Il fiume e la comunità. Progetti e figure tra il centro storico e la golena di Boretto PDF

Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati dell’Emilia-Romagna non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il comune di Luzzara, il più settentrionale della provincia di Il fiume e la comunità. Progetti e figure tra il centro storico e la golena di Boretto PDF Emilia, è situato nella pianura padana, sulla riva destra del fiume Po, a 36 km di distanza da Reggio Emilia e 25 da Mantova.


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L’interesse principale di questo libro sta nel suo essere un momento di sintesi tra passato e futuro, tra filologia e invenzione. Solo così, sotto la spinta di una lungimirante tensione verso il futuro, è possibile interpretare meglio il passato e rileggere i segni della storia, offrendo interessanti squarci sulla realtà fisica di un antico territorio di pianura e di riviera, fortunosamente rimasto ancora omogeneo. Proprio nel presentare in modo esemplare le varie questioni aperte, riuscendo, in parallelo, a comunicare a tutti gli interlocutori gli elementi di conoscenza acquisiti con le ricerche, si riesce a compiere quell’operazione di cultura che va considerata come un antidoto razionale da opporre sia allo spaesamento impersonale della metropoli sia alle nostalgie della vita comunitaria perduta del villaggio. Il valore del presente prodotto editoriale, giunto a risultato di un accurato lavoro collettivo, deriva dalla sua stessa origine. Tale libro è stato concepito in modo da collegare un’argomentata raccolta di materiali di documentazione, all’avvio di un serrato confronto tra opinioni, in modo da offrire una sapiente occasione di interpretazioni originali e utili. Attraverso un’antologia ricca di contributi, il volume indaga a fondo, con metodo scientifico, l’avvenire di un territorio inteso come un patrimonio culturale unitario.

Il toponimo si riconduce al latino luteus, “fangoso”, da cui deriva la voce di area italiana settentrionale lozza. Il toponimo Luzzara compare per la prima volta in documenti dei secoli VII e VIII, al tempo l’insediamento sorgeva su di un’isola sul Po. Luzzara è un esempio dei mutamenti di Signorie in questo periodo di vitalità politica del territorio padano. Il Vescovo di Reggio l’acquista dall’Imperatore Ludovico il Pio, al quale succede al trono Lotario I, che rivendicando il possesso ne riprenderà violentemente il dominio. Resta in suo potere fino all’estinzione della famiglia, ed ai tempi di Matilde di Canossa è ricordata come Pieve fra i possessi della contessa. Durante il periodo della signoria dei Gonzaga, Luzzara viene fortificata e dalla sua pianta topografica si possono ancora oggi leggere con distinzione le piazze, i palazzi del potere e gli edifici religiosi, così come furono concepiti nel ‘400.

Nel 1350 il paese ospita Francesco Petrarca. L’imperatore Carlo V nel 1502 elegge il marchesato a feudo immediato, trasmissibile in perpetuo per diritto di primogenitura. La Rivoluzione francese e l’opera napoleonica portano Luzzara nella Repubblica Cisalpina ed in seguito nel Dipartimento del Crostolo. Caduto l’impero napoleonico, il 9 febbraio 1814, viene rioccupata dalle truppe austriache. A seguito del Congresso di Vienna, gli ex stati borbonici vengono assegnati a Maria Luisa d’Asburgo-Lorena.

Alla morte della duchessa, il 4 gennaio 1848, Luzzara passa agli Estensi di Francesco V. Con il plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860, Luzzara è annessa al Regno di Sardegna e quindi al Regno d’Italia. Per merito di Francesco Boccalari nel 1863 in Luzzara si costituisce una Società di Tiro a segno che ha come presidente Giuseppe Garibaldi. Tra il 1859 ed il 1866 Luzzara fu un paese di frontiera poiché l’Oltrepò mantovano era rimasto soggetto all’Impero austriaco. A Codisotto vi si trovava sia la dogana italiana sia quella austriaca.

La battaglia si sposterà sul fronte interno, mantenendo il paese a livello di combattività e di vivacità sul piano sociale che sarà patrimonio di tutta la Bassa reggiana ai tempi di Camillo Prampolini, emblematicamente chiamato “l’apostolo del socialismo”. Quattro anni dopo l’Unità nasce a Luzzara la prima società operaia, alla quale numerose altre seguiranno, nel costante tentativo di arginare la disoccupazione e la miseria e di far fronte alla repressione poliziesca. Ad una famiglia di forti tradizioni socialiste appartiene il luzzarese Bruno Fortichiari, tra i fondatori del Partito Comunista. Il fascismo colpirà subito duramente e in maniera esemplare: il 5 maggio 1921 verrà ucciso in circostanze mai del tutto chiarite il giovane anarchico Riccardo Siliprandi, aggredito da un gruppo di squadristi. Il dopoguerra vedrà inevitabilmente la ripresa dei conflitti sul piano sociale – culminata con gli scioperi “a rovescio” dei braccianti sugli argini del Cavo Fiuma – e restituirà il Comune allo storico governo della sinistra.

Negli anni scorsi, con la divisione politica dell’area cattolica, il Comune è passato alla conduzione del Centro-Sinistra. Chiesa parrocchiale di San Giorgio, a Luzzara, edificata probabilmente alla fine dell’XI secolo in stile romanico, e più volte rimaneggiata. Fu riedificata a partire dal 1676 in stile barocco, salvando solamente la parte absidale, che rimane tuttora in stile romanico. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate nella frazione di Codisotto. Costruita attorno alla fine del XVII secolo, fu costruita sullo stesso luogo dove era ubicata quella più antica del 1500 circa. Vi si possono ammirare, oltre all’altare maggiore in stucco marmorizzato e quattero altari originali nelle cappelle, quattordici tavolette di scuola emiliana del XIV secolo raffiguranti episodi del Vangelo. Chiesa parrocchiale di San Carlo Borromeo nella frazione di Casoni.

Fra il patrimonio artistico che si può ammirare al suo interno si segnala un coro ligneo a stalli di squisita fattura settecentesca. Chiesa parrocchiale di San Rocco nella frazione di Villarotta, riocstruita nel 1936 su quella settecentesca, ormai pericolante. Originariamente l’antica chiesa, eretta sull’antico Oratorio di San Rocco nel XV secolo, doveva avere solo tre altari: quello principale e due laterali dedicati rispettivamente al Santo Rosario e a San Rocco. Chiesa ed ex convento degli Agostiniani, nota anche come chiesa dell’ex ospedale, o chiesa del Conventino. Per quanto riguarda il convento vero e proprio, esso fu costruito dagli Agostiniani, con ogni probabilità anteriormente alla chiesa stessa in forme romaniche: restano infatti a testimonianza di ciò il porticato e qualche volta “a vela”, salvati dai numerosi ed infelici rimaneggiamenti durante i secoli.

La Torre civica, realizzata tra il 1724 ed il 1780 con i resti dell’antico castello, è il simbolo del paese. Il Palazzo della Macina, costruito verso la fine del XV secolo, fu la residenza dei Gonzaga di Luzzara. Conserva preziosi reperti costituiti da colonne sormontate da capitelli di pregevole fattura e decori pittorici abbruniti. Nell’antico Palazzo dei Gonzaga di Luzzara vi era anche il piccolo Teatro di Corte.

Verso la fine del XVIII secolo ne venne realizzato un altro nei locali poi occupati dalla scuola d’arte. Diversamente da quanto comunemente sostenuto, l’attuale Teatro non è da identificarsi con quello esistente anteriormente al secolo XIX. Situata nella strada comunale omonima a circa due chilometri a sud-est del capoluogo. Questa Villa costituisce tuttora, con il suo stupendo giardino all’italiana e i filari di giganteschi taxodium, uno dei più suggestivi ornamenti delle campagne luzzaresi. Fu una residenza dei Gonzaga, e ha conservato alcuni dei caratteri dell’antica nobiltà, come il giardino, l’oratorio e piantagioni arboree.