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Författare: Abu Zayd Nasr.

“In quanto parola di Dio, il Corano è il fondamento della vita di ogni musulmano. Tutti i casi pubblici e privati, religiosi e secolari, rientrano sotto la sua giurisdizione”. Questa visione predominante, peraltro formulata da un intellettuale arabo non fondamentalista, è probabilmente una delle principali cause dell’evidente conflitto politico, sociale e ideologico presente nella quasi totalità dei paesi musulmani. Nasr Abu Zayd, uno dei più importanti intellettuali arabi, condensò nelle pagine coraggiose e illuminanti di questo libro le sue riflessionii circa la necessità di contestualizzare il testo sacro nella storia, cercando di restituire all’interpretazione del Corano il suo valore più autentico per sottrarlo a qualsiasi manipolazione politica e religiosa. Ciò che il Corano offre ai musulmani, sostiene Abu Zayd, non è l’islamizzazione della vita, e neppure la totale separazione della religione dalla vita. Separare la religione dallo Stato è tuttavia essenziale, senza che ciò significhi relegare la religione sullo sfondo della vita sociale. Come modalità di comunicazione tra Dio e l’uomo, il Corano, argomenta Abu Zayd, insegna che l’interpretazione letterale del testo sacro significa congelare la parola di Dio nel momento del suo annuncio storico, ovvero semplificare e impoverire l’immensa e complessa dottrina dell’Islam, trasformando una religione della fede in una religione delle opere e dei riti.

VIDEO STORICI TRATTI DAGLI ARCHIVI DI RAI. Questa voce o sezione sull’argomento Islam non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull’uso delle fonti. Islam, quindi la storia anche prima dell’avvento di questo insegnamento. VII secolo nella penisola araba e, più specificamente, nella regione nord-occidentale del Hijāz.

Dalla sua sede originaria nella Penisola Arabica, tale fede si è progressivamente diffusa nel Vicino e Medio Oriente. In Europa l’Islam fu diffuso in un primo momento dagli arabi, nel loro periodo di massima espansione arrivarono ad includere, tra l’VIII e il XV secolo, parti più o meno vaste della Penisola iberica e della Sicilia. Il Sud, oggi occupato dallo Yemen e dall’Oman, è ricco d’acqua e dunque fertile. Il resto, occupato dall’Arabia Saudita e dai piccoli stati del Golfo, è desertico e vi sono oasi attorno a cui sono sorte le città principali. La posizione della Penisola è al centro degli scambi commerciali tra Occidente ed Oriente.

Le popolazioni dell’Arabia sono di ceppo semitico, come gli Ebrei e i Mesopotamici. Il capitolo 10 della Genesi, nella Bibbia, riconosce due diverse discendenze da Sem per gli Arabi del centro-nord e per gli Arabi del sud. Un primo riferimento agli arabi è quello contenuti nelle Cronache Assire, ma importante è anche quanto nell’853 a. Sotto il Regno di Saba l’Arabia del Sud produceva spezie, mirra, incenso, cereali ed aromi. La carica di sovrano pare fosse ereditaria. Per lunghi periodi l’autorità dei sovrani era limitata da consiglieri e sorgeva una sorta di feudalesimo con castelli, vassalli e contadini.

La religione diffusamente praticata nell’antica Arabia pre-islamica era una religione politeistica di impronta semitica. I templi, come nel vicino Egitto, erano anche banche e centri commerciali, con sacerdoti che godevano di vaste proprietà. Anche il raccolto delle spezie era considerato sacro, e come tale un terzo della produzione spettava al clero. La scrittura vi era conosciuta e si applicava, come dimostrano le molte iscrizioni decifrate, ma non sono rimaste opere letterarie. Lo stesso argomento in dettaglio: Jāhiliyya. Quanto detto riguarda il Sud ricco, l’Arabia Felix, il Nord desertico era invece abitato da popoli nomadi, a cui si univano insediamenti di arabi meridionali sedentari che avevano aperto insediamenti commerciali. Con l’intensificarsi dell’influenza ellenistica, specialmente dalla Siria, comparvero regni di confine nel deserto siriano semi-sedentarizzati.

Gli arabi sedentarizzati del confine diedero all’impero un imperatore, Filippo, che regnò su Roma dal 244 al 249, nel periodo degli Imperatori di nomina militare, sovrani effimeri perché scelti dal mutevole umore delle truppe. Odenato, in arabo ʿUdhaynat, era un generale che nel 265 ottenne da uno degli Imperatori militari effimeri, Gallieno, il titolo di re del suo staterello sedentarizzato, alla periferia del colosso romano. Odenato aveva aiutato Gallieno nella guerra contro i Persiani. Oltre al Regno dei Nabatei e a quello di Palmira ci sono altre due entità statuali di confine meno noti, il regno dei Lihyaniti e quello dei Thamudeni.

Sono noti per iscrizioni in lingua locale e per riferimenti nel Corano. Una svolta epocale avvenne nel 384, quando i due colossi, perennemente in guerra, si rappacificarono. Le rotte commerciali, fino ad allora passanti per l’Arabia meridionale per aggirare i fronti, ripresero il loro naturale corso tra la Siria e la Mesopotamia, più rapida ed immediata strada. All’epoca il Regno di Saba andava tracollando, perché retto dalla dinastia himyarita, proveniente dal deserto centro-meridionale. L’ultimo re sabeo himyarita, Dhū Nuwās, si convertì all’Ebraismo, ripudiando il paganesimo.

In questo periodo, la Penisola araba è uno Stato tribale. I manufatti delle terre vicine penetrano grazie ai commerci e ai saccheggi nell’entroterra, dove le varie tribù si riconoscono rappresentate da un capo virtuale, lo shaykh, scelto dagli anziani tra i più autorevoli ed esperti capi-clan. Lo shaykh si consulta con un Consiglio di anziani, il majlis, composto dai capi dei lignaggi. La religione nelle aree centrali e occidentali arabiche si basava su tre divinità, Manat, al-Uzza e Allat, quest’ultima citata anche da Erodoto, subordinate ad un Dio più importante, Allah.

Attorno alle oasi la vita nel VI secolo che in Occidente vedeva la fine dell’Età antica, era un poco differente. Nelle oasi la vita politica appariva poco più complessa. Di tanto in tanto il monarca di un’oasi poteva estendere la sua sovranità su altre oasi vicine, creando un piccolo abbozzo di impero. L’entità più importante fu quella dei Kinda, che tra V e VI secolo d.