Il principe di Leonforte PDF

6 677 abitanti della città metropolitana di Il principe di Leonforte PDF, in Sicilia. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è stata proclamata “Borgo dei borghi 2014”. Scorcio del corso Giuseppe Fedele Vitale. Dalla fine del XV secolo, Gangi, come il resto della Sicilia ormai parte dell’Impero spagnolo, fu soggetta all’Inquisizione.


Författare: Nino Mazzucchelli.

Un giovane direttore di banca veneziano viene trasferito a Leonforte, un paese al centro della Sicilia. È una Sicilia molto diversa da quella che egli immaginava, che dapprima lo sconcerta, poi a poco a poco lo conquista. Il giovane direttore viene catturato da una serie di suggestioni, coincidenze, incontri, strani sogni e avvenimenti reali, che lo turbano e lo sconvolgono, fino ai confini della confusione mentale e della follia.

Qui fu torturato e giustiziato il priore dei benedettini di Gangivecchio. A metà del XVI secolo i censimenti e i riveli indicano un numero di circa 4000 abitanti, un migliaio di abitazioni e altrettanti nuclei familiari. Nel 1572 circa fu fondata la compagnia dei Bianchi che accoglieva gli elementi socialmente ed economicamente più in vista della società gangitana. Nel 1625 un esponente dei Graffeo acquistò dai Ventimiglia il territorio di Gangi, ottenendo nel 1629 il titolo di Principe di Gangi per concessione di Filippo IV di Spagna. Il 1º gennaio 1926 il prefetto Cesare Mori compì quella che probabilmente fu la sua più famosa azione, e cioè quello che viene ricordato come l’assedio di Gangi, roccaforte di numerosi gruppi criminali. Ruggiero Di Castiglione scrive che nella seconda metà del Settecento, numerosi liberi muratori erano attivi in centri e consessi siciliani, tra cui l’Accademia degli Industriosi di Gangi, fondata dal barone Francesco Benedetto Bongiorno, la quale si riuniva proprio nel palazzo nobiliare di famiglia a Gangi. La chiesa madre del paese sorge sulla piazza del paese ed è intitolata a San Nicola di Bari.

Sorse nel XIV secolo, con una struttura a navata singola poi ampliata nel corso del XVI e XVII secolo con la creazione di altre due navate. All’interno sono custodite alcune statue di Filippo Quattrocchi, oltre al Giudizio Universale di Giuseppe Salerno. Nel 1576 la chiesa fu oggetto di modifiche architettoniche e intitolata allo Spirito Santo. Sorse nel 1363 come monastero benedettino di Santa Maria di Gangi Vecchio su un insediamento fortificato di epoca romana evolutosi in età tardo antica. Nel 1413 al monastero viene concesso il titolo di abbazia. La parte bassa del paese con al centro la Chiesa del SS.

La chiesa sorse nel XVII secolo su un edificio intitolato a San Filippo, e fu oggetto di ristrutturazione nei secoli successivi. Costruita nel XIV secolo, nacque come oratorio di San Pietro ad uso dei frati benedettini e in seguito delle monache di clausura. Nel XVIII secolo, ad opera dell’arciprete don Cataldo La Punzina, l’edificio fu ricostruito dalle fondamenta. Alla fine anni degli anni Venti del Settecento iniziarono i relativi lavori.