Il vino nel mondo antico. Archeologia e cultura di una bevanda speciale PDF

Il Nilo ha anche due grandi affluenti: Nilo Bianco e Nilo Azzurro, che s’incontrano e si fondono vicino alla capitale sudanese Khartoum. Nella zona desertica dell’alto Egitto forma un’oasi fluviale il vino nel mondo antico. Archeologia e cultura di una bevanda speciale PDF dai 5 ai 20 km utilizzabile per la coltivazione. Delta che si estende su 24.


Författare: Stefano De’ Siena.

In un libro denso di nozioni, di documenti e di analisi talmente particolareggiate da trasformare anche le più piccole tracce, come i vinaccioli ed altri microscopici resti archeobotanici, in spiragli pertinenti e carichi di prospettiva storica, si ricostruisce la storia dell’invenzione del vino, la sua evoluzione e la sua funzione sociale negli usi delle grandi civiltà antiche, dagli esordi nel Vicino Oriente fino al mondo ellenico, etrusco e romano. Il vino, sostanza preziosa e da sempre conservata con cura, ma anche effimera e volatile sul piano organico, è un reperto archeologico molto raro. Tuttavia se ne hanno riscontri oggettivi in numerosi ambiti dell’antichità: dal percorso di domesticazione della vite ai progressi agronomici ed enologici, dalla storia dei commerci alla progettazione dei vasi vinari, dai corredi potori agli accessori di servizio, dai contesti conviviali alle celebrazioni funerarie.

Fino alla costruzione della diga di Assuan le sue annuali piene rendevano il terreno circostante estremamente fertile, permettendo di coltivare grano e altre colture. Inoltre l’introduzione ad opera dei Persiani dei bufali nel VII secolo a. L’acqua del Nilo lasciava nei campi una grande riserva d’acqua oltre ad uno strato di limo molto ricco di sostanze fertilizzanti. Egiziani credevano che, al fine di entrare nell’oltretomba, bisognasse essere sepolti sul lato che simboleggiava la morte. Buto come capitale, il cui sovrano portava un’alta corona bianca col simbolo dell’avvoltoio ad ali spiegate. I due regni vennero unificati con la forza, verso il 3100 a.