L’uomo che gettò nel panico Darwin. La vita e le scoperte di Alfred Russel Wallace PDF

Charles Darwin era il nipote dell’illuminista e filosofo anticlericale Erasmus Darwin e dell’industriale Josiah Wedgwood. Nel 1825, due anni prima di completare gli studi, all’età di l’uomo che gettò nel panico Darwin. La vita e le scoperte di Alfred Russel Wallace PDF anni, fu iscritto dal padre all’Università di Edimburgo, in Scozia, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Il padre, deluso degli insuccessi negli studi di medicina e preoccupato per il suo futuro, lo mandò nel 1828 nel Christ’s College dell’università di Cambridge, sperando in una sua carriera ecclesiastica. Riguardo agli studi, se da un lato studiava lo stretto necessario per superare gli esami del suo corso universitario, dall’altro leggeva i libri dei naturalisti dell’epoca, fra cui John Herschel e l’esploratore Alexander von Humboldt.


Författare: Federico Focher.

Wallace fu uno dei massimi naturalisti vittoriani. I suoi interessi scientifici spaziavano dall’entomologia all’antropologia, dalla geologia alla glaciologia, dal mimetismo alla biogeografia evolutiva. Tuttavia egli viene generalmente ricordato solo per esser stato l’altro uomo che scoprì la selezione naturale: come colui che gettò nel panico Darwin un anno prima della pubblicazione dell'”Origine delle specie”. Pochi conoscono la sua vita avventurosa, in parte trascorsa ai tropici, gli studi biogeografici, il grande lavoro di perfezionamento e divulgazione del darwinismo, l’impegno sociale in difesa dei deboli, e la sua fede nello spiritualismo, che lo portava a credere ottimisticamente in un continuo progresso morale e sociale dell’umanità.

Proprio quando il ventiduenne Darwin era appena rientrato dalla spedizione in Galles, l’Ammiragliato britannico aveva messo a punto una spedizione intorno al mondo della nave Beagle, al comando del capitano Robert Fitzroy. Il giovane Darwin scrisse pertanto una lettera di diniego e il giorno dopo si diresse in campagna, presso la casa dello zio Josiah Wedgwood, proprietario di una ben avviata fabbrica di ceramiche, con lo scopo di dedicarsi per qualche giorno alla caccia alla pernice prima che ricominciassero le lezioni. Così, il 2 settembre Darwin si recò in diligenza a Cambridge, dove tuttavia venne a sapere da Henslow che per il suo posto, da lui inizialmente rifiutato, s’era nel frattempo fatto avanti un certo Chester, e che la sua conferma sarebbe pertanto dipesa esclusivamente dalla buona impressione che fosse riuscito a suscitare nel capitano Fitzroy. La fortuna gli venne comunque in aiuto, giacché il capitano, per quanto aristocratico, autoritario e di idee politiche opposte alle sue, fu ben impressionato dal suo entusiasmo e dalla sua raffinatezza, sicché l’accordo fu raggiunto. Nel lungo periodo trascorso tra mari e terre, egli ebbe modo di sviluppare quelle capacità osservative e analitiche che gli hanno reso possibile la formulazione di un principio biologico rivoluzionario apparentemente contro intuitivo, ma che doveva rivelarsi l’unico modo veramente scientifico di interpretare le dislocazioni e le varietà delle specie viventi nei differenti contesti.

Lo stesso argomento in dettaglio: Secondo viaggio dell’HMS Beagle. Lo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione. Con la teoria evoluzionistica Darwin dimostrò che l’evoluzione è l’elemento comune, il filo conduttore della diversità della vita. Secondo una visione evolutiva della biologia, i membri dello stesso gruppo si assomigliano perché si sono evoluti da un antenato comune. Riproduzione: tutti gli organismi viventi si riproducono con un ritmo tale che, in breve tempo, il numero di individui di ogni specie potrebbe non essere più in equilibrio con le risorse alimentari e l’ambiente messo loro a disposizione. Selezione: esiste una lotta continua per la sopravvivenza tra gli individui all’interno della stessa specie e anche con le altre specie.

Nella lotta sopravvivono gli individui più adatti, cioè quelli che meglio sfruttano le risorse dell’ambiente e generano una prole più numerosa. Darwin affermò che l’evoluzione di nuove specie avviene attraverso un accumulo graduale di piccoli cambiamenti casuali. Quelli positivi, cioè favorevoli alla sopravvivenza dell’individuo che ne è portatore, fanno sì che quell’individuo possa riprodursi più facilmente e quindi trasmettere le proprie caratteristiche ai discendenti. La teoria dell’evoluzione delle specie è uno dei pilastri della biologia moderna. Nelle sue linee essenziali, è riconducibile all’opera di Charles Darwin, che vide nella selezione naturale il motore fondamentale dell’evoluzione della vita sulla Terra. Darwin pubblicò altri trattati scientifici, tra cui la spiegazione della formazione degli atolli corallini nel Pacifico del sud e il resoconto del suo viaggio a bordo del HMS Beagle. La Zoologia del viaggio della H.

Beagle venne pubblicata, in cinque volumi, fra il 1839 e il 1843. Lo stesso argomento in dettaglio: L’origine delle specie. Dal 1856 Darwin aveva iniziato ad investigare su come uova e semi avrebbero potuto sopravvivere ad un viaggio e diffondere specie oltre oceano. Quando egli lesse un articolo di Alfred Russel Wallace sull’introduzione delle specie, vide delle somiglianze con il lavoro di Darwin. Wallace che in quel periodo stava lavorando nel Borneo. Nel suo libro Darwin fornisce “una lunga argomentazione” di dettagliate osservazioni, deduzioni e considerazioni sulle varie obiezioni alla sua teoria. Poiché i paleontologi dell’epoca non poterono fornirgli le prove che lui aveva previsto, giustificò argomentando la loro mancanza.