L’equipaggio invisibile PDF

Government Ensign l’equipaggio invisibile PDF the United Kingdom. Venne registrato nel registro navale del porto di Liverpool col numero ufficiale di vascello 131428 e sigla telegrafica “MGY”.


Författare: Andrea Cappai.

Le intuizioni e il genio di Robert Clark, giovane progettista inglese, furono a partire dal 1935 i formidabili propulsori all’origine della vela moderna. Nascono dalla sua penna molte fra le barche più belle, veloci e famose, come il “Gipsy Moth III” con cui Sir Francis Chichester compirà la sua celebre transoceanica. Ma l’opera di Clark getta soprattutto le basi grazie alle quali un hobby per pochi ricchi diventa, nel giro di qualche decennio, un fenomeno “popolare”. Non più soltanto armatori facoltosi ed equipaggi mercenari, impegnati in complicate manovre su velieri obsoleti, ma veri appassionati, atleti, famiglie e navigatori solitari. L’equipaggio invisibile racconta per la prima volta la storia personale e professionale di Robert Clark, attraverso un’inedita documentazione e un ricchissimo apparato di fotografie e illustrazioni, frutto di approfondite ricerche nei principali archivi navali inglesi. Un libro che fa rivivere il fascino di un mondo della vela ormai scomparso.

Il Titanic lascia Belfast il 2 aprile 1912. Le 29 caldaie, aventi un diametro di 5 metri ciascuna, erano in grado di bruciare circa 728 tonnellate di carbone al giorno. White Star, mentre il rosso era il colore della Cunard Line. Il Titanic attraccato al molo nel porto di Southampton prima della partenza. La nave aveva una capacità utile di 3. 547 persone tra passeggeri ed equipaggio. Le cabine di prima classe erano rifinite con la massima sfarzosità.

La terza classe valeva la seconda sulle altre navi, ed era decorata con legno di pino verniciato di bianco, pareti smaltate e sedie di teak. Nel ristorante di terza classe era collocato un pianoforte. Il Titanic era un gioiello di tecnologia ed era ritenuto praticamente inaffondabile. Il Titanic rappresentava un’innovazione anche nello sfarzo con il quale erano decorate le sale e le cabine. Le sale adibite ai passeggeri di prima classe erano disposte dal ponte aperto al ponte E. La sala di lettura e di scrittura.

Il grande scalone di prima classe, una scala che collegava tutti i ponti riservati alla prima classe, dal ponte aperto al ponte E, ma la doppia rampa incominciava sul ponte di coperta e finiva al ponte D. Il corrimano del pianerottolo del ponte A era decorato da una grande lampada bronzea raffigurante un cherubino. Sul pianerottolo superiore era incassato un orologio fra due bronzi femminili, personificazione di Onore e Gloria che incoronano il Tempo. Sui pannelli dei pianerottoli di mezzo ponte erano situati grandi quadri. La grande scala sfociava al ponte D nella sala di reception, con un grande candeliere di 21 lampade.

La scalinata di prua era situata fra il primo e il secondo fumaiolo e la scalinata di poppa fra il terzo e il quarto. Sebbene lo scalone a poppavia fosse praticamente identico a quello di proravia, alcuni particolari erano diversi, quali l’orologio, e la cupola era situata più in basso rispetto a quella a proravia, infatti stava sul ponte A. Il salone era stato ideato per i passeggeri che desiderassero trascorrere il tempo leggendo, giocando a carte, bevendo il tè o ascoltando la musica dell’orchestra. La sala di scrittura e di lettura, frequentata perlopiù da signore, che qui si potevano riunire a ogni ora del giorno. La sala era arredata in stile georgiano ed era disposta in due ambienti separati da un grande arco sostenuto da colonne con capitelli corinzi. La sala-fumatori situata tra il terzo e il quarto fumaiolo. Gli uomini potevano raggiungere la sala durante tutta la giornata, ma soprattutto dopo cena.

A decorare la sala vi erano anche grandi vetrate colorate illuminate artificialmente. Le finestre che davano sul ponte di passeggiata erano decorate con scene di porti di tutto il mondo. Le due piccole salette Veranda café, due ristoranti ai quali si poteva accedere dal ponte di passeggiata o da una porta girevole dalla sala-fumatori. Le grandi finestre davano l’impressione di stare all’aria aperta.

Il ristorante Á la carte, un ambiente esclusivo situato sul ponte B, decorato in stile Luigi XVI. Qui i passeggeri potevano recarsi a ogni ora, e ordinare qualsiasi tipo di piatto. Il dirigente di questo ristorante era l’italiano Gaspare Pietro Antonio Luigi Gatti. Il Café Parisien, dove si poteva gustare lo stesso menù del ristorante adiacente, il ristorante Á la carte. L’ambiente era ideato per assomigliare a una tipica passeggiata parigina, completa di piante rampicanti e mobili in vimini. La sala di reception, situata sul ponte D, decorata in stile Giacobino, con grandi pannelli laccati bianchi e finestre impreziosite da decorazioni in ferro battuto. Poltrone, sedie, divani e tavolini erano in vimini con rivestimenti bordeaux e verdi.