Infoibati. I nomi, i luoghi, i testimoni, i documenti PDF

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Författare: Guido Rumici.

Tra il settembre 1943 e la primavera 1945 nei territori della Venezia Giulia, occupati dal Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo del maresciallo Tito, migliaia di uomini e donne scomparvero nelle foibe, le cavità naturali che si aprono nel Carso. «Infoibati»: in questo termine sono racchiusi la memoria degli scomparsi e l?orrore di una tragedia della quale, a distanza di decenni, è ancora impossibile tracciare un bilancio definitivo. Con documenti inediti, fotografie, testimonianze dirette di parenti e sopravvissuti, per la prima volta vengono ricomposti i tasselli di questa tragedia nazionale che per decenni è stata dimenticata e rimossa.

Wikipedia può contenere materiale discutibile: leggi le avvertenze. La foiba di Basovizza è un inghiottitoio che si trova in località Basovizza, nel comune di Trieste, nella zona nord-est dell’altopiano del Carso a 377 metri di altitudine. In questa foiba fu gettato dai partigiani jugoslavi un numero imprecisato di persone, nel periodo dell’occupazione jugoslava di Trieste. A ricordo di tutte le vittime degli eccidi è stato collocato un monumento nei pressi di questo luogo. Nel 1992 il presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato il pozzo monumento nazionale.

Sulle alture che attorniano Trieste, alla fine del XIX secolo si ritenne potessero trovarsi importanti depositi di carbone o lignite. Lo stesso argomento in dettaglio: Massacri delle foibe. In origine la cosiddetta foiba di Basovizza era un profondo pozzo minerario, nel territorio della frazione di Basovizza, nel comune di Trieste. La documentazione raccolta dagli alleati anglo-americani in merito agli infoibamenti è basata in parte sulle testimonianze dei parroci di Sant’Antonio in Bosco e di Corgnale, rispettivamente don Francesco Malalan e don Virgil Šček. Nel 1980 la foiba è stata riconosciuta come monumento d’interesse nazionale e nel 1991 vi ha fatto visita il presidente Francesco Cossiga. Il presidente Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato il pozzo minerario di Basovizza monumento nazionale con decreto datato 11 settembre 1992. Tutte le notizie storiche sono tratte da Ruggero Calligaris, Storia delle miniere di carbone del carso triestino e dell’Istria dal ‘700 al 1945, Atti del Museo di Storia Naturale di Trieste, Trieste 1989.

Il secondo fu deputato sloveno al Parlamento del Regno d’Italia negli anni a cavallo fra la fine della Prima Guerra Mondiale e l’avvento del fascismo. Istria nel tempo: manuale di storia regionale dell’Istria con riferimenti alla città di Fiume, Centro di ricerche storiche di Rovigno, 2006. Claudia Cernigoi, Operazione Foibe – Tra storia e mito, Edizioni Kappa Vu, Udine, 2005. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria, Mondadori, Milano 2003, ISBN 88-0448978-2. Pierluigi Pallante, La tragedia delle foibe, Editori Riuniti, Roma 2006. La tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, Mondadori, Milano 1999.

URL consultato il 13 gennaio 2009. I nomi, i luoghi, i testimoni, i documenti, Mursia, Milano 2002, ISBN 9788842529996. Giorgio Rustia, Contro operazione foibe a Trieste a cura dell’Associazione famiglie e congiunti dei deportati italiani in Jugoslavia e infoibati, 2000. Fulvio Salimbeni, Le foibe, un problema storico, Unione degli istriani, Trieste 1998. Roberto Spazzali, Foibe: un dibattito ancora aperto. Tesi politica e storiografica giuliana tra scontro e confronto, Lega Nazionale, Trieste 1990. Roberto Spazzali, Tragedia delle foibe: contributo alla verità, Grafica goriziana, Gorizia 1993.