La storia di Altamura a fumetti Vol. 3 PDF

Uomo di Neanderthal, è un ominide strettamente affine all’Homo sapiens la storia di Altamura a fumetti Vol. 3 PDF visse nel periodo paleolitico medio, compreso tra i 200 000 e i 40 000 anni fa. Düsseldorf in Germania, dove vennero ritrovati i primi resti fossili. Convissuto nell’ultimo periodo della sua esistenza con lo stesso Homo sapiens, l’Homo neanderthalensis scomparve in un tempo relativamente breve, evento che costituisce un enigma scientifico oggi attivamente studiato.


Författare: Falk Nawroth.

Il volume contiene due episodi che raccontano la storia e le vicende di due personaggi emblematici del Sud Italia: Giovanni Pipino (conte di Minervino e Palatino di Altamura) e Giannantonio Orsini del Balzo (principe di Altamura), uno dei più potenti signori del ‘400 italiano. Due storie tragiche, fitte di complotti politici, due veri e propri noir in chiave storica.

I resti che diedero il nome alla specie furono scoperti nell’agosto 1856 da scavatori di calcare in una grotta denominata “Kleine Feldhofer” nella valle di Neander, nei pressi della località di Feldhof in Germania. Europa e Asia, e limitatamente in Africa, questa specie si è presumibilmente evoluta dall’Homo heidelbergensis. Alcuni studi del 2010 suggeriscono, tra alcune ipotesi probabili relative alla vicinanza genetica tra H. Secondo una teoria pubblicata nel 2016 da alcuni ricercatori delle università di Cambridge e Oxford Brookes sull’American Journal of Physical Antropology, l’uomo di Neanderthal si sarebbe estinto a causa di malattie portate dai Sapiens.

Ha uno spiccato prognatismo mascellare e il mento può essere sfuggente, per lo meno nei tipi arcaici. L’uomo di Neanderthal inizia a evolvere in un contesto culturale Acheuleano superiore, dove i manufattibifacciali cambiano forma, migliorano la punta e diminuiscono di spessore. In Europa, territorio principale del Neanderthal, si parla di cultura Musteriana, da ritrovamenti a Le Moustier, in Dordogna. Pare accertato, con qualche residua incertezza, il passaggio successivo al castelperroniano, con reperti affidabilmente attribuiti ai Neandertaliani come lamette litiche, manufatti in osso e ornamenti per il corpo. Sull’evoluzione culturale di Homo Neanderthalensis non vi è ancora una visione condivisa. Molto diffuso l’utilizzo delle pelli, anche per la costruzione di ripari estivi all’aperto, contrapponendosi alla pratica troglodita invernale.

Si ritrovano strutture di pietre o di ossa atte ad assicurare i bordi delle pelli al suolo. Abbondanti tracce di ocra rossa fanno pensare a usi rituali e religiosi. Secondo una ricerca in corso nel sito della grotta di Bruniquel in Francia, i neanderthalensis avrebbero realizzato all’incirca 175. I recenti progressi molecolari nello studio delle popolazioni neandertaliane e la loro localizzazione geografica, uniti a quelli sull’industria litica e degli altri manufatti, permetteranno in futuro di chiarire meglio i rapporti tra le diverse culture e la loro evoluzione nello spazio e nel tempo. Asce a mano, o amigdale: sono il resto di grossi noduli di selce, scheggiati ai bordi per ricavarne schegge più piccole. Punte di selce: da usare immanicate su pesanti bastoni usati come lance nella caccia a grossi animali.