Il Partito d’azione nel Mezzogiorno (1942-1947) PDF

Questa voce o sezione sull’argomento storia è ritenuta da controllare. Lo squadrismo fu un fenomeno politico-sociale verificatosi in Italia a partire dal 1919 che consistette nell’uso di squadre d’azione paramilitari armate che avevano lo scopo di intimidire e reprimere gli avversari politici, specialmente quelli appartenenti al movimento operaio. Manifestazione di protesta organizzata dall'”Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra”. La grande smobilitazione seguita al termine della Grande Guerra del 1915-il Partito d’azione nel Mezzogiorno (1942-1947) PDF aveva prodotto una grande quantità di reduci che, rientrati nella vita civile, si ritrovarono disoccupati e senza concrete prospettive di lavoro.


Författare: Fulvio Mazza.

Omodeo, Dorso, De Martino, Rossi-Doria, Ruiz, Craveri, Schiano, Fiore, Cifarelli, Cianca, Calace, sono alcune delle figure illustri dell’azionismo meridionale rievocate dall’autore.

Questi primi reduci andarono a formare, insieme ai futuristi ed al Fascio di Difesa Nazionale, squadre organizzate che si attivarono in modo fattivo per combattere contro i socialisti, i quali in quel momento si trovavano in forte ascesa. Furono soprattutto Arditi ed ufficiali e sottufficiali dell’Esercito a divenire i più forti sostenitori di ciò che andavano sostenendo Mussolini e D’Annunzio, trovando in questi due i capi naturali e il riferimento ideale per incanalare la loro lotta in una direzione politica precisa e, per loro, appagante. Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle azioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima. Foraggiando i fascisti, gli industriali, i proprietari terrieri e i banchieri non compivano nessuna azione che esorbitasse dai loro diritti. Persino gli atti di violenza commessi dai fascisti nei primissimi mesi della loro controffensiva possono considerarsi con una certa indulgenza.

Dato che polizia e magistratura erano impotenti nella difesa dei privati cittadini contro la forza preponderante dei sindacati e del loro arbitrio, era ben giustificato che tali cittadini cercassero di difendersi per mezzo di metodi illegali. Ma quando si sia riconosciuto tutto questo, rimane il fatto che, specialmente a partire dai primi del 1921, parlare di un fascista ucciso o ferito nel corso della guerra civile come di un ‘eroe’ o di un ‘martire,’ nella maggioranza dei casi è tanto assurdo quanto usare questi termini per un bandito, che rimanga inaspettatamente ucciso da una delle sue supposte vittime. Senza dubbio per fare il bandito ci vuole del coraggio, ma tale coraggio non va confuso con l’eroismo. Il 23 marzo 1919 Mussolini fondò a Milano i Fasci italiani di combattimento, nei quali andarono a confluire in breve tempo la maggioranza delle squadre formatesi autonomamente sul territorio nazionale. Manifestazione delle squadre d’azione a Roma. Questo primo squadrismo urbano si richiamava al sansepolcrismo e pertanto esprimeva confuse istanze di rinnovamento in materia di politica e di economia, associando tendenze socialiste e tendenze nazionaliste.