La poetica di Alberto Caramella. Atti del Convegno (Firenze, 2016) PDF

Ma è ancora un’età, la mia, che s’aspetta dagli altri quello che è in noi oppure non esiste. La poetica di Alberto Caramella. Atti del Convegno (Firenze, 2016) PDF a Firenze si laurea in letteratura francese con una tesi su François Mauriac. Collabora alle riviste d’avanguardia come Il Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura.


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La pubblicazione, che racchiude gli atti del convegno svoltosi nel 2016 a Firenze nella sede del Consiglio Regionale della Toscana, rappresenta un tributo all’opera di Alberto Caramella (1928-2007). I contributi sono accompagnati da una galleria di ritratti del poeta fiorentino.

Esce nel 1935 la sua prima raccolta poetica La barca. Nel 1945 ritorna a Firenze e in questa città insegna al liceo scientifico Leonardo da Vinci. Nel 1978, per l’opera Al fuoco della controversia, gli è stato assegnato il Premio Viareggio. Il 1983 vede la pubblicazione de La cordigliera delle Ande e altri versi tradotti. Il 14 ottobre 2004, in occasione del suo novantesimo compleanno è stato nominato senatore a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Muore a Firenze pochi mesi dopo, il 28 febbraio 2005.

Ai funerali solenni il 2 marzo, ha partecipato lo stesso Carlo Azeglio Ciampi. Mario Luzi occupa un posto particolare nella famiglia dei cosiddetti ermetici e, insieme a Piero Bigongiari e a Alessandro Parronchi, si può dire che costituisca il culmine dell’ermetismo fiorentino. La prima apparizione di Luzi avvenne alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze dove scelse l’affiatato circolo di quel momento composto da alunni e professori che si ritrovavano per parlare e discutere senza che si avvertisse la questione degli anni o della educazione. Un clima serio e sereno al quale il giovane e timido Luzi partecipava.

Il tema che domina nella poesia di Luzi è quello della celebrazione drammatica dell’autobiografia dove viene messo in risalto il drammatico conflitto tra un “Io” portato per le cose sublimi e le scene terrestri che gli vengono proposte. Il primo momento della poesia di Luzi, quella più propriamente ermetica, va dagli esordi con La barca del 1935 fino, in modo approssimativo, a Quaderno gotico con al centro Avvento notturno. Le immagini dei paesaggi lunari, delle città spettrali, dei marmi e delle pietre preziose, degli angeli lacrimanti e delle chimere che riempiono questi versi, niente o poco hanno realmente a che fare con le immagini liberty o con la mistica di Arturo Onofri, grazie all’uso di un lessico che, se pure impreziosito da suggestioni dannunziane, mantiene il nitore umanistico-toscano esaltandolo. Rilke e da George, quest’ultimo, tradotto da Leone Traverso, caro amico di Luzi. Quello che prima era soprattutto atteggiamento letterario, in questi componimenti diventa vera esperienza dell’esistenza e il verso, pur non perdendo nulla della sua sensualità, acquista in tristezza e inquietudine diventando un vero verso in movimento. L’ultima poesia di Luzi presenta una modifica di stile più prosastico e i contenuti si sono maggiormente aperti ai ricordi dell’adolescenza, alla descrizione di ambienti quotidiani vicino a quella di paesaggi esotici.

Contemporaneamente alla ‘produzione’ lirica si affianca anche la drammaturgia. Mario Luzi è anche autore di testi teatrali. Tra questi estremi ci sono i drammi “Il libro di Ipazia”, “Rosales”, “Hystrio”, “Il Purgatorio la notte lava la mente”, tutti compresi nell’edizione Garzanti. Mario Luzi ha sempre dimostrato una umiltà d’animo come pochi dando apertamente la sua disponibilità per interviste e dibattiti durante i quali ha sotteso ossequiosità al dialogo nonché apertura e confronto dialettico. Sono stati numerosi gli studenti ai quali ha concesso interviste durante gli ultimi anni della sua vita.