L’impresa sociale. Dialogo tra l’economia aziendale e il diritto d’impresa PDF

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Författare: Massimo Ivone.

Il lavoro analizza l’impresa sociale nei suoi elementi qualificanti attraverso lo studio interdisciplinare dei principi aziendali e delle norme giuridiche che ne regolano l’esistenza e il funzionamento. Fornisce una disamina in chiave economico-aziendale della disciplina vigente in materia, con l’obiettivo d’individuare e descrivere i pro?li organizzativi, gestionali e contabili caratterizzanti le organizzazioni che assumono la qualifica di impresa sociale.Lo studio muove dall’analisi del sistema delle aziende non pro?t – un settore in evoluzione il cui ruolo emergente è particolarmente stimolato dallo sviluppo dell’imprenditorialità sociale – per rappresentare i caratteri distintivi del modello aziendale configurato nella formula giuridica espressa dal legislatore. Il testo approfondisce le prerogative della costituzione dell’impresa sociale, il relativo assetto proprietario e di governance e l’organizzazione del lavoro, le peculiari condizioni di economicità nonché gli obblighi informativo-contabili e gli strumenti di accountability volti alla rendicontazione del valore economico-sociale.

Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Per queste attività il capitale è un cespite secondario. Si tratta di un metodo ampiamente diffuso a livello comunitario, che trae spunto dall’importanza che gli stessi trattati assegnano al ruolo della società civile organizzata.

Fra le politiche europee nelle quali è riconosciuto un ruolo attivo della società civile organizzata vi sono i fondi strutturali europei. Il partenariato è infatti uno dei principi di riferimento della politica europea di coesione economica e sociale. Sempre al regolamento generale sui fondi vanno fatti inoltre risalire due elementi molto importanti che condizionano l’effettiva applicazione di questo principio. In sostanza, le regole comunitarie stabiliscono un principio molto ampio ed impegnativo in materia di partenariato, ma ne subordinano l’effettiva applicazione alle situazioni specifiche di ciascuno Stato membro ed alla volontà delle amministrazioni pubbliche chiamate a metterlo in pratica. Nel nostro Paese, l’importanza del partenariato socio economico in materia di fondi strutturali europei si è venuta via via rafforzando nel corso degli anni, accompagnando la crescente importanza degli stessi fondi strutturali nelle politiche di riequilibrio, in particolare in favore del Mezzogiorno, tanto da poter distinguere approssimativamente tre fasi.

Comitati stessi: Il contributo delle parti è piuttosto limitato. Si può parlare dunque di una parabola positiva ed in crescita del partenariato in Italia fino all’avvio del nuovo QSN, con successive difficoltà attuative che ne hanno ridimensionato lo slancio. Nonostante le difficoltà ed i cali di tensione che il coinvolgimento ha fatto registrare in Italia e in altri Stati membri, la Commissione europea ritiene che l’applicazione del principio del partenariato sia un valore aggiunto della politica di coesione ormai ampiamente riconosciuto, e che per una efficace attuazione di Europa 2020 sia necessario il coinvolgimento di tutti gli attori del cambiamento, e dunque anche dei vari rappresentanti della società civile. Il dibattito è in corso, ma i contributi sembrano convergere verso un rafforzamento di tale principio. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 21 mag 2018 alle 22:55. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. L’Unione Europea definiva la Responsabilità Sociale d’Impresa come una azione volontaria, ovvero come: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.

The responsibility of enterprises for their impacts on society. La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Si tratta di un concetto innovativo e molto discusso, la cui più nota interpretazione risale al 1984 e fu fornita da Robert Edward Freeman nel suo saggio “Strategic Management: a Stakeholder Approach”, Pitman, London 1984. Si ritiene e si auspica che un prodotto non sia apprezzato unicamente per le caratteristiche qualitative esteriori o funzionali, ma anche per le sue caratteristiche non materiali, quali le condizioni di fornitura, i servizi di assistenza e di personalizzazione, l’immagine ed infine la storia del prodotto stesso. Organizzazioni non governative, sindacati, mass-media ecc. Non di meno, nel mondo accademico o semplicemente tra i cultori della materia, i punti di vista permangono numerosi ed anche contrapposti. Le sfumature applicabili sono assai discusse. Metodi accademici che si propongono di misurare il valore aggiunto degli stakeholders esistono, per quanto difficilmente formalizzabili, possono essere basati sulla valutazione di quella classe sfumata di intangible assets, da ricomprendere nel goodwill e badwill o avviamento nel caso in cui tali risorse CSR-related afferiscono ai cd.

Come si evince, il filone di studi non allineato alle ultime raccomandazioni europee è quindi ricco di interventi e contributi che provengono dal mondo della ricerca, dall’università, dal volontariato, dal giornalismo, dalle imprese stesse e da cultori della materia. Non sempre hanno la caratteristica del rigore scientifico o dell’originalità. In relazione al concetto di responsabilità sociale si sono sviluppati modelli di gestione aziendale innovativi, legati al tema dell’etica. Nella fattispecie, la conformità ai predetti requisiti si concretizza nella certificazione rilasciata da un Organismo indipendente volta a dimostrare la conformità dell’azienda ai requisiti di responsabilità sociale della norma. Lo standard SA 8000 si caratterizza, inoltre, per la sua flessibilità. Uno dei principali successi del meeting di Bangkok è stato quello di stabilire una prima struttura del documento per la ISO 26000. Il gruppo ISO ha infatti raggiunto un accordo sull’organizzazione dei contenuti della norma, la cui pubblicazione definitiva è avvenuta a novembre del 2010.