L’analisi esistenziale PDF

Sigmund Freud e alla psicologia individuale di Alfred Adler. Dal punto di vista metateoretico la logoterapia l’analisi esistenziale PDF pone nella corrente dell’esistenzialismo. La logoterapia condivide con l’esistenzialismo il concetto di autodeterminazione. Non vengono negati i condizionamenti della società e dell’eredità genetica, ma viene sottolineata la capacità dell’uomo di porsi di fronte a tali condizionamenti in maniera attiva.


Författare: Enrico Girmenia.

Intuendo le problematiche dell’uomo contemporaneo, Frankl ha proposto una nuova chiave di lettura per le nevrosi, identificandole come malattie causate dal vuoto esistenziale.

Da questa premessa deriva il concetto basilare di responsabilità, ovvero la capacità di rispondere al significato individuale di quanto ci viene quotidianamente richiesto dalla vita. Come Heidegger e Jaspers, anche per Frankl l’uomo è un Da-Sein, un Esser-Ci. La logoterapia non ha prodotto, ad oggi, una mappatura esaustiva delle patologie psicologiche in chiave logoterapeutica. Aureliano Pacciolla, La prevenzione noogena, in Chi ha un perché nella vita.

Fondamenti teorico-clinici della logoterapia di Viktor E. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 17 dic 2018 alle 20:58. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. A seconda della definizione data al “movimento”, un filosofo o un indirizzo filosofico può essere o meno considerato come espressione dell’esistenzialismo. Tra il 1928 e il 1940 Martin Heidegger è stato il più importante rappresentante dell’esistenzialismo su base fenomenologica e il suo Essere e tempo può essere considerato una pietra miliare dell’esistenzialismo moderno. Altra figura importante è Karl Jaspers, che partendo da basi psicologistiche nelle prime opere approda a una speculazione specificamente filosofica tra il 1946 e il 1962, su una linea che ripropone alcuni temi che erano già di Kierkegaard.

Un momento importante nell’evoluzione del pensiero esistenzialistico è rappresentato dalla presa di coscienza degli orrori della prima guerra mondiale e dalla crisi della coscienza intellettuale che si ebbe nell’immediato dopoguerra. Essere e, tuttavia, manifestano in qualche modo l’essere stesso. Essere o riducibili tutte a impossibilità, e perciò si dedica a cercare criteri che consentano la scelta tra esse e progetti che non siano preliminarmente condannati all’insuccesso. Vi sono poi le figure che sfuggono a questa classificazione, come Friedrich Nietzsche o Emil Cioran. Lo stesso argomento in dettaglio: Esistenzialismo ateo. Differente da quello di Sartre, almeno dal 1950, è l’esistenzialismo ateo di Albert Camus, che parte dal marxismo per approdare all’anarchismo. Ma Sisifo insegna la fedeltà superiore che nega gli dèi e solleva i macigni.

Anch’egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. In un orizzonte umano che non sa che farsene di Dio perché ha solo sé stesso su cui fondarsi per realizzare un senso dell’esistenza, Camus rifiuta però il buio del nichilismo per la solarità di una lotta indefessa al non-senso. Bisogna ribellarsi al non-senso in nome della solarità e della “misura”, le caratteristiche migliori dei popoli mediterranei pre-cristiani. La rivolta è essa stessa misura: essa la ordina, la difende e la ricrea attraverso la storia e i suoi disordini. L’origine di questo valore ci garantisce che esso non può non essere intimamente lacerato.

La misura, nata dalla rivolta, non può viversi se non mediante la rivolta. L’uomo in rivolta, Bompiani, Milano 1951, p. L’esistenzialismo ateo ha avuto nel Novecento qualche nuovo sviluppo in senso edonistico in Michel Onfray, che ha il suo maggiore ispiratore in Camus. In qualche misura si rifà all’atomismo antico, ma in questo è l’elemento etico e utilitaristico a prevalere.