In altra luce. Per una pedagogia al femminile PDF

E ‘l duca mio a lui: «Perché pur gride? Caina attende chi a in altra luce. Per una pedagogia al femminile PDF ci spense». Queste parole da lor ci fuor porte.


Författare: Giuseppina D’Addelfio.

Le donne sono da sempre, nella concretezza di diversi contesti formativi, molto presenti e apprezzate come educatrici. Tuttavia il loro modo di intendere ed elaborare sul piano teorico l’educazione ha avuto poco spazio nella riflessione di pedagogia generale (al contrario di quanto avvenuto in altri ambiti disciplinari). Il volume intende dare un contributo per colmare questa lacuna: sono presentate dodici donne che, nel corso del Novecento, si sono dedicate, in modi diversi, allo studio dei fenomeni educativi. Ricostruendone gli itinerari di vita e di pensiero, con una selezione di brani antologici, viene svolta un’indagine fenomenologico-ermeneutica per comprendere se e come lo sguardo femminile dischiuda una prospettiva differente rispetto a quella aperta da un modo di guardare solo maschile, quindi un’altra luce sull’educazione.

E caddi come corpo morto cade. Ma la mia guida gli rispose: “Che hai da gridare? Ecco le parole che ci dissero. Il Dante dell’Inferno non sottomette le ragioni cristiane a quelle umane, ma si sforza di trovare un compromesso. Di fronte a quel consumato “conoscitor de le peccata”, le anime, d’altra parte, non possono che sottomettersi spontaneamente al loro destino.

Infatti la frenesia della passione sulla terra trova qui il suo contrappasso nel vento vorticoso che sbatte le anime come fuscelli. Sappiamo che l’Inferno fu iniziato nel 1306, concluso nel 1309 e pubblicato nel 1314. Dante un preciso accusatore e divulgatore. Francesca veniva fatta passare per una poco di buono meritevole di morte, avendo tradito il marito col cognato. Polenta di Ravenna come profugo nel 1318, restandovi sino alla morte. Gianciotto, tradito dalla moglie e dal fratello, fosse destinato a finire fra i traditori. Uccidendo Paolo, Gianciotto non aveva forse difeso il proprio onore?

Nessuna teologia cattolica, di fronte all’attenuante dell’adulterio, avrebbe mai messo Gianciotto nella Caina, al massimo l’avrebbe punito in un qualche cerchio del purgatorio. Dante ha mai sostenuto che il comportamento o il carattere di Gianciotto fosse riprovevole o insopportabile. I commentatori danteschi del Trecento si sono alquanto divertiti a fantasticare sulla natura dei personaggi di questa tragedia. Gianciotto un uomo piuttosto rude, non fosse priva di fondamento.

1282 la carica di capitano del popolo a Firenze, allo scopo di conciliare le tensioni tra guelfi e ghibellini. Guido da Polenta ad affrontare i Traversari e ad impadronirsi, con un colpo di mano, di Ravenna. Cesena, Bertinoro e Faenza negli anni 1290-93. Secondo la leggenda Gianciotto sarebbe stato avvelenato nel castello di Torriana da qualche suo vassallo.