La formula esatta della rivoluzione PDF

Il concetto di una rivoluzione scientifica come prendente luogo in un periodo esteso emerse nel XVIII secolo nell’opera di Jean Sylvain Bailly, che lo interpretò come un processo a due stadi, di spazzamento del vecchio e di istituzione del nuovo. Cinquecento la la formula esatta della rivoluzione PDF e la tecnologia erano campi totalmente separati.


Författare: Marcello Fois.

Di notte non è facile dormire se tu sei uno più bravo a sognare ad occhi aperti che ad occhi chiusi, se la tua casa risuona di passi e bisbigli di sconosciuti, se è il 14 luglio 1789 e tu vivi a Parigi. Armand, dall’alto dei suoi 12 anni, ne è sicuro. Come è sicuro che, da quella notte, il mondo non sarà più come prima. Un certo Lavoisier, piovuto da non si sa dove, gli svelerà che in chimica, come in politica, tutto sta nel trovare la “formula esatta” per creare qualcosa di stabile. Ma ci può essere qualcosa di stabile nella vita? La risposta a questa domanda, Armand non la troverà nella testa di scienziati o rivoluzionari, ma in quella di Pierrette, la ragazzina ribelle, vicina di casa, che gli infonde un inaspettato senso di sicurezza. Una storia avvincente, dove la ricerca dei diritti universali e quella dei sentimenti individuali si colloca nel cuore di un ragazzo, che sa far “reagire” le scoperte della chimica con quelle della Rivoluzione Francese. Età di lettura: da 12 anni.

Lo stesso argomento in dettaglio: Fisica aristotelica e Storia dell’astronomia. La Rivoluzione scientifica è stata costruita sulla base dell’apprendimento della scienza degli antichi Greci nel Medioevo, per come era stata elaborata e sviluppata ulteriormente nella scienza romana-bizantina e dalla scienza islamica medievale. La cosmologia aristotelica che piazzava la Terra al centro di una gerarchia di sfere cosmiche. Le regioni terrestri e celesti erano composte da differenti elementi che possedevano diversi tipi di movimenti naturali.

Il movimento circolare, invece, non ha contrari, sicché le sostanze che si muovono con questa specie di movimento sono di necessità immutabili, ingenerabili e incorruttibili. Aristotele ritiene che l’etere, l’elemento che compone i corpi celesti, sia l’unico a muoversi di movimento circolare. All’inizio del Seicento, la visione medievale del mondo era crollata, e il complesso modello matematico dell’universo geocentrico tolemaico venne sostituito da un modello matematico più semplice e più coerente di un universo eliocentrico. Ai contemporanei non era del tutto chiara neppure la direzione del futuro progresso scientifico, come dimostrano le dispute persino tra i pensatori più “progressisti” sulla forma delle orbite planetarie.

Fin dall’Antichità tutti gli scienziati avevano pensato che la Terra fosse immobile al centro dell’universo e che intorno le girassero il Sole, i pianeti e tutte le altre stelle. Il centro dell’universo non coincide con il centro della Terra, ma con il centro del Sole. La Terra e gli altri pianeti si muovono lungo orbite circolari che hanno il Sole al centro: da questo movimento dipende anche l’alternarsi delle stagioni. Il movimento diurno del Sole nel cielo è solo apparente e dipende dalla rotazione che la Terra compie in 24 ore intorno al proprio asse.

La distanza fra la Terra e il Sole è infinitamente piccola se paragonata alla distanza esistente fra la Terra e le stelle. La teoria di Copernico era rivoluzionaria poiché, oltre a contraddire le Sacre Scritture, metteva in crisi la tradizionale concezione aristotelico-tolemaica. Le scoperte di Keplero e Galileo diedero credibilità alla teoria. L’impegno raggiunse il culmine nel lavoro di Isaac Newton. Oltre a dimostrare il modello eliocentrico, Newton sviluppò inoltre la teoria della gravitazione. Nel 1679, egli cominciò a considerare la gravitazione e il suo effetto sulle orbite dei pianeti con riferimento alle leggi di Keplero del movimento planetario.