La legge dei quattro PDF

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge n. Dal 2012 l’autorità è la legge dei quattro PDF da Antonello Soro.


Författare: Edgar Wallace.

26, comma 1 del decreto legislativo n. 2003 si evince che “I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell’interessato e previa autorizzazione del Garante, nell’osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente codice, nonché dalla legge e dai regolamenti. 39 ci sono gli obblighi di comunicazione al garante che riguardano il trasferimento di dati personali tra enti pubblici e il trattamento di dati personali che riguardino lo stato di salute. 154, comma 5 viene definito il tempo utile di risposta del garante alle richieste di autorizzazioni, “fatti salvi i termini più brevi previsti per legge, il parere del Garante è reso nei casi previsti nel termine di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta.

Decorso il termine, l’amministrazione può procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere”. Le sanzioni applicabili dal Garante si attuano sia all’ambito amministrativo sia a quello penale. I membri devono essere scelti tra persone che assicurino indipendenza e che siano esperti riconosciuti nelle materie del diritto o dell’informatica. Deve essere garantita la presenza di entrambe le qualificazioni. Durano in carica sette anni e il mandato non può essere rinnovato.

Il codice etico adottato dal Garante definisce l’insieme dei principi di condotta morale e i criteri fondamentali affinché i dipendenti che operano presso l’Ufficio del Garante adempiano con imparzialità e trasparenza l’attività amministrativa, nonché mantengano il rispetto degli obblighi di riservatezza. URL consultato il 20 aprile 2017. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’11 giu 2018 alle 11:30. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Versione in uso dal periodo sabaudo fino al 1999. Campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all’inferitura.

Legge Regionale 15 aprile 1999, n. Storicamente invece la fronte è rivolta verso l’inferitura. Di origine medievale, è composta dalla Croce di San Giorgio e da quattro teste di moro bendate, rappresentanti i quattro re saraceni sconfitti dagli aragonesi durante la battaglia di Alcoraz avvenuta in Spagna. Nei secoli molti studiosi si sono mossi in un complesso pieno di leggenda e realtà storica, tra Spagna e Sardegna, ma la sua origine rimane dibattuta. La più antica attestazione dell’emblema risale al 1281, al sigillo della cancelleria reale di Pietro III d’Aragona.

In uno stemmario della fine del XIV secolo compilato in area germanica, l’armoriale di Gheldria, lo stemma già appare riferito al Regno di Sardegna nell’ambito degli stati della Corona d’Aragona. Durante il Regno di Sardegna sabaudo, alla metà del Settecento, si stabilì invece un’iconografia che continuò a perdurare fino al 1999, benché presentasse l’errore di porre la benda sugli occhi dei mori: bandiera di San Giorgio, con in ogni quarto una testa di moro, in direzione dell’inferitura. Santo egiziano Maurizio, martirizzato sotto Diocleziano, e rappresentato in questa maniera, ossia la testa di moro bendata, in innumerevoli stemmi di area franco-germanica. I 4 mori divennero comunque, fin dalla sua fondazione, il simbolo del Regnum Sardiniae et Corsicae, con la bandiera corsa risalente alla stessa epoca, e divenne col tempo la bandiera dell’isola e della sua popolazione. Nel 1921 venne fondato il Partito Sardo d’Azione, che riprese i quattro mori come proprio simbolo. Badate che l’emblema dei Quattro Mori non rappresenta, come si dice, i quattro Giudicati in cui la Sardegna era divisa otto-novecento anni fa, quand’era libera e indipendente: si tratta di un errore di interpretazione storica, e dunque non è né ovvio né obbligatorio scegliere proprio questo stemma. Questo discorso denunciò il fatto che la bandiera non fosse di origini sarde, ma è anche prova documentaria del sentimento popolare che leggeva in essa la storia giudicale.

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale della testa di moro. In campo politico, il Partito Sardo d’Azione ha adottato come proprio simbolo la bandiera sarda, secondo il modello Savoia su drappo quadrato. Sardigna Natzione riprende invece solo la croce, nera in campo bianco. La Bandiera “barras e moros” richiama i quattro mori e i pali rossi, questi ultimi presenti nella bandiera del Regno di Sardegna fino alla fine del Quattrocento. I pali rossi erano presenti anche nello stemma del Giudicato di Arborea. Essi sono un simbolo di tradizione iberica e sono presenti nelle bandiere della Catalogna e del Regno di Aragona: la Corona d’Aragona fu la fondatrice nel 1324 del Regnum Sardiniae. I quattro pali rossi indicano l’impronta tracciata dalle quattro dita, indice, medio, anulare e mignolo, della mano intrisa di sangue.