La malinconia di Zidane PDF

Italy 2006 FIFA World Cup Champion – Melandri, Napolitano, Cannavaro and Lippi. La finale del campionato mondiale di calcio 2006 è stata una partita di calcio disputata il 9 luglio 2006 all’Olympiastadion di Berlino. Fu la seconda volta che l’assegnazione della coppa del mondo di calcio venne decisa dopo i tiri dal dischetto: l’unico precedente risaliva all’edizione di Stati Uniti 1994, in cui la stessa Italia uscì sconfitta contro il Brasile per la malinconia di Zidane PDF-2.


Författare: Jean-Philippe Toussaint.

È la sera del 9 luglio 2oo6. Allo Stadio Olimpico di Berlino si gioca la finale della Coppa del mondo di calcio, Italia-Francia, sotto «uno di quei cieli di vento immensi e mutevoli della pittura fiamminga». Al centoundicesimo minuto, secondo tempo supplementare, accade qualcosa di inspiegabile: il capitano della Francia, Zinedine Zidane, in mezzo al campo sferra una violenta testata contro il difensore azzurro Marco Materazzi che cade al suolo. Per il pubblico presente allo stadio, quel gesto non è mai avvenuto: si è svolto in un attimo e nessuno se n’è accorto. Ma le televisioni in poco tempo lo imprimeranno nell’immaginario di mezzo mondo. Le interpretazioni, dal giorno dopo, si moltiplicano: che cosa si saranno detti? E perché quella reazione apparentemente immotivata proprio nell’ultima partita di una lunga e gloriosa carriera? Lo scrittore Jean-Philippe Toussaint era lì, quella sera. Ci pensa e ci ripensa, finché trova una chiave: si tratta di un gesto romanzesco, l’esito di un lento processo di maturazione, di una lunga genesi invisibile e segreta. Un gesto ambiguo, definitivo e brutale: un gesto nato dalla malinconia, così come dalla malinconia nasce un’opera d’arte.

Gli azzurri Buffon, Materazzi e Perrotta festeggiano la qualificazione dell’Italia agli ottavi di finale, al termine della sfida della fase a gironi contro la Rep. L’Italia arrivò al campionato del mondo 2006 tra lo scetticismo generale. Anche la Francia attraversava un momento difficile. Italia e Francia si ritrovarono così a distanza di sei anni dalla finale del campionato d’Europa 2000, e otto anni dopo l’ultimo confronto in un campionato mondiale, il quarto di finale dei Mondiali 1998.

Note: In ogni risultato sottostante, il punteggio della finalista è menzionato per primo. Come per gli azzurri, anche l’undici francese non riservò sorprese. FIFA, infatti, ritenne che in presenza di quattro semifinaliste tutte europee, gli arbitri non dovessero appartenere al vecchio Continente negli ultimi quattro match. Dopo l’esibizione d’apertura affidata a Shakira e Wyclef Jean, che cantarono una versione speciale di Hips Don’t Lie chiamata The Bamboo Version, cominciò la finale. Il primo tempo fu acceso e vivace, ma soprattutto molto duro e falloso. A farne le spese fu inizialmente Henry, il quale restò a terra dopo uno scontro fortuito con Cannavaro già a pochi minuti dal fischio d’inizio. Subito dopo gli azzurri rimediarono la prima ammonizione, per un fallo di Zambrotta su Vieira.

Gli azzurri provarono immediatamente a reagire, ma con scarsi risultati. La squadra italiana era lunga e sbrindellata, a dispetto di una formazione transalpina più compatta e corta. Il pareggio arrivò, dopo minuti di sofferenza, al 19′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pirlo, quando Materazzi riscattò il rigore provocato, batté in elevazione Vieira e insaccò alle spalle di Barthez. Il gol diede la carica agli azzurri. Il secondo tempo iniziò senza cambi. Gli azzurri si chiusero in difesa, lasciando spazio alle giocate dei francesi. In apertura una discesa di Henry si concluse con un tiro debole, parato senza problemi da Buffon.

Al 56′ arrivò il primo cambio per la Francia: fuori Vieira per infortunio e dentro Alou Diarra. Qui le squadre riproposero la stessa tattica. La Francia creò due azioni molto pericolose: un tiro di Ribéry al 99′ che terminò fuori di poco, e un forte colpo di testa di Zidane al 104′ deviato in angolo da Buffon il quale, con un colpo di reni, alzò la palla sopra la traversa. Domenech cambiò modulo, spostando Henry sulla fascia e mettendo Trezeguet, appena entrato al posto di Ribéry, come punta centrale. Dopo quattro penalty gli azzurri erano andati tutti a segno con Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero, mentre la Francia, a rete con Wiltord, Abidal e Sagnol, fallì il secondo tentativo con Trezeguet, il quale colpì la traversa. La Francia complessivamente giocò meglio degli azzurri, senza timore, anche con una certa supponenza e occupando meglio il campo, stando larga e impedendo per un’ora buona ai terzini italiani di avanzare. Fu la seconda finale del campionato mondiale a concludersi ai tiri di rigore, dopo Brasile-Italia dell’edizione di Stati Uniti 1994.

Fu la prima disputata tra le rappresentative di due nazioni europee dal tempo di Italia-Germania Ovest all’edizione di Spagna 1982. Secondo la FIFA la finale del torneo fu vista globalmente da 715,1 milioni di persone. La testata di Zidane a Materazzi nei supplementari suscitò polemiche e un forte impatto mediatico. La testata diventò sorgente infinita per chiacchiere mediatiche. L’allora presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, difese Zidane dalle accuse: Lei è un virtuoso, un genio del calcio mondiale.

Lei è anche un uomo di animo nobile, di spirito combattivo. Per questo la Francia la ammira e la ama. Lo scrittore-cineasta belga Jean-Philippe Toussaint, presente allo stadio di Berlino durante la finale, si soffermò in particolare sulla malinconia di Zidane: è la mia malinconia, la conosco, l’ho nutrita, la sento. La celebre “testata” fu per Toussaint un guizzo creativo dell’artista di fronte al rischio incombente del fallimento. Un episodio controverso riguardò il presidente della FIFA Joseph Blatter. Egli non presenziò alla premiazione dell’Italia al termine della vittoriosa finale, lasciando l’onore al presidente dell’UEFA, Lennart Johansson.