Il comico e la vita PDF

Totò, Peppino e la dolce vita è un film il comico e la vita PDF 1961 diretto da Sergio Corbucci ed interpretato da Totò e Peppino De Filippo. Nella vita e nella morte ci sono le cose vere e le cose supposte: le cose vere mettiamole da parte, ma le supposte?


Författare: Carlo Sini.

Il fenomeno della comicità ha aspetti molteplici che mal si prestano a una definizione unitaria. Comicità, umorismo, ilarità, sarcasmo, ironia, umor nero e via dicendo hanno indubbiamente qualcosa in comune, un’aria di famiglia, direbbe Wittgenstein, ma ciò che li accomuna non è per nulla facile coglierlo e fissarlo, ridurlo al concetto. Ne è eloquente riprova la notevole quantità di studi che al fenomeno del comico sono stati dedicati dall’antichità ai giorni nostri: filosofi, scrittori, poeti, saggisti, psicologi, sociologi, psicoanalisti si sono variamente cimentati col nostro tema, fornendo in proposito una messe di osservazioni e di analisi preziose e sagaci, senza esaurire peraltro il problema. Il quale rivela, in tal modo, la sua natura eminentemente filosofica, vale a dire inesauribile, in quanto connessa agli interrogativi di fondo che concernono l’essere umano e il senso ultimo della sua esistenza.

Antonio Barbacane viene mandato dal ricco nonno a Roma per cercare di corrompere dei politici affinché spostino il tracciato di un’autostrada sulle proprie terre al fine di aumentarne il valore. Egli, invece di provvedere, si abbandona ai piaceri della capitale pur non avendo un lavoro fisso. Antonio sta sbarcando il lunario come posteggiatore abusivo a via Veneto dove però è conosciuto da tutti. Arrotonda infatti gli incassi delle mance con i servizi che procura ai frequentatori dei locali di Via Veneto. Peppino dopo essere stato coinvolto involontariamente in una scazzottata prontamente fotografata dai paparazzi, trova Antonio su quella strada. Rifiutati i rimproveri del nonno portati da Peppino, Antonio lo porta a divertirsi nei locali notturni. Il nonno intanto sta sorvegliando i nipoti di nascosto e depreca i loro comportamenti.

Antonio lo colloca nel bagagliaio di un’auto in sosta nella quale si accomoda per riposare. Ma la macchina non rimane lì tutta la notte: il suo proprietario, l’avvocato Guglielmo detto Guco, infatti la porta via accompagnato dalla sua amante Magda. Il giorno dopo Antonio arringa in una dimostrazione di piazza i posteggiatori abusivi come lui per sollecitare la regolarizzazione della categoria. Alla vista della polizia il comizio non autorizzato si interrompe e Antonio viene fermato.

Intanto Peppino si sveglia e tornato a via Veneto ritrova il cugino questa volta in tenuta da posteggiatore. Giunti sul posto Antonio confessa a Peppino di non avere più una lira, di sopravvivere facendo il posteggiatore e che la S. Peppino si sente perso, su quell’aiuto contava molto. Antonio lo persuade prima a spararsi, poi a dimenticare i suoi problemi almeno per quella notte, invitandolo a partecipare a quella festa malgrado il rischio di perdere l’eredità. I due cugini, invitati alla seduta spiritica condotta dalla medium Norma per stabilire un contatto con le anime dei morti, vengono terrorizzati dalla comparsa di un fantasma che non è altro che uno scherzo. Irrompe furibondo il nonno che li rimprovera di aver abbandonato le consegne ricevute e di essersi dati alla brutta vita.