocenti martiri, i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato, onorati come martiri fin dai primi secoli e primizia di tutti coloro che avrebbero versato il loro sangue per Dio e per l’Agnello.

Uccisione di San Sicario, scultura dell’inizio del XX secolo nell’Abbazia di Saint-Pierre de Brantôme. L’episodio è narrato nel Vangelo secondo Matteo, 2,1-16, senza paralleli negli altri vangeli canonici. Nessuna fonte, evangelica o non evangelica, riporta questo evento al di fuori del Vangelo secondo Matteo. Nel Vangelo secondo Luca, a un mese circa dalla nascita, Gesù è portato al tempio e poi la famiglia ritorna a Nazaret.

Come detto, la storicità di questa strage è dibattuta, perché, nonostante si possa trattare di una delle maggiori uccisioni di infanti in tutta la storia umana, la relativa notizia è riportata solo da Matteo. In questo necessario contesto, nulla riferisce sulla nascita di Gesù, così come di Giovanni, che lo descrive solamente a partire dal periodo “adulto” della predicazione. Flavio, che aveva profetizzato a Vespasiano l’ascesa all’impero, cita dodici profeti dell’Antico Testamento le cui predizioni si avverarono nei secoli futuri, ma nessuna di esse viene intesa in senso messianico oppure riferita ad una singola persona. Vistosamente, manca qualsiasi riferimento al fiume Giordano, presso il quale Giovanni predicava e battezzava. Il Giordano attraversava la Galilea, dove vivevano anche Zaccaria ed Elisabetta, parente di Maria. Vangelo di Matteo sostiene, infatti, che Gesù nacque prima della morte di Erode il Grande, avvenuta nel 4 a.

Un excursus tra le innumerevoli opere che, dall’arte alto medievale al barocco, hanno come soggetto la strage degli innocenti impone una drastica selezione, con quel tanto di arbitrio che essa comporta. Nella descrizione che segue i versi si fanno truculenti, parlano dei corpicini orrendamente mutilati, mentre i piccoli sventurati vengono chiamati flores martyrum e prima Christi victima. I versi di Prudenzio sono stati sicuramente un’importante fonte di ispirazione per i tanti artisti che hanno lavorato, in ogni genere espressivo, per rappresentare la scena del massacro. Tra le miniature alto medievali che riportano la rappresentazione della Strage va menzionato almeno il Codex Egberti, risalente al X secolo, esempio prezioso di arte ottoniana. Lo stesso contrasto tra la ferocia del potere politico e la tenerezza degli affetti delle madri, dà forma alla scena raffigurata nell’affresco di Giotto presso la Cappella degli Scrovegni a Padova. L’affresco, nella studiata disposizione degli episodi del racconto evangelico che coprono le pareti della cappella, è posto di fronte alla scena della Crocifissione di Gesù: l’infante che, con il sacrificio dei piccoli martiri, si era salvato dal massacro e che muore ora, innocente e martirizzato, per la salvezza dell’umanità. L’impressione suscitata dai massacri che hanno luogo nel dramma degli eventi bellici, e che vede scorrere il sangue di bambini, trova eco nelle rappresentazioni della Strage.