L’arte della guerra PDF

Copia su bambù della l’arte della guerra PDF iniziale dell’Arte della guerra, trascritta sotto l’imperatore Qianlong. Collezione della University of California, Riverside. Ebbe una grande influenza anche nella strategia militare europea.


Författare: Tzu Sun.

Il libro è tuttora usato per la conduzione e strategia di molte aziende di tutto il mondo. Unendone la lettura al complementare studio delle filosofie orientali, è possibile se non comprendere appieno, almeno intuire alcuni aspetti di culture le quali, per chi vi si accosta la prima volta, sembrano del tutto aliene. I Soldati vanno trattati innanzitutto con umanità, ma controllati con ferrea disciplina. Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico. Ispirandosi anche alla filosofia che fa da retroterra culturale all’opera, nacque la psicoterapia breve strategica. Sun Tzu, L’arte della guerra, commento di Jean Levi, a cura di Andreini A.

Einaudi collana Saggi, traduttori Paparella D. Gastone Breccia, L’ arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz, Einaudi collana I millenni, 794 pagine, 2009. Sun Tzu, L’arte della guerra, a cura di Arena L. BUR Biblioteca Universale Rizzoli collana Pillole BUR, 107 pagine, 2006. Sun Tzu, L’arte della guerra, traduttore Rossi M. Mondadori collana Oscar varia, 222 pagine, 2003.

Sun Tzu, L’ arte della guerra. Il manuale dello stratega, traduttore Fusco S. Edizioni Mediterranee collana Hobby, 144 pagine, 2002. Firenze-Milano, Ponte alle Grazie, 2003, ISBN 88-7928-639-0. L’arte della guerra, Newton Compton, Roma 2013. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 31 gen 2019 alle 20:59.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Pressoché tutti i sacrari italiani sorgono negli stessi luoghi del territorio nazionale ove si svolse il primo conflitto mondiale: il teatro di guerra subì una metamorfosi e si trasfigurò in architettura del silenzio carica di significati, che ancor oggi connota e storicizza quel paesaggio, facendo di esso il luogo della memoria privilegiato dal regime. La realizzazione della maggior parte dei sacrari di guerra in Italia si colloca nell’arco temporale che va dal 1931 – anno nel quale fu emanata la prima legge organica in materia di sepoltura e onoranza dei caduti – al 1939. L’onoranza dei morti in battaglia dopo le guerre d’indipendenza del Risorgimento e i riti per celebrarne la memoria non mancarono, ciò che venne meno, invece, furono i presupposti per trasformare in mito collettivo l’esperienza della guerra e la diffusione di un culto nazionale del caduto. Alla fine della Grande guerra l’Italia conta oltre 650. 000 morti e si trova a dover fare i conti con l’enorme problema della loro sepoltura.